diritti del lavoratore pubblico dipendente del pubblico impiego o della pubblica amministrazione

Congedi, ferie forzate o smart working per i pubblici dipendenti?

Naturalmente lo smart working, poi se un dipendente pubblico preferisce prendersi le ferie o altri istituti giuridici per giustificare l’assenza forzata dal lavoro, causa Coronavirus, sarà pure una sua libera scelta, comunque autorizzata dal preposto dirigente o dal responsabile apicale titolare di posizione organizzativa.

Pertanto, già il fatto che molti enti pubblici, soprattutto quelli locali, non abbiano attuato lo smart working o il lavoro agile, a dir la verità è grave nel 2020, si evidenza il mancato operato da parte della Pubblica Amministrazione e il pubblico impiegato rimane svantaggiato.

In questi giorni poi che c’è il Coronavirus, grazie alla diffusione partita dalla Cina, come è ormai ben noto a tutti, si stanno forzando i lavoratori pubblici a restare a casa obbligandoli però a ferie forzate.

Il decreto sul coronavirus permette però ad alcuni lavoratori lo smart working e non quindi le ferie obbligatorie o forzate. Infatti molti liberi professionisti, ma anche dipendenti cui la tipologia di impiego lo permette, potranno comodamente lavorare da casa sfruttando i vantaggi della tecnologia.

Il DPCM stabilisce che lo smart working o lavoro agile possa essere svolto fino al 31 luglio 2020, quando si prevede dovremmo essere fuori dall’emergenza, senza accordo scritto tra le parti.

Si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere, durante il periodo di efficacia del presente decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie.

Inoltre , fatte salve le attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza, le pubbliche amministrazioni assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 e individuano le attività indifferibili da rendere in presenza”.

Ciascun dipendente, se proprio deve recarsi a lavoro, per motivi di servizio, deve rimanere nel proprio ufficio e comunicare con gli altri solo per via telefonica o a mezzo mail, salvi i casi di assoluta e conclamata necessità.

Quindi se un dipendente pubblico, che soffre già di suo di problemi respiratori:

  • bcpo;
  • insufficienza respiratoria;
  • asma bronchiale;
  • enfisemi polmonari;
  • fibrosi polmonari, ecc…

che chiede al proprio Dirigente o al responsabile apicale titolare di posizione organizzativa, di restare a casa a causa del coronavirus, usufruendo dello smart working, dovrà a tutti gli effetti essere accontentato e soprattutto in questi casi, non dovrà mai obbligarlo a ferie forzate.

Se nonostante la richiesta del dipendente pubblico, di usufruire dello smart working in questo contesto di pandemia, il Dirigente o al responsabile apicale titolare di posizione organizzativa, invece di concederlo, autonomamente ritengono di mettere in ferie forzata il proprio dipendente, commettono un abuso di ufficio valutabile in sede giudiziale.

Inoltre si paventa anche il reato di omissione di atti di ufficio , in quanto invece di rispondere alla richiesta sullo smart working, il dirigente in pratica fa l’indiano e obbliga alle ferie.

Le ferie possono essere interrotte per fruire dei tre giorni di permesso per assistenza a portatori di handicap, ai sensi dell’art. 33 della legge n. 104/1992?

In proposito, occorre evidenziare che l’art. 16 del CCNL del 16 maggio 1995, prevede espressamente che le ferie possono essere interrotte soltanto in due casi:

a)   per motivi di servizio, che implicano la ripresa dell’attività lavorativa (art. 16 comma 11);

b)   per le malattie adeguatamente e debitamente documentate che abbiano dato luogo a ricovero ospedaliero o che si siano protratte per più di 3 giorni (art. 16, comma 14).

Pertanto, in considerazione delle previsioni contenute nelle citate disposizioni contrattuali ed in assenza di una specifica deroga, si ritiene che le ferie non possano essere interrotte dai suddetti permessi.

Dal sito dell’Ansa si legge che oggi in Puglia sono stati effettuati 336 test: 288 sono risultati negativi e 48 positivi. Con questo aggiornamento sale a 248 il numero delle persone contagiate in Puglia. Nella regione, oggi, altre quattro persone positive al Coronavirus sono morte, per un totale di 16 decessi complessivamente accertati. I nuovi casi positivi sono così suddivisi: 13 in provincia di Bari; 5 nella BAT; 14 in provincia di Brindisi; 14 in provincia di Lecce; 2 in provincia di Taranto. I decessi sono avvenuti uno in provincia di Bari, a Turi; due in provincia di Lecce e uno nella BAT.

“Siamo pronti a fronteggiare la prossima fase di questa epidemia che, secondo le previsioni degli esperti, vedrà aumentare anche in Puglia in maniera rilevante il numero dei contagi. Quello che ancora non si può prevedere è l’impatto delle migliaia di persone che stanno tornando dal nord in Puglia”. Lo ha scritto su Facebook il governatore pugliese, Michele Emiliano, annunciando che la “complessa riorganizzazione della rete ospedaliera mira a distinguere interi padiglioni dedicati al Covid-19 isolandoli dagli ambienti dedicati al no-Covid”. Al momento in Puglia si registrano 200 casi e 12 decessi. “Capite bene – evidenzia Emiliano – in questo contesto quanto sia importante stare il più possibile a casa e rispettare le regole”.

Emiliano chiede 200 ventilatori, e 100mila mascherine al mese” per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Afferma che in Puglia sono in grado di gestire duemila contagi conclamati: 1.000-1.200 finiscono in ospedale, 200-219 possono andare in intensiva. Se i numeri fossero questi possiamo farcela, altrimenti se non avremo i ventilatori non riusciremo a salvare tutti quelli che potremmo salvare”.

concorsi interni ed esterni con riserva nella pubblica amministrazione

Concorsi pubblici nella sanità: nuove assunzioni in arrivo in Puglia

ASL BARI
L’Asl di Bari sta procedendo all’assunzione di: 70 infermieri, 47 rianimatori, 10 pneumologi, 31 biologi, 6 infettivologi, 25 medici di Pronto soccorso, 16 specialisti di Medicina Interna e 16 specialisti di chirurgia generale.

Oggi sono state avviate le procedure per l’assunzione di 70 infermieri e sono in corso di reclutamento da parte dell’Area gestione risorse umane altre 40 unità, con l’obiettivo di arrivare all’organico completo.

Sono stati contattati per l’assunzione inoltre 47 specialisti di Anestesia e Rianimazione con procedura rapida e con contratto a tempo determinato per supportare il lavoro delle Terapie intensive. Qualora il numero di specialisti non dovesse essere sufficiente per far fronte al fabbisogno delle strutture sanitarie, saranno reclutati anche gli specializzandi del quarto e quinto anno. A questi professionisti si aggiungeranno poi 10 nuovi specialisti di Pneumologia e 6 infettivologi, figure necessarie per garantire la migliore attività assistenziale.

Per rinforzare gli organici dei Pronto soccorso, la ASL sta contattando altre 25 unità di medici, 16 specialisti di Chirurgia generale e 16 medici di Medicina Interna. Sono intanto già operativi i 31 nuovi biologi assunti con contratto a tempo indeterminato nei giorni scorsi per potenziare la rete dei laboratori di Patologia clinica, i servizi Immuno-trasfusionali (SIT) e gli screening della ASL Bari. Le assunzioni verranno effettuate con le modalità più rapide.

POLICLINICO DI BARI
Sono 37 i professionisti che da oggi prenderanno servizio in corsia al Policlinico di Bari. I nuovi assunti chiamati a fronteggiare l’emergenza Covid-19 copriranno le esigenze dei reparti di Anestesia e Rianimazione, Malattie infettive, Pneumologia e Medicina d’Urgenza.

A firmare il contratto sono stati 6 infermieri e 31 medici (17 per Anestesia e Rianimazione, 5 per Pneumologia, 4 per Malattie infettive, 5 per Medicina d’urgenza).

ASL BT
Sono partite ieri le procedure concorsuali per l’assunzione di 14 dirigenti medici di anestesia e rianimazione. Nei giorni scorsi la Asl ha già assunto 72 infermieri che andranno a rafforzare i servizi territoriali e ospedalieri: 27 sono destinati al servizio 118, 24 andranno in supporto nelle tende pre-triage del carcere di Trani e dei presidi ospedalieri mentre gli altri sono riservati agli altri servizi. A questi dati si aggiungono quelli relativi alle procedure per l’assunzione di 25 dirigenti medici di Pronto Soccorso, di cui 9 a tempo indeterminato e 16 a tempo determinato. Sono attive anche le procedure per l’assunzione di igienisti. Sono stati già assunti anche 18 operatori socio sanitari.

ASL TARANTO
Alla Asl di Taranto sono stati assunti per l’emergenza coronavirus 7 operatori sanitari per l’ospedale Moscati, e altri 3 per gli ospedale SS. Annunziata, Castellaneta e Manduria. In arrivo anche 8 infermieri che dal 16 marzo prenderanno servizio al SS. Annunziata e al Moscati.

Per coprire tutti gli altri posti sono state inviate più di 500 inviti sia agli infermieri che agli operatori sanitari (complessivamente più di 1.000 inviti). Si conta dal 17 marzo di soddisfare tutte le richieste di operatori sanitari e infermieri arrivate dalle strutture.

Le altre assunzioni in corso riguardano: 1 tecnico di radiologia, 1 cardiologo e 1 anestesista per Castellaneta, 1 pneumologo per il Moscati. Domani andranno in servizio due medici militari per la pediatria e due ginecologi per il SS. Annunziata. 1 tecnico di radiologia sarà in servizio da aprile.

ASL BRINDISI
La Asl di Brindisi sta procedendo all’assunzione di medici e infermieri e si trova già in fase di chiamata dalle graduatorie in essere. In particolare sono stati già assunti 25 infermieri (150 telegrammi di invito alla volta per avere circa 10 disponibilità alla volta, che sono assunti subito). Dieci medici di medicina generale sono stati già convocati ieri. Infine dall’ultima graduatoria sono stati convocati 20 cardiologi.

ASL LECCE
Sono in corso gli avvisi per il reclutamento di dirigenti medici per numerose discipline: 1 unità per anestesia e rianimazione, un’altra convocata per sottoscrizione contratto. 3 unità per chirurgia generale, 2 unità per medicina generale, una unità per cardiologia. È in corso un avviso per il reclutamento di medici per malattie dell’apparato respiratorio. Sono stati già assunti a tempo determinato 8 medici di chirurgia d’urgenza e accettazione e 2 a tempo determinato per mobilità. 30 sono gli infermieri assunti nei giorni scorsi e 40 sono in fase di reclutamento. In via di reclutamento anche 25 unità di OSS per le esigenze di Malattie Infettive e Pronto soccorso.

ASL FOGGIA
Sono stati assunti 8 assistenti sanitari da dedicare alle attività di sorveglianza attiva delle persone che si trovano in isolamento nelle proprie abitazioni.

Debitamente formato, tale personale ha anche il compito di dare informazioni certe e chiare sul Covid-19.

Sono stati appena assunti 30 infermieri da graduatoria di avviso pubblico, attualmente esaurita. Si stima un ulteriore fabbisogno di 35 unità.

POLICLINICO RIUNITI FOGGIA
Il Policlinico Riuniti di Foggia ha assunto per emergenza Covid-19: 85 infermieri già operativi e altri 20 che saranno in servizio da lunedì 16 marzo; 6 medici del reparto Malattie respiratorie e 2 Malattie Infettive; 2 tecnici laboratorio e 2 biologi (per microbiologia esecuzione test Covid-19); 4 ostetriche; 30 Oss a tempo determinato per due mesi che si aggiungono ai 226 Oss che saranno assunti con urgenza dalla graduatoria approvata oggi.

Telelavoro al Comune di Bari

Il Comune di Bari tutela i propri dipendenti pubblici

In applicazione a quanto disposto dal dipartimento della Funzione Pubblica con riferimento alle misure urgenti di contenimento del contagio da COVID 19 fuori dalle “zone rosse” e “zone gialle” ad elevata diffusione locale, la giunta ha approvato una normativa transitoria e urgente che consentirà a particolari categorie di dipendenti di passare a una modalità di lavoro “agile”. Come previsto dal paragrafo 3 della direttiva 1/2020 “Emergenza epidemiologica COVID-2019”, si tratta di dipendenti portatori di patologie che li rendono maggiormente esposti al contagio, di coloro che si avvalgono di servizi pubblici di trasporto per raggiungere la sede lavorativa o di lavoratori sui quali grava la cura dei figli a seguito dell’eventuale contrazione dei servizi di asilo nido e scuola dell’infanzia.

Quanti siano interessati ad avvalersi di questa opportunità potranno inoltrare domanda motivata al direttore della ripartizione di appartenenza, che entro 24 ore fornirà loro riscontro sulla possibilità di passare alla modalità di lavoro flessibile, verificate la compatibilità con le mansioni da svolgere e l’adeguatezza della strumentazione disponibile.

Ottenuta l’autorizzazione, i dipendenti comunali potranno quindi lavorare da casa, collegandosi con i propri dispositivi informatici (pc portatili, tablet, smartphone o quant’altro ritenuto opportuno) alle piattaforme in uso nel Comune di Bari per espletare la prestazione lavorativa, assicurando la reperibilità nella fascia oraria di compresenza lavorativa, vale a dire dalle ore 9 alle 14 e dalle ore 16 alle 18 per il solo giorno di rientro.

L’attestazione della presenza in servizio sarà effettuata attraverso l’utilizzo di apposita App per smartphone da installare sul dispositivo messo a disposizione del dipendente secondo le indicazioni contenute nell’accordo individuale.

I dipendenti che usufruiranno della modalità di lavoro “agile” saranno comunque soggetti a tutti i vincoli relativi alla riservatezza sui dati trattati e tenuti ad assumere un comportamento a maggior ragione diligente al fine di assicurare la corretta funzionalità delle attrezzature e dei collegamenti.

Questa misura sarà applicabile per un mese, fatta salva la possibilità di proroga in relazione all’evolversi della situazione epidemiologica: il Comune si riserva infatti la possibilità di prorogare la durata della prestazione lavorativa in modalità agile, sulla base delle indicazioni degli organi competenti al monitoraggio della situazione sanitaria e delle eventuali direttive impartire dagli organi competenti.

“Questo regolamento rappresenta uno strumento di prevenzione in caso ci dovessero essere situazioni di difficoltà da parte di alcuni dipendenti comunali legati alla propria condizione o a restrizioni di altri enti che complicherebbero la gestione della vita familiare – commenta l’assessore al Personale Vito Lacoppola -.

Stiamo parlando di una modalità di lavoro che, seppur introdotta in una situazione di difficoltà come quella che il Paese sta vivendo in questi giorni, può rappresentare un valore e uno strumento utile per l’amministrazione pubblica e per alcuni lavoratori, anche in altre situazioni.

È bene ribadire che i dipendenti che potranno aderire a questa forma flessibile di impiego sono esclusivamente coloro che non gestiscono situazioni in cui si richieda la presenza fisica per il tipo di prestazione offerta, così come è giusto assicurare che i loro doveri e diritti saranno garantiti e controllati dall’amministrazione, in modo che non si possa mai scambiare il lavoro flessibile con eventuali privilegi o permessi di alcun genere.

L’amministrazione comunale in questo modo sta facendo tutto quello che è nelle sue possibilità per aderire alle misure nazionali indicateci in merito alla prevenzione e al contenimento del virus in circolazione”.

Il diritto ad un ambiente salubre

L’ambiente rappresenta un problema che nel tempo ha destato un interesse crescente al punto da condizionare in modo sempre più decisivo le politiche nazionali e internazionali. Dal punto di vista costituzionale l’ambiente non è stato trattato, ma dalla combinata lettura degli articoli 2 e 32 della Costituzione si desume che un diritto all’ambiente salubre da intendersi come protezione e preservazione delle condizioni indispensabili alla salute dell’uomo e in generale alla libera espressione della sua personalità.

D’altronde l’articolo 9 della Costituzione dispone che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

assenza per malattia dei dipendenti pubblici del comparto funzioni centrali

Assenze per malattia del personale del Comparto delle Funzioni Centrali

Il dipendente non in prova, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di diciotto mesi.

Ai fini della maturazione del predetto periodo, si sommano tutte le assenze per malattia intervenute nei tre anni precedenti l’ultimo episodio morboso in corso.

Superato il periodo anzidetto, al dipendente che ne faccia richiesta può essere concesso di assentarsi per un ulteriore periodo di 18 mesi in casi particolarmente gravi.

Prima di concedere l’ulteriore periodo di assenza, l’amministrazione, dandone preventiva comunicazione all’interessato o su iniziativa di quest’ultimo, procede all’accertamento delle sue condizioni di salute, per il tramite dell’organo medico competente ai sensi delle vigenti disposizioni, al fine di stabilire la sussistenza di eventuali cause di assoluta e permanente inidoneità psico-fisica a svolgere qualsiasi proficuo lavoro.

Superati tutti i periodi di conservazione del posto previsti, nel caso che il dipendente sia riconosciuto idoneo a proficuo lavoro, ma non allo svolgimento delle mansioni del proprio profilo professionale, l’amministrazione procede secondo quanto previsto dal D.P.R. n. 171/2011.

Ove non sia possibile applicare fare questo, oppure nel caso in cui il dipendente sia dichiarato permanentemente inidoneo a svolgere qualsiasi proficuo lavoro, l’amministrazione, con le procedure di cui al D.P.R. n. 171/2011, può risolvere il rapporto di lavoro, previa comunicazione all’interessato, entro 30 giorni dal ricevimento del verbale di accertamento medico, corrispondendo, se dovuta, l’indennità di preavviso.

L’amministrazione può richiedere, l’accertamento della idoneità psicofisica del dipendente, in caso di disturbi del comportamento gravi, evidenti e ripetuti oppure in presenza di condizioni fisiche che facciano fondatamente presumere l’inidoneità permanente assoluta o relativa al servizio oppure l’impossibilità di rendere la prestazione.

Qualora, a seguito dell’accertamento medico effettuato emerga una inidoneità permanente solo allo svolgimento delle mansioni del proprio profilo, l’amministrazione procede secondo quanto previsto dal comma 4 del CCNL, anche in caso di mancato superamento dei periodi di conservazione del posto di cui al presente articolo.

Analogamente, nell’ipotesi in cui il dipendente venga dichiarato assolutamente inidoneo ad ogni proficuo lavoro.

I periodi di assenza per malattia, salvo quelli previsti dal comma 2 del CCNL del presente articolo, non interrompono la maturazione dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.

Sono fatte salve le vigenti disposizioni di legge a tutela degli affetti da TBC.

Il trattamento economico spettante al dipendente che si assenti per malattia, ferma restando la normativa vigente, è il seguente:

a) intera retribuzione mensile fissa e continuativa con esclusione di ogni compenso accessorio, comunque denominato, per i primi 9 mesi di assenza; nell’ambito di tale periodo, per le malattie superiori a quindici giorni lavorativi o in caso di ricovero ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post ricovero, al dipendente compete anche il trattamento economico accessorio fisso e ricorrente, ivi compresa l’indennità di posizione organizzativa, esclusi i compensi per le prestazioni di lavoro straordinario, nonché le indennità legate allo svolgimento della prestazione lavorativa; in tale periodo sono computati la giornata del sabato, anche nei casi in cui l’orario di lavoro settimanale sia articolato su cinque giorni, nonché i giorni festivi che ricadono all’interno dello stesso;

b) 90 % della retribuzione di cui alla lettera “a” per i successivi 3 mesi di assenza;

c) 50 % della retribuzione di cui alla lettera “a” per gli ulteriori 6 mesi del periodo di conservazione del posto previsto nel comma 1;

d) i periodi di assenza previsti dal comma 2, non sono retribuiti;

e) i trattamenti accessori correlati alla performance dell’anno competono, secondo i criteri definiti ai sensi dell’art. 7, comma 6, lettera b) del CCNL relativo al Comparto delle Funzioni Centrali, se e nella misura in cui sia valutato un positivo apporto del dipendente ai risultati, per effetto dell’attività svolta nel corso dell’anno, durante le giornate lavorate, secondo un criterio non necessariamente proporzionale a queste ultime.

Ai fini della determinazione del trattamento economico spettante al lavoratore in caso di malattia, le assenze dovute a day-hospital, al ricovero domiciliare certificato dalla Asl o da struttura sanitaria competente, purché sostitutivo del ricovero ospedaliero o nei casi di day-surgery, day-service, pre-ospedalizzazione e prericovero, sono equiparate a quelle dovute al ricovero ospedaliero e ai conseguenti periodi di convalescenza.

L’assenza per malattia, salvo comprovato impedimento, deve essere comunicata all’ufficio di appartenenza tempestivamente e comunque all’inizio dell’orario di lavoro del giorno in cui si verifica, anche nel caso di eventuale prosecuzione dell’assenza.

Il dipendente, che durante l’assenza, per particolari motivi, dimori in luogo diverso da quello di residenza, deve darne tempestiva comunicazione all’ufficio competente, precisando l’indirizzo dove può essere reperito.

Il dipendente assente per malattia, pur in presenza di espressa autorizzazione del medico curante ad uscire, è tenuto a farsi trovare nel domicilio comunicato all’amministrazione, in ciascun giorno, anche se domenicale o festivo, nelle fasce di reperibilità previste dalle disposizioni vigenti.

Qualora il dipendente debba allontanarsi, durante le fasce di reperibilità, dall’indirizzo comunicato, per visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva comunicazione all’amministrazione.

come diventare dipendente pubblico

I requisiti per accedere al pubblico impiego

I requisiti generali per l’accesso agli impieghi pubblici sono definiti dall’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica numero 487 del 1994. Le selezioni sono a pena di nullità pubbliche e sono precedute dall’affissione di apposito avviso all’albo pretorio dell’ente.

Innanzitutto è necessario avere la cittadinanza italiana,fatta eccezione o per i soggetti appartenenti all’Unione europea, in omaggio al principio di libera circolazione dei lavoratori all’interno della Comunità, sancito dall’art. 48 del Trattato Cee. La legge limita l’equiparazione degli appartenenti all’Unione europea ai cittadini italiani con riferimento ai soli posti d lavoro che non implichino esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri ovvero non attengano alla tutela dell’interesse nazionale. Sempre la legge prevede i posti e le funzioni per i quali non può prescindersi dalla cittadinanza italiana, nonché i requisiti che i cittadini degli Stati membri dell’Unione europea devono possedere per l’accesso ai posti della pubblica amministrazione.

In armonia con quanto previsto dal comma 2 dell’art. 51 della Cost. è consentito alle pubbliche amministrazioni equiparare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica;
Sono stati aboliti i limiti massimi di età per la partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche amministrazioni, salva la possibilità per le singole amministrazioni di stabilire specifiche deroghe dettate dai rispettivi regolamenti e giustificate dalla particolare natura del servizio o da oggettive necessità dell’amministrazione.

L’amministrazione ha la facoltà di sottoporre a visita medica di controllo i vincitori di concorso e l’accertamento sanitario è diretto a verificare l’insussistenza di difetti e imperfezioni che possano influire sullo svolgimento delle funzioni o mansioni inerenti alla posizione di lavoro da ricoprire. In relazione alle modifiche introdotte dal nuovo ordinamento professionale rispetto al nuovo sistema di classificazione del personale ed a seguito dell’autonomia normativa in materia riconosciuta agli enti lo- cali dal d.lgs. n. 80 del 1998, saranno i singoli regolamenti a stabilire i titoli di studio necessari per l’accesso alle singole categorie, tenendo conto del contenuto tipico di ogni singolo profilo professionale, come stabilito dal C.C.N.L.

Non possono accedere all’impiego coloro che sono esclusi dall’elettorato attivo, cioè coloro che a seguito di espliciti provvedimenti privativa, nei casi previsti dalla legge, sono cancellati dalle liste elettorali del Comune di residenza. Altra causa di esclusione dall’accesso ad un pubblico impiego è prevista per coloro che siano stati destituiti dall’impiego presso una pubblica amministrazione, cioè per coloro che a seguito di un procedimento disciplinare per gravissime violazioni dei doveri inerenti ad un precedente rapporto di pubblico impiego siano stati sanzionati con un provvedimento determinante l’estinzione del rapporto di lavoro prima denominato “destituzione” ed ora a seguito della maniacale privatizzazione, definito licenziamento.

Il requisito della buona condotta e delle qualità morali, abolito per la generalità dei pubblici impieghi dalla legge 29 ottobre 1984, n. 732, è richiesto esclusivamente per le assunzioni presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e le amministrazioni che esercitano competenze istituzionali in materia di difesa e sicurezza dello Stato, di polizia e di giustizia. I cittadini italiani soggetti all’obbligo di leva devono comprovare di essere in posizione regolare nei confronti di tale obbligo.

Ai sensi del comma 7 dell’art. 2 del d.P.R. 487 del 1994 i requisiti prescritti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel bando di concorso per la presentazione delle domande di ammissione. La riforma Brunetta è intervenuta con l’art. 51 del d.lgs 150 del 2009 ad attuare l’obiettivo indicato nell’art. 2, comma 1, lett. h) della legge delega 15 del 2009 aggiungendo un periodo al comma 5-ter dell’art. 35 del d.lgs. 165 del 2001, che testualmente dispone: “Il principio della parità di condizioni per l’accesso ai pubblici uffici è garantito, mediante specifiche disposizioni del bando, con riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito sia strumentale all’assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con identico risultato”.

La disposizione in argomento sembra contraddittoria nella formulazione (affermando da un lato di rispettare il principio della parità di condizioni per l’accesso ai pubblici uffici e stabilendo dall’altro come la sua osservanza venga garantita tramite specifiche disposizioni del bando con riferimento al luogo di residenza dei concorrenti ovvero mediante un requisito che limita evidentemente l’accesso ai pubblici uffici) e censurabile nel contenuto perché si pone in contrasto con gli articoli della Costituzione e del Trattato UE.

Il Trattato UE afferma poi il principio della libera circolazione dei lavoratori all’interno della Comunità senza alcuna discriminazione fondata sulla nazionalità.

Dipendenti pubblici a tempo determinato

Al personale assunto a tempo determinato si applica il trattamento economico e normativo previsto dalla contrattazione collettiva vigente per il personale assunto a tempo indeterminato, compatibilmente con la natura del contratto a termine con alcune precisazioni.
Infatti i dipendenti pubblici a tempo indeterminato fruiscono di diritti più ampli rispetto agli impiegati statali a tempo.

Le ferie maturano in proporzione alla durata del servizio prestato, entro il limite annuale stabilito per i lavoratori assunti per la prima volta nella pubblica amministrazione, ad eccezione del lavoratore che abbia prestato servizio per più di tre anni.

Assenze per malattia tra impiegati pubblici a tempo determinato

In caso di assenza per malattia i periodi nei quali spetta il trattamento economico intero e ridotto sono stabiliti in misura proporzionalmente rapportata al periodo in cui è corrisposto il trattamento economico, salvo che non si tratti di periodo di assenza inferiore a due mesi. In quest’ultimo caso il trattamento economico è corrisposto comunque in misura intera.

I permessi retribuiti e non, possono essere concessi nel pubblico impiego se si ha un contratto a tempo determinato?

Si, possono essere concessi permessi non retribuiti per motivate esigenze fino a un massimo di 15 giorni complessivi. Oltre a quelli non retribuiti possono essere concessi permessi retribuiti in occasione del matrimonio;

Eccezioni per i lavoratori pubblici che hanno un rapporto di lavoro di almeno 6 mesi continuativi.

Per i lavoratori pubblici che hanno un rapporto di lavoro di almeno 6 mesi continuativi, compreso eventuali proroghe sono previsti permessi retribuiti per lutto, per motivi personali o familiari, permessi per visite specialistiche, esami, prestazioni diagnostiche, permessi per esami e concorsi e permessi per diritto allo studio.

Il numero massimo annuale delle ultime quattro tipologie di permessi deve essere riproporzionato in relazione alla durata temporale nell’anno del contratto,salvo il caso dei permessi per lutto.

contratto-a-tempo-indeterminato-e-determinato

Sono comunque fatte salve tutte le altre ipotesi di assenza dal lavoro stabilite da specifiche disposizioni di legge per i lavoratori dipendenti, compresa la legge n.53/2000, ivi compresi i permessi per lutto nei casi di rapporto di durata inferiore a sei mesi. Gli enti pubblici in ogni caso assicurano ai lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato interventi informativi e formativi, con riferimento sia alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, secondo le previsioni del D. Lgs. n. 81/2008, sia alle prestazioni che gli stessi sono chiamati a rendere, adeguati all’esperienza lavorativa, alla tipologia dell’attività ed alla durata del contratto.