La Mobilità Volontaria e Compensativa

Interscambio nella pubblica amministrazione

Sei stanco di viaggiare, vuoi avvicinarti a casa e lavori nel pubblico impiego. Fai parte del mondo dei dipendenti pubblici e statali e stai cercando su internet un collega per lo scambio alla pari.

La mobilità per interscambio funziona così: (non è una permuta come scrive qualcun altro sui siti di mobilità), ma è un vero e proprio scambio di posto o sede di lavoro e cioè io prendo il tuo impiego e tu il mio.

Considerato che è veramente difficile conoscere il collega con la stessa necessità e con lo stesso profilo giuridico, nel corso degli anni è nato qualche sito web che di fatto opera come un ufficio di collocamento o di migrazione dei dipendenti pubblici.

Grazie a mobilitanelpubblicoimpiego.it è possibile pubblicare un annuncio di interscambio indicando la città di provenienza, profilo professionale e destinazione desiderata. Allora incrocia le dita e vai, inserisci e pubblica il tuo annuncio di mobilità compensativa.
Scegli la categoria corrispondente al tuo profilo, per esempio:

  • se sei un docente scegli scuola,
  • se lavori negli enti locali scegli regioni, comune, provincia, città metropolitana
  • se sei un infermiere, dottore/medico scegli S.S.N., e via discorrendo;
  • hai il profilo C: puoi scegliere la lettera C.

Che cosa è l’interscambio e o la mobilità volontaria nel pubblico impiego?

La mobilità volontaria è quell’istituto giuridico attraverso il quale il dipendente pubblico chiede il trasferimento ad altra amministrazione avendo però a disposizione il nulla osta del datore di lavoro cedente.

La mobilità nel pubblico impiego può essere di due tipologie:

  1. mobilità permanente;
  2. mobilità temporanea.

La mobilità permanente, il trasferimento del lavoratore da un’amministrazione all’altra avviene in via definitiva; giuridicamente questo passaggio si realizza attraverso la “cessione del contratto individuale di lavoro”.

La mobilità temporanea si realizza invece, attraverso l’applicazione di altri e diversi istituti giuridici e cioè:
il comando,
il distacco;
il fuori ruolo

 

Varie forme di mobilità tra dipendenti pubblici

 

A differenza della mobilità volontaria permanente, la titolarità del rapporto di lavoro rimane in capo all’amministrazione cedente ed il trasferimento è a termine cioè a tempo.
La mobilità permanente si può a sua volta suddividere in due tipologie più specifiche:
1) la mobilità volontaria, di cui si è già detto e nella quale è il dipendente a chiedere il trasferimento; il passaggio è tuttavia subordinato al consenso di entrambe le amministrazioni;
2) la mobilità imposta dall’amministrazione, dove il trasferimento del dipendente pubblico, avviene per motivi oggettivi, come nel caso di dichiarazione di eccedenza di personale seguita da ricollocazione presso altra amministrazione ovvero nei casi di fusione o trasferimento di competenze tra diverse amministrazioni, con contestuale passaggio di personale.
Ritengo che la mobilità volontaria compensativa sia lo strumento ideale per avere lavoratori più motivati, in molti casi più riposati e con un impegno più confacente alle loro esigenze di vita.

Il passaggio diretto ad altre amministrazioni del personale in eccedenza onde evitare il collocamento in disponibilità è previsto poi quando non è possibile impiegare diversamente nell’ambito della medesima amministrazione il dipendente pubblico. Succede che l’ente interessato comunica a tutti gli enti del comparto avente sede in ambito provinciale o anche interprovinciale l’elenco del personale in eccedenza distinto per categoria e profilo professionale richiedendo la loro disponibilità al passaggio diretto.

Gli enti destinatari della richiesta, qualora interessati, comunicano entro 30 giorni l’entità dei posti corrispondenti per categoria e profilo, vacanti nella rispettiva dotazione organica per i quali, tenuto conto della programmazione dei fabbisogni, sussiste l’assenso al passaggio diretto del personale in eccedenza.
I posti disponibili sono comunicati ai lavoratori dichiarati in eccedenza che possono indicare le relative preferenze e chiederne le conseguenti assegnazioni, anche con la specificazione delle eventuali priorità. L’ente pubblico dispone il trasferimento nei 15 giorni successivi alla richiesta.

Infine si evidenzia che su un dipendente pubblico che transita per passaggio diretto intercompartimentale, ai sensi dell’art. 30 del d.lgs. 165/2001 presso un nuovo ente – l’individuazione del trattamento giuridico ed economico da applicare, va effettuata, sulla base dell’inquadramento presso l’ente di provenienza, nell’ambito della disciplina legale e contrattuale propria del comparto dell’amministrazione cessionaria, ed a tal fine occorre tener conto anche delle posizioni economiche differenziate, attraverso le quali si realizza, sia pure all’interno dell’area, una progressione di carriera.

 
Questo succede perché la natura giuridica della “mobilità”, contenuta nell’art. 30 del d.lgs. n. 165 del 2001, non qualifica un particolare tipo contrattuale civilistico, ma solamente, nel campo pubblicistico, uno strumento attuativo del trasferimento del personale, da una Amministrazione ad un’altra, trasferimento caratterizzato da una modificazione meramente soggettiva del rapporto e condizionato da vincoli precisi concernenti la conservazione dell’anzianità, della qualifica e del trattamento economico, che è inquadrabile nella fattispecie della cessione di contratto disciplinata dagli artt. 1406 ss. c.c., visto che comporta il trasferimento soggettivo del complesso unitario di diritti ed obblighi derivanti dal contratto, lasciando immutati gli elementi oggettivi essenziali.
 

Infine si ricorda che la “neutralità” della mobilità per le sole amministrazioni soggette a regime limitativo delle assunzioni basato sul turn over e, invece, l’incidenza sulle capacità assunzionali per le amministrazioni il cui regime è basato sulla sostenibilità finanziaria.

Novità 2021 sul nulla osta nel pubblico impiego

Nulla osta per mobilità volontaria – normativa “speciale” Regione Friuli-Venezia Giulia

Anche a seguito della modifica apportata all’art. 30, comma 1, del d.lgs. 165/2001 ad opera dell’art. 3, comma 7, lett. a) e b) del d.l. 80/2021, nel comparto unico del pubblico impiego regionale e locale FVG continua ad applicarsi l’art. 23, comma 2, della l.r. 18/2016, che prevede l’espressione del nulla osta, da parte dell’amministrazione di appartenenza, ai fini del trasferimento del personale per mobilità”.

2 commenti su “La Mobilità Volontaria e Compensativa”

  1. Buon giorno a tutti!

    So che questa domanda è stata fatta un milione di volte e mi scuso.

    Vorrei un ulteriore confronto sull’obbligo di restare nello stesso ente per 5 anni.

    Esiste qualche deroga? Qualsiasi deroga? (a parte le dimissioni ovviamente).

    Sono single, quindi non ho bisogno di fare ricongiungimenti familiari nè di avvicinarmi a casa o cose simili.

    Per esempio, se entrambe le amministrazioni – quella di partenza e quella di arrivo – sono d’accordo nel far spostare il dipendente, ci si può spostare prima dei 5 anni?

    Infine, che voi sappiate, c’è qualche sigla sindacale o qualche gruppo che si sta occupando di diminuire questo “blocco” dei 5 anni?

    Grazie a chiunque potrà suggerirmi qualcosa.

I commenti sono chiusi.

error: I contenuti di questo sito sono protetti da copywrite !!