ARRIVA L'ACCONTO IMU

Sta arrivando il tempo di pagare l’acconto per la nuova Imu. Si avvicina, infatti, la scadenza per il pagamento dell’acconto dell’imposta municipale: il termine ultimo per passare alla cassa è fissato al prossimo 16 giugno, salvo i Comuni non prevedano, con regolamento, il differimento del termine per il versamento, tenuto conto della situazione emergenziale che si è determinata a causa della pandemia.
Da quest’anno i titolari e detentori di immobili non sono più tenuti a pagare la Tasi, che è stata abolita dalla legge di Bilancio 2020.
L’acconto va calcolato sulla base delle aliquote e delle detrazioni deliberate dai comuni per l’anno precedente. La prima rata è pari alla metà di quanto versato a titolo di Imu e Tasi per il 2019.
Naturalmente, i contribuenti possono pagare in un’unica soluzione se conoscono le deliberazioni adottate dalle amministrazioni comunali, che hanno comunque tempo per
effettuare le scelte su aliquote e detrazioni fino al 31 luglio.
Per la nuova Imu le amministrazioni locali hanno il potere di prorogare il temine per il pagamento, visto che non è stato concesso alcun rinvio con legge statale. In effetti, il
comma 777 della legge 160/2019 dà all’ente la facoltà di differire i termini di versamento del tributo, per situazioni particolari. Sicuramente è da ritenere una situazione particolare quella che ha prodotto il Covid-19.
Anche se è improbabile che i comuni adottino questa scelta, visto che la coperta è corta e le risorse disponibili non consentono di rinunciare a un’entrata immediata così importante.
Le amministrazioni comunali possono prorogare il pagamento della prima rata Imu che scadrà il prossimo 16 giugno. Il differimento del termine potrebbe essere disposto, con
delibera consiliare, per i contribuenti che hanno subito pesanti perdite economiche a causa dell’emergenza sanitaria. I soggetti legittimati a pagare in ritardo non saranno tenuti a pagare sanzioni e interessi. Lo ha chiarito l’Ifel, con una nota del 21 maggio scorso, nella quale ha indicato il 30 settembre come possibile data di scadenza dell’acconto Imu e il 31 ottobre come termine ultimo per consentire ai contribuenti beneficiari della proroga di autocertificare il loro status.
I contribuenti che si avvarranno del rinvio della scadenza dovranno attestare che hanno effettivamente avuto danni economici, «mediante presentazione di specifica
comunicazione da presentare a pena di decadenza entro una determinata data, ad esempio il 31 ottobre p.v.».
In effetti, il comma 777 della legge 160/2019 dà all’ente la facoltà di differire i termini di versamento del tributo, per situazioni particolari.
Sicuramente è da ritenere una situazione particolare quella che ha prodotto il Covid-19. E per l’Ifel questa è una situazione così straordinaria che non obbliga gli enti a fare distinzioni tra quota statale e quota comunale.
Quindi, al comune non è imposto di «limitare tale potestà motivata da «situazioni particolari» alla quota di propria spettanza finale».

Esenzione imu per cooperativa

I soci e titolari di un fabbricato situato in una zona agricola, con relative pertinenze sempre adibite a tale scopo, possono chiedere l’esenzione IMU. In pratica si fa riferimento a tutti quegli immobili produttivi rurali, che chiedono il classamento catastale in D/10 consentendo l’automatica esenzione dal tributo IMU.

Tale classamento va autorizzato se gli immobili della cooperativa agricola sono strumentalmente destinati allo svolgimento di attività agricole contemplate dal Dpr 917/1986, art. 29 (ora 32), o anche di quelle aggiunte dal D.L. 557/1993, art. 9, comma 3-bis, e ciò a prescindere dal fatto che non coincida la titolarità del fabbricato e la titolarità dei terreni da cui provengono.

Le condizioni per l esenzione IMU di immobili classati D/10

Le condizioni per valutare la strumentalità di un immobile all attività agricola sussistono quando:

  • il fabbricato abbia una funzione produttiva connessa all’attività agricola dei soci;
  • tale funzione sia rivelata dalle caratteristiche proprie dell’immobile, delle pertinenze e degli impianti installati;
  • la tipologia del complesso sia tale da renderlo insuscettibile di destinazione diversa da quella originaria.
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