E’ proprio il caso di dirlo – il lavoro non nobilita l’uomo

Ho solo un grande vuoto in testa”. Con queste parole rilasciate a “Repubblica” il 43enne Luca Cavallaro ha espresso la sua disperazione per la morte del figlio di due annidimenticato per ore in auto sotto il sole nel parcheggio dell’università di Catania. L’uomo, ingegnere e ricercatore dell’ateneo, è indagato per omicidio colposo dalla procura etnea. Ai magistrati ha detto di aver agito automaticamente e di non ricordare nulla. “È un padre modello, non so spiegarmi cosa sia successo. Forse è accaduto per una distrazione o per stanchezza”, ha detto la moglie.

Cavallaro ha raccontato a “Repubblica” quei terribili momenti di ieri: “Ricordo solo di essere uscito di casa alle 8 del mattino e di avere sistemato Leo nel seggiolino”. L’uomo avrebbe dovuto lasciare il figlioletto all’asilo nido prima di andare al lavoro. Alle 13 la chiamata della suocera, che avrebbe dovuto prelevare il bimbo al nido al posto della mamma, impegnata con un convegno. “All’improvviso ho ricordato, sono corso al parcheggio.

Una corsa che non finiva mai. E Leonardo era lì, nel seggiolino”. Poi la corsa disperata verso il vicino ospedale Policlinico, ad appena 50 metri di distanza, inutile come i tentativi di rianimazione dei medici.

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