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Salario pubblico: in finto aumento

Nonostante i piccoli ritocchi agli stipendi dei dipendenti pubblici si continua ad accusare una forte decrescita salariale dei pubblici dipendenti.
Per fortuna Renzi, anche se molto criticato, un’azione positiva l’ha fatta, grazie a lui lo stipendi è cresciuti di 80 euro soprattutto per chi se lo merita: le fasce deboli del pubblico impiego e cioè: le categoria A, B e C. Rientrano anche i c.d. funzionari pubblici, sicuramente con profilo giuridico ed economico D1 che non riescono ad arrotondare con progetti vari come gli straordinari o il condono.

Oltre ad essere ancora bassi, si arriva a fine mese in pratica, gli stipendi dei dipendenti pubblici risultano ancora e sempre più bassi dei dipendenti privati, nonostante il rapporto di pubblico impiego si sia privatizzato da anni!! Questa chiamasi sperequazione.

Lo stipendio dei lavoratori pubblici, parliamo di 3,3 milioni di lavoratori in tutto, dovrà aumentare, piuttosto che gonfiarsi, di un centinaio di euro al prossimo rinnovo di contratto. Si parla di cifre lorde, che vengono stimate dall’Aran, ovvero l’Agenzia che rappresenta lo Stato come datore di lavoro nel settore della pubblica amministrazione.

Stipendio pubblico e privato

Dal blog di Libero si legge che “la forbice tra lo stipendio nel settore pubblico e privato è aumentata dal 2008 ad oggi. Quello dei dipendenti pubblici è cresciuto del 13,8%, soprattutto per via del blocco dei contratti registrato fino a tutto il 2015 e del riavvio delle trattative dell’ultimo triennio. Sempre dal 2008 ad oggi, lo stipendio nel settore privato è invece cresciuto in modo più sostanzioso. Praticamente il doppio per l’industria (+26,2%) e molto di più anche nel settore dei servizi (+21,1%)”. Il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin, sottolinea che i salari dei lavoratori della p.a. hanno perso 10,4 punti di Ipca (l’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi Ue).

“Dal 2009 ad oggi – spiega inoltre Faverin – lo Stato ha risparmiato circa 11 miliardi, perché il costo degli stipendi, per il blocco del turn over e il mancato rinnovo contrattuale; il personale in 7 anni è diminuito di 207 mila unità”. Il costo del personale è così passato da 169,9 miliardi del 2009 a 156,55 (escluso personale federazioni sportive, autorità portuali, casse previdenziali, fondazioni lirico sinfoniche, consorzi universitari, alcune spa) nel 2014. Ma per Faverin “non si può parlare di innovazione e di Industry 4.0 se non si affronta la sfida dell’efficienza della p.a. e della competenza del personale”.

Il ministro Marianna Madia vuole che nel rinnovo si privilegino i redditi più bassi: “Va bene l’attenzione a chi guadagna meno – risponde Faverin – ma bisogna anche dare la possibilità alle persone di riqualificarsi, occorre prevedere un ascensore professione e sociale. Per questo il punto vero è quante risorse ci saranno nella legge di Stabilità”.

Restano infatti da chiudere il contratto per i dirigenti degli enti locali e quello per il personale dirigente e non della presidenza del Consiglio. Se per gli enti locali le trattative sono a buon punto e potrebbero finire a marzo, per la presidenza del Consiglio (circa 4 mila dipendenti, dirigenti esclusi) la discussione è più difficoltosa.

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