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La pensione d’inabilità a chi viene corrisposta?

La pensione d’inabilità viene corrisposta al lavoratore che si trova nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi proficua attività. In pratica chi ne ha diritto è l’invalido al 100%.

Cosa fare per avere la pensione d’inabilità?

Per ottenere la pensione di inabilità occorre cessare qualsiasi attività lavorativa sia dipendente che autonoma. Questo tipo di pensione è reversibile nei confronti dei familiari superstiti e presenta vantaggi sotto l’aspetto economico perché viene calcolata sulla base dei contributi effettivi e considerando come lavorati gli anni compresi tra la decorrenza del trattamento d’inabilità e la data di compimento dei 60 anni, entro il tetto massimo di 40 anni di contributi.

Quando è richiesto il minimo contributivo?

E’ richiesto sia per l’assegno di invalidità che per la pensione di inabilità un minimo di cinque anni di contribuzione, di cui almeno tre versati nel quinquennio precedente la domanda di pensione.

Coniuge e prole: il diritto alla pensione reversibiltà

Come spiegato nei precedenti articoli, il coniuge che in questi casi assume lo status di vedova o vedovo, ha sempre diritto alla pensione, a volte anche in caso di divorzio, a condizione che non si sia risposato.
Infatti, il coniuge rispetto al quale sia stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, ha diritto alla pensione, in assenza di un coniuge superstite e se risulta titolare di assegno alimentare.

Inoltre il rapporto di lavoro da cui trae origine il trattamento pensionistico dovrà essere anteriore alla sentenza che ha posto fine al vincolo matrimoniale.

Se il lavoratore si risposa dopo lo scioglimento del matrimonio che succede?

In questo caso può accadere che al coniuge o ai coniugi, rispetto al quale è stata pronunciata sentenza di divorzio, spetti una quota della pensione eventualmente spettante al partner con il quale il lavoratore si è sposato prima del decesso. 

Se è il vedovo/a a contrarre nuovo matrimonio decade dal diritto alla pensione e ha diritto solo a una indennità una tantum pari a due annualità, compresa la tredicesima

Come viene stabilita la quota di pensione in caso di divorzio o nuovo matrimonio?

La quota è stabilita dal Tribunale competente adito sulla base degli anni di matrimonio compiuti e dei periodi di convivenza prematrimoniali. Non è da escludere che il giudice possa prendere in considerazione altri elementi come la posizione economica del coniuge divorziato e del superstite.

Prole

I figli superstiti fino al conseguimento della laurea e solo se carico e senza attività lavorativa alla data del decesso del genitore hanno diritto alla pensione di reversibilità o indiretta a condizione che risultino: minorenni o studenti di scuola media superiore (dai 18 ai 91 anni) e universitari tra i 18 e i 26. Il reddito da prendere in considerazione non deve essere superiore al trattamento minimo Inps maggiorato del 30% (per il 2014 il limite è di 652 euro al mese); 
Per i figli inabili il trattamento pensionistico indiretto o direversibilità spetta senza limite di età, tuttavia è necessario che siano a carico e già inabili all’atto della scomparsa del genitore.

nipoti minori, purché a carico del nonno o della nonna deceduti, sono equiparati ai figli e quindi rientrano tra i destinatari diretti alla pensione di reversibilità. È condizione indispensabile che il nipote sia stato mantenuto dalla persona scomparsa.

Fratelli e ascendenti

I genitori subentrano nel diritto alla pensione solo in mancanza del coniuge, dei figli e dei nipoti a condizione, però, che abbiano compiuto i 65 anni di età, siano privi di altra rendita (con esclusione della pensione di guerra o di un tratta-mento di natura assistenziale) e risultino a carico del figlio defunto (reddito non superiore al trattamento minimo Inps, mag-giorato del 30%, per il 2019, quindi, 723 euro al mese).

I fratelli e le sorelle, infine, entrano in scena in mancanza del coniuge, dei figli e dei genitori o se questi, pur esistenti, non hanno diritto alla pensione. Subentrano nel diritto se celibi (o nubili), inabili e a carico del fratello defunto (i limiti sono gli stessi dei genitori).

I nipoti minori, purché a carico del non-no o della nonna deceduti, sono equiparati ai figli e quindi rientrano tra i destinatari diretti alla pensione di reversibilità. È condizione indispensabile che il nipote sia stato mantenuto dalla persona scomparsa e che non sia autosufficiente dal punto di vista economico.

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