Malattia dipendenti pubblici: com'è il trattamento economico durante la malattia?

Dal 1 settembre 2017 è entrato in vigore il Polo Unico per le visite fiscali con l’attribuzione all’istituto della competenza esclusiva ed effettuare visite mediche di controllo su richiesta della pubblica amministrazione in qualità mdi datore di lavoro, sia d’ufficio. L’INPS ha disciplinato l’attività stabilendo gli orari di reperibilità durante la malattia dell’impiegato pubblico:

09:00 13:00

15:00 18:00

Analizzando la disciplina della malattia è possibile osservare che il trattamento economico della malattia nel pubblico impiego differisce da quello privato. Infatti in ambito privato la retribuzione per malattia è erogata dall’INPS a fronte del versamento da parte del datore di lavoro di uno specifico contributo. Per i dipendenti pubblici non opera questo principio mutualistico e alla corresponsione della retribuzione anche per i periodo di malattia provvede lo stesso datore di lavoro.

Il trattamento economico della malattia durante la malattia trova anche tutela costituzionale nell’art. 38 e nell’articolo 2110 del codice civile e trova fondamento nell’articolo 21 del CCNL. Poi è intervenuto il decreto legge del 25 giugno 2008 n. 112 con l’articolo 71 mediante il quale è previsto nei primi 10 giorni di assenza per malattia, di qualunque durata, solo il trattamento economico fondamentale.
Il Dipartimento della funzione Pubblica ha precisato che si considerano rientranti nel trattamento fondamentale le voci del trattamento economico tabellare iniziale e di sviluppo economico, della tredicesima mensilità, della retribuzione individuale di anzianità, se acquisita, degli eventuali assegni ad personam per il personale del comparto ministeri.

Sono escluse dal trattamento economico da corrispondere nei primi 10 giorni di malattia tutte quelle voci finalizzate a compensare la produttività o le prestazioni svolte in particolari condizioni di rischio e disagio, in altri termini e con riferimento agli Enti Locali, il trattamento accessorio comprende tutte quelle voci diverse dal trattamento fondamentale e per la cui esatta individuazione bisogna far riferimento all’art. 17 del CCNL.

La Funzione Pubblica ha stabilito che il relativo sostiene che il relativo computo va effettuato in trentesimi dal momento che secondo l’orientamento consolidato in materia di assenze dal servizio, le giornate di sabato e domenica intercorrenti tra due periodi di assenza per malattia vengono anch’esse considerate assenze per malattia e assoggettate alla decurtazione del trattamento economico accessorio.

Infortunio sul lavoro e visita medica di controllo

Modalità di svolgimento delle visite mediche di controllo

Lavoratori assenti per infortunio sul lavoro

Nei casi di infortunio sul lavoro, l’articolo 12 della legge 11 marzo 1988, n. 67 attribuisce all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) la competenza relativa “agli accertamenti, alle certificazioni e ad ogni altra prestazione medico-legale sui lavoratori infortunati”.

Quindi, come precisato anche nella relazione illustrativa al decreto n. 206 del 2017, l’assenza per infortunio sul lavoro è stata eliminata come causa di esclusione dall’obbligo di reperibilità,poiché tale circostanza non è direttamente riscontrabile dall’INPS, rientrando piuttosto tra le competenze dell’INAIL”, analogamente, peraltro, a quanto già previsto per i lavoratori privati dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali dell’11 gennaio 2016.

Al riguardo si segnala che anche l’INPS, nel messaggio n. 3265 del 9 agosto 2017 in cui ha dettato “Istruzioni amministrative ed operative” delle disposizioni del decreto legislativo 27 maggio 2017, n. 75, in materia di Polo unico per le visite fiscali, ha precisato di “non poter procedere ad effettuare accertamenti domiciliari medico legali richiesti dai datori di lavoro per i casi di infortunio e malattia professionale, in quanto – alla luce del disposto di cui all’articolo 12 della legge n° 67/1988 in tema di competenze esclusive dell’Inail – non può interferire con il procedimento di valutazione medico-giuridica di tali tipologie di “eventi”. ”

Nei casi di infortunio sul lavoro, quindi, gli accertamenti medico-legali rimangono in capo all’INAIL, secondo le modalità già vigenti prima del D.M. n. 206 del 2017.

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