In pensione nel 2019? Pensione più bassa

Brutte notizie per chi va in pensione quest’anno.
E sì, perché avrà una pensione più bassa, in media, di oltre 1’1% rispetto a chi ci è andato entro la fine del 2018.

Il Ministero del lavoro ha aggiornato la tabella dei “coefficienti minimi di trasformazione del montante contributivo“, quei valori cioè che si applicano al totale dei contributi versati durante la vita lavorativa, rivalutati in base al PIL (prodotto interno lordo), per determinare l’importo dell’assegno Inps che finisce delle tasche del pensionato.

II decreto che aggiorna i coefficienti è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 31 delll’8 giugno 2018.

E riserva una sorpresa negativa per i prossimi pensionati. In soldoni, l’esito è che dal 2019 la pensione annua sarà inferiore in media di oltre 1’1% rispetto a quella di chi è riuscito ad accedervi l’anno scorso, ma si sfiora il 2% di penalizzazione per le fasce di età più alte.

È la quarta revisione da quando è stata introdotta nel 2009 e tutte sono state negative. Il coefficiente dei 71 anni. Modalità di fuga dalla tagliola ‘non è possibile, se non quella di lavorare di più. Le ultime riforme, per la verità, hanno agevolato chi rimarrà al lavoro fino alla veneranda età di oltre 70 anni. Proprio con l’obiettivo di riscuotere pensioni più consistenti.

È per questo che dal 2019 ha fatto il suo debutto un nuovo coefficiente: quello legato all’età dì 71 anni. La revisione è valida per tutto il biennio 2019/2020. Ed essendo d’ora in poi biennale, la prossima ci sarà a partire dall’anno 2021.

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