Norma anti-badanti e matrimonio falsi

L’articolo 18 della legge n. 111 del 2011 è stata battezzata la norma anti badanti poiché è finalizzata ad impedire che matrimoni di comodo tra un pensionato anziano ed uno più giovane, dessero diritto ad una reversibilità pagata per intero.

Attualmente le situazione giuridica e di fatto circa i matrimoni di comodo, cioè tutti quei matrimoni fittizi, combinati ad hoc tra assistiti e badanti per fini di lucro, è la seguente.

L’ordinamento giuridico italiano considera la pensione di reversibilità come una forma di tutela previdenziale, uno strumento necessario per il perseguimento dell’interesse della collettività alla liberazione di ogni cittadino dal bisogno.

In realtà per ovviare ai matrimoni finti l’articolo 18 della legge n. 111 del 2011 stabiliva che la pensione di reversibilità si riduceva del 10% pere ogni anno di matrimonio se, il pensionato deceduto aveva contratto il matrimonio in età superiore ai 70 anni e la differenza di età con il partner superstite fosse superiore ai 20 anni.

E’ intervenuta la Corte Costituzionale con la sentenza numero 1747 del 2016 affermando che tale n ormativa è in contrasti con i principi costituzionali e che pertanto non è possibile considerare tutte le unioni con forti differenze d’età, dettate da un interesse economico. Questo è motivato dal fatto che bisogna considerare il cambiamento dei costumi di vita, della società italiana (piena di badanti) e dell’aumento dell’aspettativa di vita. Per questi motivi l’Inps ha ricostituito le pensioni che hanno precedentemente subito il taglio del 10%.

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