I dipendenti pubblici tecnici e il famoso 2%: forme di disuguaglianza nella incentivazione del personale pubblico

Finalmente viene esclusa dall’incentivazione tutta l’attività di progettazione svolta dai tecnici comunali, provinciali, regionali. Trattasi di adempimento di un loro dovere: perchè percepire uno stipendio maggiore degli altri colleghi?

La Corte dei Conti con delibera n. 7 del 2017 ha enunciato i principi di diritto in base al quale gli incentivi spettanti ex art. 113 d.lgs. n.50/2016 sono da includere nel tetto dei trattamenti accessori. Pertanto restano fuori dal tetto della retribuzione accessoria gli incentivi di progettazione pagati ai sensi della precedente normativa, ma non sono utilizzabili ai fini della definizione del limite della retribuzione accessoria del 2016.

Sono escluse dall’incentivazione le attività manutentive e tutte le opere e i lavori di manutenzione sia ordinaria che straordinaria. Queste ultime costituivano prima, salvo gli enti locali non rispettano la legge elargendo somme incentivanti a danno dell’erario, la maggior parte delle attività fino ad allora incentivate. Le incentivazioni si riducono drasticamente contribuendo fattivamente a realizzare risparmi consistenti unitamente all’esclusione dei dirigenti e degli urbanisti dalla corresponsione di questi incentivi.

La competenza per l’adozione degli atti di liquidazione degli incentivi resta in capo al dirigente o al responsabile con qualifica non dirigenziale titolare di posizione organizzativa.

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