Trattamento economico dopo la mobilità del dipendente pubblico

Nel caso in cui i dipendenti pubblici hanno partecipato ad un bando di mobilità tra comparti diversi ci si chiede se il trattamento economico eventuale accessorio di cui si godeva nel primo ente segue nell’ente di destinazione?

Il trattamento accessorio sarà quello previsto dalla contrattazione decentrata dell’ente di destinazione.

Che cosa si intende per mobilità volontaria tra comparti diversi?

La mobilità volontaria tra comparti diversi riguarda personale proveniente per esempio da enti del servizio sanitario nazionale che vuole transitare negli enti locali.

Autonomie locali e Sanità sono due comparti per i quali i numeri della mobilità intracomparto sono importanti e per i quali la mobilità stessa è identificabile con mutamenti della sede di lavoro.

Cosa dice la normativa in merito alla mobilità tra comparti diversi e trattamento economico

L’art. 3, c. 1, D.P.C.M. 30 novembre 2023 dispone:

1. Nel caso di mobilità volontaria ai sensi dell’art. 30, comma 1, del decreto legislativo n. 165 del 2001 si applica il comma 2-quinquies del medesimo art. 30 del decreto legislativo n. 165 del 2001.”.

Il comma 2-quinquies citato recita:

2-quinquies. Salvo diversa previsione, a seguito dell’iscrizione nel ruolo dell’amministrazione di destinazione, al dipendente trasferito per mobilità si applica esclusivamente il trattamento giuridico ed economico, compreso quello accessorio, previsto nei contratti collettivi vigenti nel comparto della stessa amministrazione.”

Quindi visto che la mobilita fra comparti diversi, detta anche mobilita intercompartimentale”, è un istituto giuridico pensato per trovare rimedi in ambito lavorativo favorendo e incoraggiando la mobilità volontaria fra personale dipendente di Amministrazioni dello Stato appartenenti a comparti e/o aree diversi – il trattamento accessorio sarà quello previsto dalla contrattazione decentrata dell’ente di destinazione.

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