Pubblica amministrazione: comando e distacco, come muoversi

avvisi di mobilità e interscambio

Prima del comando è opportuno che le amministrazioni interessate alla mobilità si accordino sul riparto dei costi: per esempio potrebbe essere sufficiente anche un intervento della Conferenza dei Sindaci che individui i criteri di riparto dei costi del dipendente in via autonoma ovvero una determina relativa al riparto dei costi generali dell’Ufficio, ai quali dovrà partecipare pro quota, anche l’Ente comandante.

Qualora il lavoratore venga assegnato ad altro Ente in posizione di comando (e quindi l’assegnazione è giustificata dalla sussistenza di un interesse proprio dell’ente ricevente), l’amministrazione che ne utilizza le prestazioni:

a) è tenuta a rimborsare all’amministrazione di appartenenza del personale l’onere relativo al trattamento fondamentale, secondo modalità e tempistica opportunamente preventivamente concordate;

b) è tenuta ad erogare direttamente al personale il trattamento economico accessorio, secondo le regole e modalità fissate dalla propria contrattazione decentrata integrativa, sopportandone quindi i relativi oneri.

Secondo l’ARAN non spetta al dipendente comandato l’indennità di trasferta secondo la disciplina di cui all’art. 41 del CCNL 14 settembre 2000. L’istituto del comando o distacco riguarda una temporanea assegnazione di una sede di servizio diversa da quella abituale (che diventa una temporanea sede ordinaria di servizio) presso un altro ente che si avvantaggia delle prestazioni del lavoratore interessato.

La condizione del rapporto in comando è diversa di quella del rapporto in trasferta. Nel primo caso (comando) il dipendente cessa temporaneamente di essere alle dipendenze funzionali dell’ente di appartenenza per passare alle dipendenze funzionali di altro datore di lavoro (pubblico o privato); in questo periodo lo stesso dipendente acquisisce anche una nuova ordinaria sede di lavoro; l’onere per il pagamento della retribuzione (fondamentale e accessoria) e a carico del datore di lavoro che effettivamente fruisce delle prestazioni del lavoratore.

Nel secondo caso (trasferta) il dipendente continua ad essere a tutti gli effetti alle dipendenze funzionali dell’ente di appartenenza, ma gli è ordinato di prestare la propria attività, in via del tutto eccezionale e temporanea, in una località diversa dalla propria ordinaria sede di servizio; per questo motivo ha diritto ad una diaria (che compensa il disagio) ed al rimborso delle spese sostenute.

Nel rapporto di pubblico impiego, non è necessaria la predeterminazione della durata del coniando o distacco, ancorché requisito proprio di tale istituto sia la temporaneità, potendo l’applicazione del dipendente presso altra amministrazione durare finché duri il corrispondente interesse dell’amministrazione datrice di lavoro distaccante.

Configurabilità del comando

Ai fini della configurabilità di una situazione di comando o distacco è determinante l’esistenza del concreto e persistente interesse (la cui mancanza o il cui venir meno determina l’instaurazione di un rapporto diretto fra il lavoratore distaccato ed il terzo che ne utilizza le prestazioni), senza che sia rilevante, di per sé stessa, la durata, più o meno lunga, dell’applicazione del dipendente presso l’amministrazione terza.

Di recente si segnala la decisione del TAR Emilia-Romagna sentenza 14 agosto 2017, n. 277 per la quale “il collocamento fuori ruolo costituisce un istituto modificativo del rapporto di impiego comportante una diversa modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, con diretta ed immediata incidenza sull’Amministrazione di appartenenza (in senso conforme, Corte dei conti, sez. cont., 19 gennaio 1996 n. 12, in Cons. Stato 1996, 1I, 739); prestazione lavorativa che è bene precisare – resta sempre una prestazione resa ad una Pubblica Amministrazione e nel pubblico interesse, in conformità all’art. 98 primo comma.

Il collocamento fuori ruolo

Così il collocamento fuori ruolo, dunque, deve essere inteso come naturalmente ad tempus e può essere disposto laddove esso sia previsto da una esplicita disposizione normativa ed entro limiti numerici predefiniti in relazione all’organico di ciascuna Pubblica Amministrazione; inoltre, lo svolgimento dell’incarico comportante il fuori ruolo da parte del dipendente deve corrispondere ad un interesse dell’Amministrazione di appartenenza ed essere estraneo ai compiti istituzionali di questa” (così, Cons. Stato, sez. IV, 30 aprile 2012, 1-1. 2486).

Per quanto concerne, invece, il trattamento del dipendente distaccato l’art. 19, comma 2, del CCNL del 22 gennaio 2004 dispone che: Le parti concordano nel ritenere che gli oneri relativi al trattamento economico fondamentale e accessorio del personale ‘distaccato’ a prestare servizio presso altri enti, amministrazioni o aziende, nell’interesse dell’ente titolare del rapporto di lavoro, restano a carico dell’ente medesimo.

Vi è da precisare che comunque, sia il Ministero del Lavoro (circolare n. 3/2004), sia la giurisprudenza (Cass., sez. un., 13 aprile 1989, n. 1751) ritengono legittimo quanto avviene di prassi, ossia che il datore di lavoro distaccante possa ottenere dal distaccatario (che beneficia della prestazione del lavoratore) un rimborso degli oneri connessi al trattamento economico del dipendente. Tale rimborso, tuttavia, non può superare quanto effettivamente corrisposto al lavoratore dal datore di lavoro distaccante, ossia non potrà superare il costo aziendale sostenuto per il lavoratore distaccato durante il periodo di distacco. Diversamente, si cade nei casi di illecita somministrazione di manodopera.

È legittimo, in quanto di natura ampiamente discrezionale, il provvedimento con il quale l’Amministrazione dispone la cessazione del di-pendente dalla posizione di “comando” per sopraggiunte esigenze di servizio (Cons. Stato, sez. VI, 8 gennaio 2003, n. 2).

Se è vero che il comando è finalizzato al perseguimento dell’interesse dell’Amministrazione presso cui il dipendente comandato va a prestare servizio e che quindi rientra nei poteri di quest’ultima di attivarsi ai fini della cessazione degli effetti di detto provvedimento, è vero altresì che il dipendente comandato presso altra amministrazione non acquisisce un nuovo rapporto di impiego né modifica quello originario restando sotto-posto alla pregressa regolamentazione giuridica dell’ente di provenienza con l’unica variante della prestazione di fatto del servizio a favore di una amministrazione diversa, sostituendosi, quest’ultima, solo nell’esercizio dei poteri di supremazia gerarchica.

Pertanto unico soggetto legittimato ad intervenire su quel rapporto, ad esempio, con un provvedimento di revoca del comando, è l’ente rispetto al quale permane il rapporto di dipendenza organica, mentre il potere dell’ente che si è giovato dell’attività del personale comandato si concretizza solo nella possibilità di attivarsi perché vengano meno gli effetti dell’originario provvedimento (Cons. Stato, sez. IV, 30 gennaio 2001, n. 322).

Il distacco

Il distacco non comporta l’istituzione di un nuovo rapporto di impiego con la Pubblica Amministrazione presso la quale il lavoratore è distaccato, né varia lo stato giuridico del dipendente. È illegittima la revoca di un distacco disposta non per il sopravvenire di ragioni organizzative, ma per valutazioni attinenti alla legittimità dell’operato del dipendente che possono al più sfociare nell’irrogazione di una sanzione disciplinare.

AVVISO PUBBLICO DI MOBILITA’ ESTERNA AI SENSI DELL’ART. 30 D.GLS N. 165/2001 PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI ‘ISTRUTTORE AMMINISTRATIVO’ – CAT. C – A TEMPO PIENO E INDETERMINATO PER L’AREA AFFARI GENERALI

Procedura di mobilità esterna volontaria ai sensi dell’art. 30 del D.lgs. n. 165/2001 e s.m.i., per la copertura di n. 1 posto di “ISTRUTTORE AMMINISTRATIVO” categoria C, da assegnare all’Area Affari Generali ( Servizi Demografici — Cimiteriali ) riservata a dipendenti in servizio a tempo pieno e indeterminato presso le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del D.Lgs. 165/2001 e s.m.i., sottoposte a regime di limitazione delle assunzioni secondo la vigente normativa in materia di personale.

Requisiti per l’ammissione

Per l’ammissione alla procedura di mobilità è richiesto il possesso dei seguenti requisiti da dichiarare ai sensi e per gli effetti degli artt. 46 e 47 del DPR n. 445/2000:

⦁ essere assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato presso una Pubblica Amministrazione di cui all’art. 1, comma 2, D. Lgs. n. 165/2001;

⦁ essere inquadrato nella categoria giuridica “C” (di cui al CCNL per il personale dipendente del comparto Funzioni Locali), con profilo professionale di Istruttore Amministrativo, a prescindere dalla posizione economica acquisita nella predetta categoria;

⦁ essere in possesso del parere favorevole incondizionato alla mobilità esterna rilasciato dall’Ente di appartenenza con espressa indicazione dell’impegno, in caso di esito favorevole della procedura di selezione, ad autorizzare la mobilità del dipendente.
⦁ non avere procedimenti disciplinari in corso e non avere avuto sanzioni disciplinari nei due anni precedenti la data di presentazione della domanda di partecipazione;

⦁ non avere riportato condanne penali né avere procedimenti penali in corso che possano impedire il mantenimento del rapporto di impiego con la Pubblica Amministrazione;

⦁ possedere l’idoneità psico-fisica all’espletamento delle mansioni proprie del posto da ricoprire;

⦁ eventuale esperienza professionale maturata nell’ambito dei Servizi Demografici.
La posizione da ricoprire è caratterizzata dalla conoscenza delle norme e delle pratiche lavorative in materia di anagrafe, stato civile, elettorale, leva;

I suddetti requisiti, a pena di esclusione, devono risultare in possesso dei candidati alla data di scadenza del termine utile per la presentazione della domanda di partecipazione alla procedura di mobilità e devono permanere sino al momento del perfezionamento della cessione del contratto. L’accertamento del mancato possesso, anche di uno solo dei predetti requisiti comporterà l’esclusione della procedura di mobilità ovvero, se sopravvenuto prima della cessione del contratto, la decadenza dal diritto al trasferimento.

Domanda di ammissione

La domanda di ammissione alla procedura di mobilità volontaria, redatta in carta semplice secondo lo schema allegato, che fa parte integrante del presente avviso, dovrà essere indirizzata al Comune di Arquà Polesine (RO), Via Roma, n. 6 — 45031 – ARQUA’ POLESINE e pervenire entro il termine perentorio delle ore 12,00 del giorno 9 NOVEMBRE 2019.

Modalità di inoltro della domanda:

⦁ consegna diretta all’Ufficio Protocollo dell’Ente, Via Roma n. 6 — cap. 45031 – ARQUA’ POLESINE, negli orari di apertura al pubblico (lunedì e giovedì dalle 8,30 alle 10,30 — martedì e venerdì dalle 10,30 alle 12,30 — sabato dalle 9,00 alle 12,30 — mercoledì chiuso).

⦁ spedizione a mezzo servizio postale con raccomandata A/R, allo stesso indirizzo indicato al precedente punto. Si evidenzia che per le domande spedite a mezzo raccomandata non farà fede la data del timbro dell’ufficio Postale accettante ma quella di arrivo presso il suddetto ufficio Protocollo. Sulla busta dovrà essere riportata la dicitura: domanda di mobilità per n. 1 posto di Istruttore Amministrativo.

Tutte le domande giunte nei termini previsti saranno preliminarmente esaminate dalla Commissione ai fini dell’accertamento del possesso dei requisiti richiesti per l’ammissione. A seguito della verifica formale della sussistenza dei requisiti richiesti, la Commissione formula l’elenco dei concorrenti ammessi e non ammessi al colloquio selettivo.

I candidati dovranno sostenere un colloquio finalizzato alla verifica del possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti per il posto eventualmente da ricoprire. La comunicazione inerente la data del colloquio avverrà con successiva comunicazione ad ogni singolo candidato.

I candidati che non si presenteranno al colloquio nel giorno ed ora fissati, muniti di un valido documento di identità, verranno considerati rinunciatari, anche se la mancata presentazione sarà dipendente da causa di forza maggiore. La Commissione dispone complessivamente di punti 30 (trenta) così suddivisi:

⦁ max. punti 10 (dieci) per il curriculum formativo e professionale (sarà positivamente valutata l’esperienza lavorativa nell’ambito del settore Demografico).

⦁ max. punti 20 (venti) per il colloquio finalizzato al riscontro della preparazione professionale, le competenze maturate e delle esperienze di servizio complessivamente risultanti dal curriculum ed alla valutazione più approfondita delle caratteristiche e de1l’attitudine dei dipendenti in relazione alle esigenze dell’Amministrazione.

Espletati tutti i colloqui la Commissione redigerà apposito verbale e formulerà la graduatoria finale con indicazione dei candidati idonei alla copertura del posto di cui trattasi. Risulterà vincitore della procedura di mobilità esterna il candidato che abbia riportato il punteggio più elevato che, comunque, non potrà essere inferiore al punteggio minimo di 21/30.

A parità di punteggio e di provenienza, precede il candidato avente età anagrafica meno elevata. L’esito della procedura viene comunicato esclusivamente mediante pubblicazione all’Albo pretorio on-line e sul sito web istituzionale del Comune. Tale pubblicazione sostituisce ogni altra forma diretta di comunicazione agli interessati.

Trasferimento al Comune di Arquà Polesine e assunzione in servizio

L’esito della procedura verrà approvato con provvedimento del Responsabile del Servizio Personale e pubblicato all’albo pretorio e sul sito internet www.comune.arqua.ro.it
Individuato il candidato idoneo a ricoprire il posto, l’Ufficio Personale richiederà il nulla-osta al trasferimento all’Ente di appartenenza, fissando un termine entro il quale lo stesso deve pervenire.

nonché di opporsi al loro trattamento per motivi legittimi rivolgendo le richieste al titolare del trattamento dei dati che è il Comune di Arquà Polesine.
Il responsabile del trattamento dei dati è il Responsabile del Servizio Personale Andreotti Maurizio. Con la presentazione della domanda di partecipazione il concorrente dichiara di aver ricevuto la presente informativa autorizzando nel contempo il Comune di Arquà Polesine al trattamento dei dati personali.

Disposizioni finali

La partecipazione alla procedura comporta l’accettazione incondizionata delle disposizioni del presente avviso e delle norme regolamentari a cui esso si attiene. L’Amministrazione garantisce pari opportunità tra uomini e donne per l’accesso al lavoro ai sensi del Codice delle pari opportunità tra uomo e donna – D.Lgs. 11.04.2006 n. 198 e del D.Lgs. 30.03.2001 n.165.
Per quanto non espressamente previsto dal presente avviso sono applicabili le disposizioni contenute nel D. Lgs. 165/2001, nonché quelle contenute nel CCNL vigente al momento del trasferimento e dell’immissione in ruolo.

Il Responsabile del Procedimento è il rag. Maurizio Andreotti — P.O. Servizio Personale. Ogni altra informazione relativa al presente avviso può essere richiesta all’Ufficio Personale: telefono nr. 042591051; e-mail: info@comune.arqua.ro.it, pec: comune.arqua.ro@1eg1mai1.it

Il presente avviso, con l’annessa modulistica, è pubblicato a1l’A1bo pretorio on-line, sul sito istituzionale del Comune di Arquà Polesine www.comune.arqua.ro.it e contestualmente nell’apposita sezione Amministrazione Trasparente — sottosezione Bandi di concorso del sito stesso.

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