Riforma del regolamento sui concorsi e le assunzioni nella Pa

Il doppio via libera del Cdm di oggi al Dpr di riforma del regolamento sui concorsi e le assunzioni nella Pa e al nuovo contratto del comparto sanità per il triennio 2019-21, mi riempie di sincera soddisfazione e orgoglio, perché chiude il cerchio rispetto all’importante lavoro che, come ministro del Governo Draghi, ho portato avanti da oltre un anno e mezzo con un unico obiettivo: la valorizzazione e il rilancio del capitale umano e il rinnovo di tutti i contratti di lavoro nella Pubblica amministrazione.

Si sottolinea che nel Dpr che mette a sistema i provvedimenti fin qui avviati nella materia dei concorsi e delle assunzioni, non solo si sono realizzati gli obiettivi di riforma concordati con Bruxelles nel Pnrr, ma si è andati oltre portando innovazioni destinate a segnare un prima e un dopo: nuove e concrete tutele nella parità di genere, il passaggio integrale (anche per enti locali e Regioni) dei bandi e delle procedure dell’accesso sul portale del reclutamento “inPA”, che così diventa il vero architrave della digitalizzazione dei concorsi pubblici, e infine l’abrogazione delle norme ormai divenute obsolete.

La rivoluzione del reclutamento è ora pienamente in corso, sono in vigore tutti i cambiamenti avviati in questi lunghi mesi di lavoro del Governo. Abbiamo scritto una pagina importante nella storia di questo Paese, assicurando il futuro del lavoro pubblico grazie al necessario ricambio generazionale nella Pa, con un rinnovamento radicale che riparte da competenze, nuovi bisogni professionali e regole d’accesso nel segno della semplificazione, della digitalizzazione e dell’inclusione. Senza mai perdere di vista l’obiettivo primario di ogni lavoratore pubblico: offrire servizi a cittadini e imprese.

Rispetto al rinnovo del Ccnl del comparto sanità, voglio ricordare che non solo mettiamo più risorse nelle buste paghe di quasi 600mila professionisti sanitari e operatori del Ssn, ma valorizziamo il loro operato e introduciamo innovazioni che il settore aspettava da tempo, riconoscendo anche l’impegno in prima linea durante l’emergenza Covid. Gli operatori sanitari troveranno nelle buste paga – a decorrere dal 1° gennaio 2021 – un incremento medio a regime degli stipendi tabellari di 91 euro medi per 13 mesi e una rivalutazione dei Fondi destinati alla contrattazione integrativa di 12 euro mese per 13 mensilità.

L’accordo, includendo anche le indennità, permette di riconoscere incrementi medi, calcolati su tutto il personale del comparto, di circa 175 euro medi mensili, corrispondenti a una percentuale di rivalutazione del 7,22%.

News sul Mose di Venezia

Ora presso il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche della città lagunare #Venezia per una riunione istituzionale sul #MoSE e sulle politiche per la salvaguardia della città e della laguna con i ministri Enrico Giovannini e Federico D’Incà, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, e il sindaco di Cavallino Treporti, Roberta Nesto, il Provveditore interregionale per il Triveneto, Tommaso Colabufo, il capo dipartimento delle Opere Pubbliche e Risorse Umane e Strumentali del Mims, Ilaria Bramezza e il Commissario Straordinario per il MoSE Elisabetta Spitz.

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