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Si cambia? Mobilità compensativa e interscambio: un’opportunità negata dal nulla-osta

La mobilità di compensazione o di interscambio, o comunemente detto anche scambio alla pari è un istituto giuridico che interessa a molti lavoratori, in particolare agli impiegati del settore pubblico.
In pratica l’interscambio potrebbe rivelarsi, se effettivamente tutelato dalla legge in favore dipendenti, una grande opportunità per tutti coloro che desiderano cambiare la sede di lavoro per motivi sia personali che lavorativi.

Solitamente chi pubblica un annuncio di interscambio si trova in quella situazione che spesso capita a chi, pur di trovare un impiego, è costretto ad lasciare la città di origine e indipendentemente dal fattore crisi.

Trattasi proprio di un fenomeno di emigrazione all’interno della propria nazione, regione o provincia che comprende una serie di problematiche, che vanno dalla necessità di trovare un nuovo alloggio, nell’andare avanti e indietro e percorrere molti km al giorno trascorrendolo quasi tutto fuori casa. Le cause non finiscono qui e possono comprendere anche l’ipotesi in cui un dipendenti pubblico anche se si trova bene come sede di lavoro, desideri cambiare ente, spostarsi di provincia o regione per i motivi che possono essere i più diversi: per esempio l’accrescimento sociale, culturale, lavorativo ricompreso nel cambiamento forma un lavoratore pubblico. Non è scritto e non è detto da nessuna parte che l’interscambio è il mezzo (solitamente negato) attraverso il quale un pubblico dipendente vuole avvicinarsi alla propria città di residenza o a quella più vicina. C’è chi vuole cambiare per sperimentare, per lavorare altrove.

Il problema e la necessità dell’interscambio sembra tuttavia non interessare le figure pubbliche dirigenziali.

La mobilità compensativa o di interscambio, dunque, costituisce un’ottima soluzione per eliminare tutti i problemi su menzionati.

L’attuale normativa a cui si fa riferimento consente in ogni momento la mobilità dei singoli dipendenti presso la stessa od altre amministrazioni, anche di diverso comparto, nei casi di domanda congiunta di compensazione con altri dipendenti di corrispondente profilo professionale, previo nulla osta dell’amministrazione di provenienza e di quella di destinazione.

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