Conferenza unificata per l’Anagrafe dei dipendenti pubblici

Disco verde della Conferenza Unificata, ieri, al decreto che disciplina il funzionamento dell’Anagrafe dei dipendenti pubblici. Il decreto è frutto di un lavoro a più mani: Dipartimento della Funzione pubblica, MEF, Dipartimento della Trasformazione digitale e Regioni.

Si aprono così le porte a un’altra innovazione prevista dal Pnrr nell’ambito della riforma attuata dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, innovazione che sarà di fondamentale importanza per il settore pubblico.

L’Anagrafe, istituita presso il Dfp, sarà costruita a partire dai dati già disponibili presso il sistema NoiPA del ministero dell’Economia e delle finanze, che garantisce il calcolo dei cedolini di circa 1,9 milioni di dipendenti pubblici. Per il restante personale, sarà l’Inps a fornire le informazioni che le amministrazioni periodicamente trasmettono per gli obblighi contributivi.

L’Anagrafe servirà per capire quali sono le risorse umane e professionali presenti all’interno della PA e per favorire i processi di sviluppo delle competenze e di reclutamento.

Per ridurre al minimo i costi e i tempi di realizzazione, i dati anagrafici dei dipendenti saranno validati dall’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr), mentre quelli sugli incarichi conferiti ai dipendenti pubblici saranno acquisiti direttamente dalla banca dati già disponibile presso il Dipartimento della funzione pubblica.

L’Anagrafe dei dipendenti pubblici sarà propedeutica alla realizzazione del fascicolo elettronico del dipendente, che a regime sarà integrato con le informazioni acquisite dal portale inPA e conterrà le informazioni sul percorso professionale di ogni lavoratore pubblico, dalla formazione alla mobilità.

Rapporto di lavoro nel pubblico impiego: dipendenti pubblici orari di uffici

orario settimanale ufficio pubblico

L’orario ordinario di lavoro dei dipendenti pubblici è fissato dalla contrattazione collettiva16 in 36 ore settimanali ed è funzionale all’orario di servizio, che, di norma, é articolato su cinque giorni lavorativi17, fatte salve le esigenze dei servizi da erogarsi con carattere di continuità, che richiedono orari continuativi o prestazioni per tutti i giorni della settimana, o che presentino particolari esigenze di collegamento con le strutture di altri uffici pubblici.

La circolare 24.2.1995 della Funzione Pubblica ha precisato la differenza tra orario di lavoro e orario di servizio:

  • è “orario di servizio” il periodo di tempo giornaliero necessario per assicurare la funzionalità delle strutture degli uffici pubblici e l’erogazione dei servizi all’utenza.
  • è “orario di lavoro” il periodo di tempo giornaliero durante il quale, in conformità all’orario
    d’obbligo contrattuale, ciascun dipendente assicura la prestazione lavorativa nell’ambito
    dell’orario di servizio.

Nelle amministrazioni le articolazioni dell’orario di lavoro sono determinate dai dirigenti responsabili, previo esame con le organizzazioni sindacali, sulla base dei criteri di ottimizzazione dell’impiego delle risorse umane, miglioramento della qualità delle prestazioni, ampliamento della fruibilità dei servizi da parte dell’utenza e miglioramento dei rapporti funzionali con altri uffici ed altre amministrazioni.

L’orario di lavoro, comunque articolato, deve essere accertato mediante forme di controlli obiettivi e di tipo automatizzato.

Si possono distinguere varie tipologie di orario:

  • orario articolato su cinque giorni > si attua con la prosecuzione della prestazione lavorativa nelle ore pomeridiane; le prestazioni pomeridiane possono avere durata e collocazione diversificata fino al completamento dell’orario d’obbligo.
  • orario articolato su sei giorni > si svolge di norma per sei ore continuative antimeridiane;
  • orario flessibile > si realizza con la previsione di fasce temporali, da definire in sede di contrattazione integrativa, entro le quali sono consentiti l’inizio ed il termine della prestazione lavorativa giornaliera;
  • turnazioni > servono a garantire la copertura massima dell’orario di servizio giornaliero e dell’orario di servizio settimanale su cinque, sei o sette giorni per ben definiti tipi di funzioni ed uffici20. A tale tipologia si fa ricorso nel caso di attività i cui risultati non siano conseguibili mediante l’adozione di altre tipologie di orario;
  • orario plurisettimanale > consiste nel ricorso alla programmazione di calendari di lavoro plurisettimanali e annuali con orari superiori o inferiori alle trentasei ore settimanali, nel rispetto del monte ore.

Nel settore pubblico, la contrattazione collettiva ha stabilito che l’orario di lavoro massimo giornaliero è di nove ore22. Dopo un massimo di sei ore continuative di lavoro deve essere prevista una pausa che, comunque, non può essere inferiore ai 30 minuti.

La prestazione lavorativa può non essere interrotta dalla pausa in presenza di attività obbligatorie per legge (ad es.: udienze giudiziarie in corso, operazioni di sdoganamento, ecc.). Il ritardo sull’orario di ingresso al lavoro comporta l’obbligo del recupero entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui si è verificato il ritardo. In caso di mancato recupero, si opera la decurtazione della retribuzione e del trattamento economico accessorio.
Le norme contrattuali prevedono che, per agevolare il soddisfacimento di particolari esigenze collegate a terapie o visite specialistiche connesse alla sussistenza di gravi patologie, le amministrazioni favoriscono un’idonea articolazione dell’orario di lavoro nei confronti dei soggetti interessati.

Stipendi manager pubblici di nuovo sopra i 240 mila euro

rinnovo contratti pubblici dipendenti

Purtroppo nel testo è passato anche un emendamento di Forza Italia riformulato dal MEF, come tutti gli emendamenti votati oggi con parere favorevole, che naturalmente non si condivide, che elimina il tetto dei 240 mila euro agli stipendi di una parte della dirigenza apicale della pubblica amministrazione. Pertanto il PD presenterà alla Camera un ordine del giorno al dl aiuti bis, impegnando il governo a modificare la norma e ripristinare il tetto nel primo provvedimento utile e cioè nel dl aiuti ter.

Che dire, eppure i dipendenti pubblici stanno ancora aspettando gli arretrati, non pagati, per il rinnovo dei contratti.
I rinnovi, riguardanti il triennio 2019–2021, portano con sé, oltre agli incrementi salariali, anche una serie di arretrati, riconosciuti in busta paga in momenti diversi nel corso dell’anno corrente.

Su leggioggi.it è scritto che, come stimato da A.Ra.N (sulla pagina “aranagenzia.it”) il contratto riconosce a decorrere dal 1° gennaio 2021, a ciascun dipendente, un incremento stipendiale “pari a circa 105 euro medi per 13 mensilità, includendo le ulteriori risorse che sono state da ultimo stanziate nella Legge di bilancio per il 2022”. Queste ultime sono indirizzate al finanziamento del nuovo ordinamento professionale ed al superamento dei limiti di incremento dei Fondi risorse decentrate, consentendo così un ulteriore beneficio complessivo a regime di circa 20 euro medi al mese a persona.

Si tratterebbe di una norma che dà il via libera a “un trattamento economico accessorio”, per una serie di figure apicali della Pubblica amministrazione:

  • il capo della Polizia – direttore generale della Pubblica sicurezza;
  • il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri;
  • il comandante generale della Guardia di finanza;
  • il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap);
  • il capo di stato maggiore della Difesa;
  • i capi di stato maggiore di Forza armata;
  • il comandante del comando operativo di Vertice interforze;
  • il comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto;
  • i capi dipartimento della presidenza del Consiglio dei ministri e dei ministeri;
  • il segretario generale della residenza del Consiglio dei ministri e i segretari generali dei ministeri.

Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato e pieno (36 ore settimanali) di n.2 unità di personale con il profilo professionale di Istruttore di Polizia municipale — categoria C del vigente CCNL del Comparto Funzioni Locali con riserva di n.1 posto ai sensi degli artt. 1014, comma 1 lett. a) e 678 comma 9 del D.Lgs. 66/2010 a favore dei volontari in ferma breve e ferma prefissata delle Forze armate congedati senza demerito ovvero durante il periodo di rafferma nonché’ dei volontari in ervizio permanente e degli ufficiali di complemento in ferma biennale e degli ufficiali in ferma prefissata che hanno completato senza demerito la ferma contratta.

concorsi pubblici e punteggio finale

ART.1 TRATTAMENTO ECONOMICO

Al rapporto di lavoro subordinato, conseguente all’assunzione a tempo indeterminato e pieno, viene attribuito il trattamento economico fondamentale ed accessorio conforme a quanto previsto per la categoria C dal vigente C.C.N.L. del compatto Funzioni Locali.

ART.2 REQUISITI PER L’AMMISSIONE AL CONCORSO

Sono ammessi a partecipare al concorso i candidati che siano in possesso dei seguenti requisiti:

  1. Cittadinanza italiana secondo quanto disposto dall’art. 2 del D.P.C.M. 174/1994.

Ai sensi dell’art.38, comma 1 del D.lgs. 165/01 gli stranieri non possono accedere alle procedure selettive relative ai profili che implicano un esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri o che attengano alla tutela dell’interesse nazionale;

  1. età non inferiore agli anni 18 e non superiore all’età prevista dalle vigenti norme in materia di collocamento a riposo;
  2. non aver riportato condanne penali e non essere stati interdetti o sottoposti a misure che escludano, secondo le leggi vigenti, dall’accesso agli impieghi presso una Pubblica Amministrazione, né avere procedimenti penali in corso;
  3. non essere stato destituito o dispensato dall’impiego presso una Pubblica Amministrazione, né essere stato dichiarato decaduto da altro impiego pubblico per averlo conseguito con documenti falsi o viziati da invalidità insanabile;
  4. godimento dei dritti civili e politici;
  5. posizione regolare in relazione agli obblighi militari, solo per i concorrenti di sesso maschile nati entro il 31/12/1985, ai sensi dell’art.1 1. 23/08/2004 n. 226;
  6. di non trovarsi in alcuna delle situazioni di incandidabilità o e/o inconferibilità di cui al D.lgs. 39/2013;
  7. non trovarsi nella condizione di disabile di cui all’art.1 della legge rì. 68/99 (art.3, comma 4 legge 68/99);
  8. non aver prestato servizio civile ai sensi della legge 8 luglio 1998 n.230 essendo vietato, a coloro che sono stati ammessi a prestare servizio civile, di partecipare ai concorsi per impieghi che coinpoi4ino l’uso delle anni ai sensi dell’art. 15, comma 7, della stessa legge n. 230/98;
  9. non aver subito condanna a pena detentiva per delitto non colposo o non essere stato sottoposto a misura di prevenzione;
  10. non essere stato espulso dalle Forze armate o dai Corpi militarmente organizzati o destituito dai pubblici uffici;
  11. possesso del seguente titolo di studio: diploma di scuola superiore di secondo grado che consenta 1’iscrizione ai corsi per il conseguimento del diploma universitario;

I titoli di studio conseguiti all’estero devono aver ottenuto la necessaria equipollenza a quelli italiani, ai sensi dell’art.38, comma 3 del D.Lgs. 165/01;

  1. possesso di patente di guida categoria B ed A (quest’ultima deve essere senza limiti di cilindrata o potenza), oppure solo la B se la stessa è stata rilasciata in epoca antecedente al 01/03/1988
  1. Essere in possesso dei requisiti necessari per il conferimento della qualità di Agente di pubblica sicurezza, ai sensi dell’art. 5 della Legge 7 marzo 1986, n. 65 ovvero:
  2. Non trovarsi in alcuna condizione di incompatibilità con l’uso delle armi;
  3. Idoneità fisica all’espletamento delle mansioni specifiche relative al posto da ricoprire. (L’Amministrazione sottoporrà a visita medica colui che accederà all’impiego);
  4. Adeguata conoscenza delle applicazioni informatiche più diffuse nonché la conoscenza della lingua inglese.

Tutti i requisiti indicati devono essere posseduti alla data di scadenza del termine utile per la presentazione della domanda di ammissione (art 2 c. VII, DPR487/1994).

ART. 3 – DOMANDA DI PARTECIPAZIONE AL CONCORSO

Le domande di partecipazione dovranno essere REDATTE ESCLUSIVAMENTE INFORMA TELEMATICA,a cui si accede attraverso il seguente link: https://stornarella.concorsismart.it

Per la compilazione della domanda di partecipazione on-line, il candidato deve leggere attentamente e seguire le indicazioni contenute nel “MANUALE D’USO” per gli utenti, scaricabile dalla Piattaforma e seguire le indicazioni sotto riportate:

-Il candidato dovrà cliccare sul link sopra indicato e accedere alla piattaforma Concorsi Smart tramite il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID);

-Dopo aver completato la procedura di autenticazione e aver acconsentito al trattamento dei dati personali, sarà possibile accedere alle Sezione “Concorsi” e presentare domanda per la procedura di interesse.

Al termine della compilazione dl tutte le Sezioni, il candidato potrà procedere all’invio della DOMANDA DI PARTECIPAZIONE.

La domanda potrà essere trasmessa solo dopo aver completato tutte le Sezioni e confermato l’invio. In caso contrario il sistema genererà automaticamente un messaggio di richiesta di compilazione dei campi mancanti e di errore.

Nella Sezione “Conferma e Invio” saranno visualizzati i seguenti campi:

  • Annulla domanda: permette di ellminare tutte le Sezioni della doiiianda compilata;
  • Anteprima domanda: permette di visualizzare l’anteprima della domanda compilata e scaricarla;
  • Invia domanda: consente di inviare definitivamente la propria candidatura.

Il sistema informatico inoltrerà al candidato una mail di conferma dell’avvenuto invio della domanda. Qualora non si ricevesse la mail, è possibile scaricare e stampare il riepilogo della domanda nella Sezione “Riepilogo Candidatura”.

Per la modifica e variazione di eventuali informazioni erroneamente inserite o mancanti, il candidato può effettuare richiesta di riapertura della domanda contattando 1’assistenza attraverso la chat dedicata sulla Piattaforma, entro le ore 17 del giorno di scadenza del Concorso Pubblico. Una volta effettuate le modifiche, il candidato dovrà inviare nuovamente la domanda di partecipazione, cliccando il tasto Invia domanda, presente nella Sezione “Conferma e Invio”.

Il termine di presentazione delle domande è perentorio e, pertanto, non è ammessa la presentazione di documenti oltre la scadenza del termine utile per l’invio delle domande o con modalità diverse da quelle indicate.

Si consiglia di non inoltrare la domanda in prossimità delle ultime ore dell’ultimo giorno utile per la presentazione, per evitare sovraccarichi del sistema, dei quali il Comune di Stornarella non assume responsabilità alcuna.

Per supporto ed assistenza relativi alla presente procedura, i candidati possono contattare il Team di Assistenza Concorsi Smart attraverso la chat presente in piattaforma, cliccando sul tasto “Contattaci” in basso a destra della pagina. La chat automatica, con operatore virtuale, è attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e fornisce risposte preiiiipostate alle domande più frequenti. Sarà possibile interrogare il sistema pei ottenere indirizzi di posta elettronica specifici a cui rivolgersi. Per informazioni non reperibili autonomamente o tramite Chat bot, è possibile parlare direttamente con gli operatori digitando la parola “Operatore”. Gli addetti all’assistenza sono dispoiubili dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle ore 14:00 alle 18:00 (esclusi i festivi).

La domanda dovrà pervenire al sistema, a pena di esclusione, entro e non oltre le ore 18:00 del 30º giorno successivo a quello della data di pubblicazione dell’estratto del presente bando sulla Gazzetta Ufficiale della RepubblicaItaliana4′ serie speciale «Concorsi ed esami».

Qualora detto giorno sia festivo, il termine viene prorogato alle ore 18:00 del primo giorno successivo non festivo.

Nella compilazione della domanda on-line si dichiara sotto la propria responsabilità, consapevolmente a quanto previsto dalle sanzioni penali previste dall’art. 76 del DPR 445/2000 per l’ipotesi di falsità in atti e di dichiarazioni mendaci:

-dati anagrafici (cognome e noise, luogo e data di nascita, codice fiscale, residenza, Cap e eventuale domicilio clie, se diverso dalla residenza);

-un indirizzo di posta elettroifica ordinario (e-mail) nella disponibilità del candidato e un eventuale indirizzo di posta elettronica certificata personale (P.E.C.);

-il possesso della cittadinanza italiana

-il comune di iscrizione nelle liste elettorali ovvero i motivi della non iscrizione o della cancellazione dalle liste medesime;

-le condaiuie penali riportate ovvero l’assenza di condanne penali;

-di non essere mai stato destituito o dispensato dall’impiego presso una pubblica Amministrazione per persistente insufficiente rendimento, e di non essere mai stato dichiarato decaduto da altro impiego presso una pubblica Amministrazione per aver conseguito l’impiego mediante la produzione di documenti falsi o viziati da invalidità non sanabile, ai sensi dell’art. 127, comma 1, lettera d) del T.U. approvato con D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3 e successive modificazioni ed integrazioni;

-di essere in posizione regolare nei confronti dell’obbligo di leva e di quelli relativi al servizio militare volontario (per i candidati cittadini italiani di sesso maschile nati entro il 31.12.1985);

  • di possedere i requisiti per l’ammissione previsti dall’articolo 2 del presente bando;

-il titolo di studio richiesto dal presente bando, indicandone la data di conseguimento e l’Istituto scolastico o l’Università che lo lla rilasciato, oltre alla votazione conseguita;

-gli eventuali titoli che danno diritto a fruire della preferenza, a parità di merito, con altri concorrenti;

  • di aver diritto alla riserva prevista dal bando in quanto appartenente alla categoria e congedato senza demerito:
  1. volontario in ferma prefissata di 1 anno;
  2. volontario in ferma prefissata di 4 anni;
  3. volontario in ferma breve di 3 aiuti;
  4. Ufficiali di complemento in ferma biennale;
  5. Ufficiali di complemento in ferma prefissata.

Sarà necessario indicare 1’appartenenza ad una delle suddette categorie nella sezione “Requisiti generici” della domanda online e allegare la relativa documentazione nella sezione “Allegati”.

-di essere in possesso dell’idoneità fisica richiesta per la mansione;

L’Amministrazione si riserva, ai sensi dell’art. 71 del DPR n. 445/2000, la facoltà di procedere ad idonei controlli sulla veridicità di tutte le dichiarazioni sostitutive rese dal candidato; qualora in esito a detti controlli venga accennata la non veridicità del contenuto delle dichiarazioni, il dichiarante decade dagli eventuali benefici conseguenti ai provvedimenti adottati sulla base delle dichiarazioni non veritiere, ferme restando le sanzioni penali previste dall’art. 76 del DPR 445/2000

S.1s.i. .

La domanda sarà considerata presentata nel momento in cui il candldato concluderà correttamente la procedura on-line di iscrizione al concorso e riceverà dal sistema il messaggio di avvenuto inoltro della domanda.

È esclusa ogni altra forma di presentazione e trasmissione. Pertanto, eventuali domande pervenute con altre modalità non verranno prese in considerazione.

Non saranno prese in considerazione le domande che, per qualsiasi causa, non esclusa la forza maggiore o il fatto di terzi, non siano pervenute a11’Ente secondo le modalità e nel termine sopraindicati.

Al fine di ottenere prova dell’avvenuta ricezione della domanda, il sistema rilascerà una ricevuta che il candidato dovrà accertarsi di ricevere e conservare in caso di necessità.

ART. 4 DOCUMENTI DA ALLEGARE ALLA DOMANDA DI AMMISSIONE

Il candidato. attraverso la procedura telematica, dovrà auto dichiarare, tramite file in formato PDF o IPG, la copia digitale dei seguenti documenti:

l’eventuale documentazione comprovante i requisiti generali che consentono ai cittadini non italiani e non comunitari di partecipare al presente concorso;

eventuali pubblicazioni, di cui il candidato è autore/coautore, attinenti al profilo professionale a concorso ed edite a stampa, avendo cura di evidenziare il proprio nome (qualora il candidato fosse autore di libro, non sarà necessario allegare l’intera opera ina esclusivamente il frontespizio;

provvedimento di equipollenza/equiparazione dei titoli di studio conseguiti all’estero, se si è dichiarato nella Sezione “Titoli di studio e abilitazioni professionali”;

l’eventuale documentazione comprovante i requisiti previsti ai sensì dell’art. 1014 e dell’art. 678, comma 9 D. Lgs. 66/2010 e s.ni.ì. relativo alla riserva dei posti in favore dei volontari delle forze armate congedati senza demerito dalle ferme contratte;

copia della patente di guida in corso di validità;

ricevuta di versamento della tassa concorso di f 10,00 non rimborsabile da versare sul CCpp n 11608718 intestato al Comune di Stornarella — Servizio di tesoreria con causale “Tassa concocorsi Ispettore Polizia Municipale cat.C”.

Ciascun documento allegato dovrà essere costituito da un unico file in formato jpg o pdf e non superare i 20 MB.

Si precisa che, per espressa disposizione normativa, i certificati medici e sanitari non possono essere sostituiti da autocertificazione.

ART.5 – AMMISSIONEALCONCORSO

Le domande pervenute sono esamlnate, al flni dell’ammissione al concorso, dal competente Ufficio Personale coadiuvato da personale che si occupa della materia relativa al trattamento giuridico del personale.

Con atto del Responsabile dell’Ufficio Personale è stabilita l’ammissione al concorso o l’eventuale esclusione.

L’esclusione è disposta, con Determinazione de1l’Ufficio del Personale, qualora:

  1. la domanda venga spedita con modalità diverse da quelle indicate dall’articolo 3;
  2. la domanda venga inoltrata con credenziali non appartenenti al soggetto che presenta la domanda di partecipazione al concorso;
  3. manchi la ricevuta del versamento della tassa di concorso salvo il caso in cui la irregolarità sia sanata con la produzione di ricevuta del versamento effettuato entro il termine assegnato;
  4. le domande che, facendo riferimento ad un titolo di studio conseguito all’estero, non contengano gli estremi del provvedimento di equipollenza al titolo di studlo ltalialiO.

La regolarizzazione di dichiarazioni incomplete ina sanabili deve avvenire entro 7 giorni dalla richiesta di regolarizzazione da pane del1’Ufficio del personale

La mancata regolarizzazione entro il termine predetto determina l’esclusione dal concorso.

La DeteNninazione Dirigenziale avente ad oggetto l’ammissione e l’esclusione dei candidati sarà pubblicata a11’A1bo Pretoi’io e sul sito del Comune di Stornarella sotto la voce “Amministrazione trasparente — bandi di concorso”. Tale foi’nia di pubblicità costituisce notifica ad ogni effetto di legge.

Art. 6 – TITOLI PROFESSIONALI

Valutazione dei titoli di merito:

La valutazione dei titoli è limitata ai soli candidati clie abbiano superato la prova scritta. Sarà effettuata sulla base delle dichiarazioni rese dai candidati nella domanda di partecipazione e sarà resa nota prima della prova orale. La valutazione verrà effettuata come da regolamento del1’Ente secondo quanto stabilito dagli art. o3, 34, 35, e 37.

La Commissione esaminatrice è nominata, con apposito e successivo provvedimento, ai sensi dell’art 15 del Regolamento per il reclutamento del Personale.

Il punteggio per la valutazione dei titoli, è ripartito nei seguenti limiti massimi, anche in base alla categoria e al profilo professionale richiesti nel bando di concorso:

titoli di studio: fino a punti 4 titoli di servizio: fino a ptinti 4 titoli vari: fino a punti 2

La Commissione, inoltre, come da art 36 del Regolamento recante la modalità di assunzioni all’impiego de11’Ente attribuirà ulteriore punteggio riservato al curriculum professionale fino ad un massimo di punti 4.

Sono consideiati idonei i candidati che ottengono il punteggio di almeno 21/30 in ciascuna prova;

La valutazione dei titoli professionali è demandata alla commissione giudlcatrice, sulla base delle indicazioni del presente Bando e delle ulteriori decisioni assunte nell’ambito della propria discrezionalità, in particolare con riferiiiiento al1’attinenza con le conoscenze necessarie al profilo professionale in oggetto.

Art.6— PROVA DIPRESELEZIONE

L’Arnininistrazione comunale si riserva la facoltà di sottoporre i candidati a una prova preselettiva, qualora le domande presentate dai candidati superino il numero di 200.

La preselezione consisterà in un test a risposta multipla sulle materie oggetto di esame.

Data. ora e luogo della prova saranno coniunlcati ai candidati anunessi mediante apposito avviso pubblicato sul sito del Comune (Home Page), all’indirizzo: www.comune.stornarella.fg.it (Avvisi Comunali), con un preavviso di almeno 15 gioriu. Tale Bando ha valore di notifica agli interessati a tutti gli effetti.

Alla successiva prova d’esame saranno ammessi i candidati che avraimo riportato nella prova preselettiva un punteggio minimo pari a 21/30.

La graduatoria formata sulla base del risultati dell’eventuale prova preselettiva sarà valida ai soli fini dell’ammissione alle piove successive.

La graduatoria della prova preselettiva sarà pubblicata all’albo pretorio del Comune di Stomarella e sul sitO iliternet del Comune: www.comune.stornarel1a.fg.it con apposito avviso pubblicato sul sito del Comune (Home Page) (Avvisi Comunali), con un preavviso di almeno 15 giorni per la convocazione della prova sciitta.

Tali pubblicazioni avranno valore di notifica agli interessati a tutti gli effetti.

Art. 7 – PROVA D’ESAME: PROGRAMMA

In conformità a quanto previsto dall’art.10 del decreto-legge 44/21 convertito in legge 76/21 e s.in.i. il Comune di Stornarella si avvale delle forme semplificate di svolgimento di concorsi pertanto è prevista:

  • una sola prova scritta;
  • un colloquio per verificare il possesso dei requisiti psico- attitudinali;
  • Il possesso dei requisiti sarà accertato, mediante colloquio, da un esperto in psicologia del lavoro o alti e discipline analoghe in grado di valutare l’attitudine, 1’orientamento al risultato e la

motivazione professionale del candidato.

  • una prova orale;

La Conunissione attribuirà il punteggio relativo alle prove nel seguente modo: punteggio massimo prova scritta punti: 30

punteggio massimo prova orale punti: 30

Il punteggio finale sarà dato dalla somma del punteggio conseguito nella prova scritta e nella prova orale e si esprimerà pertanto in sessantesinii.

Sono considerati idonei i candidati che ottengono il punteggio di almeno 21/30 in entrambe le prove.

I candldati dovraiuio presentarsi alle prove, muniti di carta d’identità o altro documento legale di riconoscimento, in corso di validità. La mancata presentazione nei giorni, nel luogo ed entro gli orari stabiliti equivarrà alla rinuncia al concorso.

  • La provascrittaconsiste in domande a risposta multipla sulle seguenti materie: Codice della strada e Regolamento di esecuzione;

Nozioni di diritto penale, procedura penale e di pubblica sicurezza; Normativa in materia di commercio, edilizi e ambiente;

Legge quadro sul1’Ordinamento della Polizia Locale n.65/86 e Legge Regionale Puglia;

T.U. delle leggi sull’Ordinainento degli Enti Locali 267/00;

Elementi di diritto costituzionale, amministrativo e del diritto di accesso agli atti; Accertamenti e tiattanienti sanitari obbligatori;

Diritti e doveri dei pubblici dipendenti e codice di comportamento; Infortunistica stradale e tecniche di rilevazione degli incidenti; lingua inglese;

applicazioni informatiche più diffuse; modifica al sistema penale: Legge 689/91.

La prova scritta è volta ad accertare il possesso delle specifiche competenze e conoscenze della professionalità oggetto del concorso, in relazione alle materie previste dal bando, mediante la somministrazione di domande con risposta a scelta multipla. La prova si svolgerà mediante l’utilizzo dl strumenti digitali.

Gli esiti della correzione della prova scritta, con i relativi punteggi, nel rispetto della normativa sulla privacy, saranno pubblicati sul sito web istituzionale del1’Ente.

  • Prova orale: consiste in un colloquio sulle materie oggetto della prova scritta, nell’accertamento della conoscenza della lingua inglese, al sensi dell’art.37 del D.Lgs. 165/01così come modificato dall’art.7, comma 1 del D.Lgs. 75/2017 attraverso la lettura e la traduzione di testi, nell’accertamento mediante prova pratica della conoscenza dell’uso delle apparecchiature delle applicazioni informatiche piu diffuse.

Le verifiche della conoscenza linguistica e in materia informatica non determinano punteggio ma saranno oggetto unicamente di giudizio.

Tutte le convocazioni e le comunicazioni inerenti il concorso, comprese eventuali modifiche al diario d’esame, saranno rese pubbliche esclusivamente tramite pubblicazione sito internet istituzionale del Comune di Stornarella almeno 20 giorni prima del loro svolgimento.

Ilcalendariodelle prove ha valore di notifica per gli interessati, a tuttigli effettidilegge.

ART. 8 CALENDARIO DELLE PROVE D’ESAME

Si invitano i concorrenti a consultare frequentemente i canali di comunicazione indicati e, comunque, sempre il giorno precedente la data delle prove d’esame, al fine di avere costante informazione delle date delle prove d’esame e di ogni altra informazione relative alla presente procedura concorsuale.

Le prove si svolgeranno in presenza, con applicazione delle disposizioni e dei protocolli anti covid pro tempore vigenti.

I candidati dovranno sempre essere muniti di documento di identità in corso di validità, a pena di inammissibilità. La mancata presentazione, ancorché ascrivibile a caso fortuito o a cause dì forza maggioi’e (ivi comprese cause di impedimento riconducibili al Covid 19), nel luogo, giorno e ora stabiliti pei’ le prove, ovvero il mancato rispetto delle prescrizioni impartite da eventuali protocolli contro la diffusione del COVID 19, comporta l’esclusione dalla procedura.

Art. 9 – INFORMAZIONI GENERALI

Trattamento economico:

La retribuzione per la categoria “C” posizione economica “C”1 di inquadramento è stabilita dal

C.C.N.L. Funzioni locali 31-05-2018, ed è composta dalle seguenti voci retributive:

  • retribuzione tabellare annuale (dodici mensilità)
  • tredicesima mensilità in misura di un dodicesimo per ogni mese di servizio prestato;
  • indennità di comparto annuale (dodici mensilità)

Alla retribuzione sopra indicata possono aggiungersi, se spettanti:

  • le quote per 1’assegno al nucleo familiare;
  • le voci stipendiali variabili del salario accessorio se e in quanto dovute, quali: premi di produttività, indennità di reperibilità, indeniutà condizioni di lavoro, indennità di turno, indeiuiità di responsabilità Cd eventuale trattamento per lavoro straordinario secondo quanto previsto dal CCNL e dal CCDI.

La retribuzione è corrisposta al loido delle ritenute fiscali e oneri di legge. ART.9 — GRADUATORIA E NOMINA

In esito alle prove d’esame è formulata la graduatoria dei concorrenti risultati idonei a tutte le prove.

La graduatoria è formulata sulla base del JauntegglO Conseguito nelle prove d’esame e nei titoli professionali, con l’applicazione dei titoli di preferenza previsti dall’art. 5, comma 4 e 5, del Dpr 487/94e tenendo conto della riserva prevista ai sensi dell’art. 1014, commi 3 e 4 e dell’art. 678, comma 9.

I vincitori saraiuio nominati con apposito atto, cui seguirà la stipula del contratto individuale di lavoro per il posto ricoperto.

La graduatoria è pubblicata sul sito Internet del Comune di Stornarella Amministrazione trasparente Bandi di concorso ed all’albo pretorio.

La graduatoria ha validità triennale, salvo proroghe disposte dal Legislatore e potrà essere utilizzata nel rispetto delle disposizioni di Legge riguardanti le assunzioni di personale vigenti al momento del suo utilizzo.

Dalla data di pubblicazione a1l’Albo decorre il telmine per l’eventuale impugnativa entro 60 giorni dinanzi al T.A.R competente ovvero entro 120 giorni mediante ricorso straordinario al Capo dello Stato;

Al personale assunto a qualsiasi titolo presso il Comune di Stornarella non potrà essere concessa la mobilità esterna se non siano trascorsi almeno 5 anni dalla data di assunzione (art 14 bis Legge ri 26/2019).

La graduatoria potrà essere utilizzata, anche, nei termini di validità, anche per:

-la copertura dei posti a seguito di rinuncia o cessazione dei vincitori;

-la copertura di ulteriori posti, della stessa categoria e piofilo professionale, che si dovessero rendere vacanti nel periodo temporale di rifeiimento dello stesso piano occupazionale; le assunzioni con rapporto di lavoro a tempo determinato, della stessa categoria e profilo professionale.

L’esito del concorso sarà comunicato tramite pubblicazione sul sito istituzionale — Home Page a tutti i candidati che avranno sostenuto le prove d’esame del concorso.

ART.10 -TRATTAMENTO DATI PERSONALI:

Il titolare del trattamento dei datl e il Comune di Stornarella, con sede in STORNARELLA — Corso Garibaldi 71048.

Rappresentante Legale: SINDACO Massiiiio Colia

Stornaiella Email: stornare11a.ray libero.itPec :comunedistornarel1aValeupCC.it

Dati di contatto RPD: Responsabile del trattamento e protezione dei dati: avv. Brunetti Adamo Finalità.

Ai sensi del D.lgs. 196/2003 (Codice in materia di Protezione dei dati personali), come modificato e integrato dal DLgs. 101/2018, e del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27/04/2016, i dati foniiti dai candidati saranno raccolti per le finalità di gestione della

presente selezione e saranno tiattati in conformità delle predette disposizioni normative anche successivamente all’eventuale instaurazione del rapporto di lavoro.

I dati dell’interessato sono raccolti per la finalità determinata, esplicita e legittima relativa alla gestione del processo/procedimento/attività di Politiche del lavoro – Gestione delle attività relative all’incontro domanda/offerta di lavoro, comprese quelle relative alla formazione professionale. Successivamente alla raccolta, i dati sono trattati in modo che non sia incompatibile con la predetta finalità. Un ulteriore trattamento, a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o a fini statistici non è, conformemente all’articolo 89, paragrafo 1 GDRP, considerato incompatibile con le finalità iniziali.

I dati acquisiti vengono trattati esclusivamente per la finalità di gestione del processo/procedimento amministrativo per il quale vengono raccolti, incluse le fasi di controllo e monitoraggio, e possono essere trattati anche per la gestione dei processi/procedimenti connessi e trasversali, e relativi al controllo di qualità del servizio e alla misurazione e valutazione della performance. I dati possono essere trattati, altresì, per adempiere ad eventuali obblighi previsti dalla legislazione europea, dalla legislazione italiana, statale e regionale e dalla vigente normativa regolamentare. Si precisa che, qualora il titolare del trattamento intenda trattare ulteriormente i dati personali per una finalità diversa da quella per cui essi sono stati raccolti, prima di tale ulteriore trattamento fornisce all’interessato informazioni in merito a tale diversa finalità e ogni ulteriore informazione pertinente. Si precisa, altresì, che i trattamenti di dati personali che rientrano nelle materie elencate nella Tabella consultabile in calce (art. 2-sexies, c. 2, D.lgs. 196/2003), si considerano di rilevante interesse pubblico.

Base giuridica: i trattamenti sono necessari per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento.

Legittimi interessi: non si applica al trattamento di dati effettuato dalle autorità pubbliche, nell’esecuzione dei loro compiti, la condizione di liceità del legittimo interesse.

Al di fuori di queste ipotesi i dati non saranno comunicati a terzi né diffusi, fatti salvi i casi in cui si renda necessario comunicarli ad altri soggetti coinvolti nell’attività istruttoria e nei casi specificamente previsti specificamente previsti dal diritto nazionale o de11’Unione europea.

  • Trasferimento: i dati personali, oggetto di trattamento, non vengono trasferiti a un paese terzo o a un’organizzazione internazionale.
  • Conservazione: i dati sono conservati in una fonda che consente l’identificazione dell’interessato per un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali essi sono stati raccolti o successivamente trattati, nel rispetto del principio di “limitazione della conservazione”

(art.5, par.1, lett e) del Regolamento) e in conformità alle norme sulla conservazione della documentazione amministrativa.

  • Diritti dell’interessato: l’interessato può esercitare il diritto di chiedere l’accesso ai dati personali; chiedere la rettifica; chiedere la cancellazione (“diritto a11’oblio”); chiedere la limitazione del trattamento; chiedere la portabilità de1 dati; di opporsi al trattamento; di non essere sottoposto a processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione.
  • Diritto di revocare il consenso: qualora il trattamento sia basato sul consenso, l’interessato ha diritto di revocare il consenso in qualsiasi momento senza pregiudicare la liceità del trattamento basata sul consenso prestato prima della revoca
  • Diritto di reclamo: se l’interessato ritiene che il trattamento dei dati personali venga effettuato in violazione di quanto previsto dal GDPR, lo stesso ha il diritto di proporre reclamo al Garante, come previsto dall’art. 77 GDPR stesso, o di adire le opportune sedi giudiziarie (art. 79 GDPR)
  • Conferimento: il conferimento è obbligatorio, e l’eventuale rifiuto comporta l’impossibilità di gestire il processo/procedimento/attività nel cui ambito vanno trattati i dati.
  • Processo decisionale automatizzato e profilazione: l’interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla Sua persona, salvi i casi previsti dal GDPR.
  • Ulteriori informazioni: in relazione alle finalità sopra descritte, i dati personali, contenuti in fascicoli, archivi/banche dati elettroniche e cartacee, sono trattati mediante strumenti elettronici, e senza strumenti elettronici, con modalità digitali e analogiche, e sono trasmessi attraverso reti non telematiche e telematiche unicamente dai soggetti designati e autorizzati al trattamento, operanti presso il titolare del trattamento, nonché’ dai responsabili e contitolari del trattamento.

A tutela dei dati, il Titolare adotta tutte le misure di sicurezza, tecniche e organizzative, indicate dal Regolamento, dal D. Lgs. n. 196/200 , dai provvedimenti del Garante, e definite dallo stesso titolare in base al principio di responsabilizzazione (account ability).

ART.11-DIRITTOD’ACCESSO

I candidati liaiuio facoltà di esercitare il diritto di accesso agli atti del procedimento concorsuale ai sensi della L . 7/8/1990 n. 241 e successive modificazioni ed integrazioni.

Il Responsabile del procedimento di approvazione del bando, delle procedure di ammissione alle prove, della nomina della commissione esaminatrice, nonché della approvazione della graduatoria finale di merito è il Responsabile del Settore AA. GG Sig. Luce Giuseppe.

Il Responsabile del procedimento concorsuale (dalla prima seduta della Commissione alla trasmissione degli atti del concorso al servizio Risorse Umane) è il Presidente della Commissione esaminatrice.

ART.12DISPOSIZIONIFINALI

L’Amministrazione si riserva la facoltà, a suo insindacabile giudizio, di sospendere, prorogare o revocare il presente bando di concorso senza che i concorrenti possano vantare alcunché e ad ogni e qualsiasi pretesa in merito al momento della presentazione della domanda.

Per quanto non espressamente previsto nel presente bando si fa riferimento alle disposizioni contenute nel DPR n. 487/94 e successive modifiche ed integrazioni.

La presentazione della domanda di partecipazione al concorso implica l’accettazione incondizionata delle norme stabilite nel bando stesso.

Per informazioni gli interessati potranno rivolgersi all’Ufficio Personale del Comune di Stornarella telefono 0885/4 7/215/221; mail:stornare1la.rag@libero.it

ART.13- PROCEDURA CONCORSUALE

Il presente procedura concorsuale si concluderà entro il termine massimo di 120 giorni, decorrenti dalla data di pubblicazione del seguente bando di concorso.

Il Responsabile del Servizio Personale Luce Giuseppe.

SMART WORKING NELLA PA

pubblico impiego e lavoro pubblico in smart

Quando è stato avviato il percorso di superamento dello smart working emergenziale nella Pubblica amministrazione?

Già il 10 marzo 2021, nel Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale siglato a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Mario Draghi, il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e i sindacati, si concordava che, “con riferimento alle prestazioni svolte a distanza (lavoro agile), occorre porsi nell’ottica del superamento della gestione emergenziale, mediante la definizione, nei futuri contratti collettivi nazionali, di una disciplina che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e l’orientamento ai risultati, concili le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative delle Pubbliche Amministrazioni, consentendo, ad un tempo, il miglioramento dei servizi pubblici e dell’equilibrio fra vita professionale e vita privata”.

Quali sono state le tappe successive?

Il Patto del 10 marzo ha segnato l’avvio di un percorso che ha reso possibile, in pochi mesi, il raggiungimento di tre tappe importanti:
1) la prima, a fine aprile (decreto legge “proroghe” n. 56/2021, articolo 1), ha riguardato il superamento di vincoli rigidi e soglie percentuali minime per l’applicazione dello smart working nella Pubblica amministrazione;
2) la seconda, dal 15 ottobre – coerentemente con la riapertura di tutte le attività economiche, sociali e culturali del Paese grazie al progredire delle vaccinazioni e all’obbligo di green pass per tutti i 23 milioni di lavoratori pubblici, privati e autonomi – ha permesso di ripristinare il lavoro in presenza come modalità ordinaria nella Pa (Dpcm 24 settembre e Dm 8 ottobre);
3) la terza, in parallelo, ha visto il decollo delle trattative per i rinnovi contrattuali, nell’ambito dei quali, in attuazione del Patto, devono essere disciplinati gli aspetti di tutela dei diritti dei lavoratori, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro connessi al lavoro agile (quali il diritto alla disconnessione, le fasce di contattabilità, il diritto alla formazione specifica, il diritto alla protezione dei dati personali, il regime dei permessi e delle assenze e ogni altro istituto del rapporto di lavoro e previsione contrattuale). In attesa che i nuovi contratti diventino operativi – il 21 dicembre è stata firmata la preintesa per il comparto funzioni centrali – questi aspetti sono stati anticipati per tutta la Pubblica amministrazione nelle “Linee guida in materia di lavoro agile nelle amministrazioni pubbliche”, concordate con i sindacati, sulle quali è stata acquisita l’intesa in Conferenza Unificata lo scorso 16 dicembre.

Che cosa prevedono le linee guida per il lavoro agile nella Pa?

Le linee guida, secondo quanto stabilito dalla legge 81/2017, prevedono che lo svolgimento del lavoro agile è rimesso all’accordo individuale con il lavoratore, in cui vengono definiti durata, modalità e obiettivi della prestazione. Le linee guida prevedono le seguenti ulteriori condizioni per lo  smart working:
a)      l’invarianza dei servizi resi all’utenza;
b)      l’adeguata rotazione del personale autorizzato alla prestazione di lavoro agile, assicurando comunque la prevalenza per ciascun lavoratore del lavoro in presenza;
c)      l’adozione di appositi strumenti tecnologici idonei a garantire l’assoluta riservatezza dei dati e delle informazioni trattati durante lo svolgimento del lavoro agile;
d)      la necessità, per l’amministrazione, della previsione di un piano di smaltimento del lavoro arretrato, ove accumulato;
e)      la fornitura di idonea dotazione tecnologica al lavoratore;
f)       il prevalente svolgimento in presenza della prestazione lavorativa dei soggetti titolari di funzioni di coordinamento e controllo, dei dirigenti e dei responsabili dei procedimenti;
g)      la rotazione del personale in presenza ove richiesto dalle misure di carattere sanitario;
h) il dovere di fornire al lavoratore idonea dotazione tecnologica, che garantisca la sicurezza e il divieto di ricorso all’utenza personale o domestica del dipendente, salvo i casi preventivamente verificati e autorizzati.

Come le amministrazioni pubbliche possono organizzare la rotazione dei lavoratori?

Ogni amministrazione può programmare il lavoro agile con una rotazione del personale settimanale, mensile o plurimensile.

Ciò consente di prevedere l’utilizzo dello smart working con ampia flessibilità, anche modulandolo, se necessario, sulla base dell’andamento dei contagi, tenuto conto che la prevalenza del lavoro in presenza contenuta nelle linee guida potrà essere raggiunta anche al termine della programmazione. In sintesi, ciascuna amministrazione potrà equilibrare lavoro agile e in presenza secondo le modalità organizzative più congeniali alla propria situazione, anche considerando l’andamento epidemiologico nel breve e nel medio periodo.

Qual è la disciplina di riferimento del settore privato?

Anche per il lavoro privato la legge di riferimento è la n. 81/2017, secondo cui per l’adozione dello smart working è necessario un accordo scritto tra datore di lavoro e dipendente che stabilisca durata, condizioni del recesso, modalità di esecuzione della prestazione, strumenti tecnologici utilizzati, nel rispetto del diritto alla disconnessione per il lavoratore. Insieme allo stato di emergenza, però, il cui termine è stato posticipato al 31 marzo 2022, è stata prorogata la procedura semplificata per l’accesso al lavoro agile, che non prevede di allegare alcun accordo con il lavoratore e che si basa esclusivamente sulla modulistica (un template per comunicare l’elenco dei lavoratori coinvolti) e sull’applicativo informatico resi disponibili dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Non sono ammesse altre modalità per l’invio della comunicazione.

Anche nel settore privato sono state approvate linee guida per lo smart working?

Sì. Il 7 dicembre 2021 il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha raggiunto l’accordo con le parti sociali sul primo “Protocollo Nazionale sul lavoro in modalità agile” nel settore privato. Il protocollo è del tutto simile alle linee guida sul lavoro agile emanate dal Dipartimento della funzione pubblica.

Qual è, adesso, la differenza fondamentale tra il lavoro agile nel settore pubblico e nel settore privato?

Fino al 31 marzo 2022, la differenza fondamentale sta nell’obbligatorietà, per il settore pubblico, dell’accordo individuale, come previsto dalla legge 81/2017, mentre nel settore privato è ancora ammessa la forma semplificata di smart working, senza necessità di accordo individuale.

Che cosa chiedono, dunque, quei sindacati e quelle forze politiche che invocano lo smart working generalizzato nella Pa?

Chi sta invocando lo smart working generalizzato nella Pubblica amministrazione non si accontenta del lavoro agile regolato, strutturato e ampiamente flessibile che è stato disegnato in maniera condivisa e partecipata in questi mesi – attraverso il confronto con i sindacati, e con l’intesa del Governo, delle Regioni, dei Comuni e delle Province – ma chiede il ritorno alla situazione del lockdown di marzo 2020.

Allora, con un decreto legge, l’attività ordinaria nella Pa divenne quella in lavoro agile, ma non per tutti i dipendenti. In quella fase drammatica, una parte di lavoratori pubblici, non potendo svolgere smart working per la natura delle loro mansioni, fu costretta a ricorrere all’utilizzo di ferie e permessi pregressi, fino ad arrivare, in alcuni casi, all’esonero dal servizio, continuando a percepire la retribuzione.  

Per i lavoratori dipendenti del settore privato, invece, nei casi in cui lo smart working non era possibile, si fece massiccio ricorso alla cassa integrazione. L’Italia viveva un’emergenza sanitaria caratterizzata dal dilagare di un virus sconosciuto contro il quale non esistevano vaccini.

Per questo il Governo era stato costretto a chiudere tutte le attività e i servizi sull’intero territorio nazionale, tranne quelli essenziali, e a limitare la circolazione delle persone. Oggi, fortunatamente, non siamo più in lockdown e il Paese sta tenendo aperte le sue attività, grazie alla campagna vaccinale e alla strategia del green pass e del super green pass. Il lavoro agile di massa non è più giustificato e ci sono tutti gli strumenti, comprensivi di diritti e di tutele per i lavoratori e per gli utenti dei servizi pubblici, che garantiscono ampia flessibilità organizzativa alle singole amministrazioni.

L’articolo 41-bis inserito in sede di conversione in Legge 4 agosto 2022 numero 122 del Decreto–legge 21 giugno 2022 numero 73 (cosiddetto Decreto Semplificazioni), modifica l’articolo 23 della Legge 22 maggio 2017 numero 81, in materia di smart working.

La norma dispone che dal 1° settembre 2022, il datore di lavoro comunica in via telematica al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, i nominativi dei lavoratori e la data di inizio e di cessazione delle prestazioni in modalità agile, secondo “le modalità individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali”.

I dati trasmessi al Ministero sono peraltro resi disponibili all’Inail.

Il successivo Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 22 agosto 2022 numero 149, ha adottato il modello concernente la comunicazione semplificata.

Backt to Scuola e ora di ricevimento

La cosiddetta ora di ricevimento settimanale e un’ usanza che continua ad essere in vigore in molte scuole secondarie.

Dirigenti scolastici zelanti tentano ora di esportarla alla primaria. II lavoro gratuito ed extra contrattuale non esiste, é illegittimo, inoltre non vi e alcuna traccia nel contratto vigente. L’art. 29 del CCNL precisa che per assicurare un rapporto efficace con le famiglie e gli studenti, in relazione alle diverse modalità organizzative del servizio, il consiglio d’istituto sulla base delle proposte del collegio dei docenti definisce le modalità e i criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie degli studenti, assicurando le concrete accessibilità al servizio, pur compatibilmente con le esigenze di funzionamento dell’istituto e prevedendo idonei strumenti di
comunicazione tra istituto e famiglie.

II contralto e chiaro nell’indicare le modalità di svolgimento dei rapporti anche individuali con le famiglie: esse vanno stabilite dal consiglio di istituto sulla base delle proposte del collegio dei docenti. Pertanto non proponete di inserire l’ora di ricevimento parenti nell’orario settimanale dei docenti: è necessario prevedere incontri
individuali previo appuntamento. L’obbligo di avere rapporti individuali con le famiglie é previsto tra le attività individuali che non possono essere quantificate poichè ciascun docente può impiegare periodi diversi per correggere gli elaborati, preparare le lezioni e colloquiare con i genitori, a seconda della sua professionalità e delle situazioni.

Ore aggiuntive: docenti


L’art. 28 del CCNL 24/7/03 aveva previsto ii riesame e l’uniformazione della retribuzione per le attività aggiuntive e delle ore eccedenti d’insegnamento che non
e stato ancora fatto neppure con il nuovo, che ribadisce che le attività aggiuntive e le ore eccedenti d’insegnamento restano disciplinate dalla legislazione e dalle norme contrattuali, nazionali e integrative, attualmente vigenti all’atto della stipula del presente CCNL.

Oggi quando si svolgono ore aggiuntive o eccedenti si possono percepire differenti compensi.
Le attività aggiuntive di insegnamento sono deliberate dal collegio dei docenti a livello di istituto, nell’ambito delle risorse disponibili, possono essere attribuite fino
ad un massimo di 6 ore settimanali che consistono in interventi didattici, integrativi o di arricchimento.
Sono interamente a carico del F.I.S. e la misura oraria e prevista dalla Tabella 5 – Misure del compenso orario lordo tabellare spettante dal 31.12.2007 al personale docente per prestazioni aggiuntive all’orario d’ obbligo da liquidare a carico del fondo dell’istituzione scolastica.
Attività aggiuntive funzionali all’insegnamento (di non insegnamento): consistono nello svolgimento di compiti relativi alla progettazione ed alla produzione di materiali utili per la didattica, con particolare riferimento a prodotti informatici ed in quelle eccedenti le 40 ore previste per la partecipazione alle riunioni del collegio dei docenti, compreso l’attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno e l’informazione sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull’andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni scolastiche.

Sono a totale carico del F.I.S. e la misura oraria, prevista dalla Tabella 5 del CCNL 24/7/2003 è pari ad € 17,50 l’ora.

o

Assenza dal lavoro: scuola e docenti

I docenti, salvo legittimo impedimento, devono comunicare l’assenza e la continuazione di malattia (con un nuovo certificato) a scuola entro l’inizio del proprio orario di lavoro specificando anche quanti giorni di assenza si prevedono.

La comunicazione deve avvenire per lettera o telegramma, fax o altro mezzo riscontrabile e deve indicare il luogo di domicilio durante l’assenza, se diverso da quello conosciuto dalla scuola.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha fornito informazioni e indicazioni operative in materia di trasmissione per via telematica dei certificati di malattia. Infatti il certificato medico attestante l’assenza per malattia del dipendete pubblico dovrà essere inviato per via telematica all’INPS direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che lo rilascia.

Una volta completata la procedura di compilazione e di invio del certificato di malattia all’INPS, il medico rilascia al lavoratore copia cartacea del certificato e dell’attestato di malattia ovvero, anche in alternativa inoltra alla casella di posta elettronica o di posta elettronica certificata del lavoratore una copia di tali documenti in formato pdf.

In caso di impossibilità da parte del medico di provvedere alla stampa di copia cartacea del certificato e dell’attestato di malattia ovvero di inoltro alla casella di posta elettronica o certificata del lavoratore di una copia di tali documenti, il medico provvede comunque a comunicare al lavoratore il numero di protocollo identificativo del certificato emesso.

L’invio telematico assolve il lavoratore dall’invio tramite raccomandata A/R del certificato alla propria amministrazione entro i due giorni successivi all’inizio del malattia, ma resta fermo il suo obbligo di segnalare tempestivamente la propria assenza e l’indirizzo di reperibilità, qualora diverso dalla residenza o dal domicilio abituale, per i successivi controlli medico fiscali.

Durante la malattia il docente è soggetto all’obbligo di reperibilità dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 e l’Amministrazione ha l’obbligo di procedere agli accertamenti fiscali anche per un solo giorno, salvo impedimenti organizzativi e funzionali.

Cosa fa l’ispezione del medico fiscale INPS in caso di malattia del docente?

Il medico che effettua la visita fiscale, una volta constata l’assenza del docente dal proprio domicilio, lascia una comunicazione con l’invito a sottoporsi a visita ambulatoriale per il giorno successivo, non festivo, e a giustificare l’assenza dal domicilio alla scuola di appartenenza entro quindici giorni.

Se il docente non giustifica o se la giustificazione fosse ritenuta inidonea, l’amministrazione deve procedere alla trattenuta dello stipendio.

L’assenza ingiustificata diminuisce la retribuzione di 1/30 per ogni giorno e non viene calcolata né per l’anzianità pensionistica e previdenziale, né per carriera, ferie o tredicesima. Un’assenza ingiustificata ed arbitraria dal servizio per un periodo superiore a dieci giorni conscutivi lavorativi prevede la sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso ex articolo 95 del CCNL.

In ogni caso il docente potrà assentarsi per visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, previa comunicazione alla scuola della diversa fascia oraria di reperibilità da osservare.

Infine, per ogni singolo periodo di malattia nei primi dieci giorni di assenza sarà corrisposto solo il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio.

Dipendenti Pubblici per assenze per malattia da Covid

Trattamento economico

Il Ministero della Giustizia, con la circolare interna allegata, richiamando testualmente un parere acquisito dal DFP (indubbiamente valido per tutte le pubbliche amministrazioni), ha chiarito che la disposizione di cui all’art. 87, comma 1, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, con legge dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 è ancora vigente “in quanto non abrogata o modificata dal citato decreto legge n. 24, né da altre fonti normative”.

“Pertanto, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, in caso di accertata positività al Covid-19, l’assenza per malattia è equiparata, sotto il profilo della retribuzione, al ricovero ospedaliero come disciplinato nei relativi CCNL di Comparto e non è ricompresa nel computo del periodo di comporto”.

OGGETTO: Trattamento economico e giuridico da applicare alle assenze per malattia dovuta a COVID: vigenza articolo 87, comma 1 del decreto legge 17 marzo
2020, n. 18, convertito, con modificazioni, con legge dalla legge 24 aprile 2020, n. 27.


In merito alla problematica indicata in oggetto alcuni Uffici giudiziari, stante la cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 per effetto del decreto
legge 24 marzo 2022, n. 24, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 maggio 2022, n. 2 52, hanno chiesto se sia ancora applicabile la disciplina dettata dall’articolo 87, comma 1 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27.
Al fine di fornire univoche indicazioni agli Uffici è stato posto specifico quesito al Dipartimento della Funzione Pubblica – Ufficio per l’organizzazione ed il lavoro pubblico

  • Servizio per il trattamento del personale pubblico.
    A tal proposito il Dipartimento interessato ha chiarito che la disposizione di cui all’art. 87, comma 1, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, con legge dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 è ancora vigente “in quanto non abrogata o modificata dal citato decreto legge n. 24, né da altre fonti normative”.
    “Pertanto, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, in caso di accertata positività al Covid-19, l’assenza per malattia è equiparata, sotto il profilo della retribuzione, al ricovero ospedaliero come disciplinato nei relativi CCNL di Comparto e non è ricompresa nel computo del periodo di comporto”.
    Considerati gli interessi sottesi alla problematica analizzata si prega di diramare la presente nota al personale in servizio presso i rispettivi Uffici.
  • IL DIRETTORE GENERALE
    Alessandro Leopizzi
    LEOPIZZI ALESSANDRO
    MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
    04.07.2022 16:52:40 UTC

Pubblica amministrazione: comando e distacco, come muoversi

avvisi di mobilità e interscambio

Prima del comando è opportuno che le amministrazioni interessate alla mobilità si accordino sul riparto dei costi: per esempio potrebbe essere sufficiente anche un intervento della Conferenza dei Sindaci che individui i criteri di riparto dei costi del dipendente in via autonoma ovvero una determina relativa al riparto dei costi generali dell’Ufficio, ai quali dovrà partecipare pro quota, anche l’Ente comandante.

Qualora il lavoratore venga assegnato ad altro Ente in posizione di comando (e quindi l’assegnazione è giustificata dalla sussistenza di un interesse proprio dell’ente ricevente), l’amministrazione che ne utilizza le prestazioni:

a) è tenuta a rimborsare all’amministrazione di appartenenza del personale l’onere relativo al trattamento fondamentale, secondo modalità e tempistica opportunamente preventivamente concordate;

b) è tenuta ad erogare direttamente al personale il trattamento economico accessorio, secondo le regole e modalità fissate dalla propria contrattazione decentrata integrativa, sopportandone quindi i relativi oneri.

Secondo l’ARAN non spetta al dipendente comandato l’indennità di trasferta secondo la disciplina di cui all’art. 41 del CCNL 14 settembre 2000. L’istituto del comando o distacco riguarda una temporanea assegnazione di una sede di servizio diversa da quella abituale (che diventa una temporanea sede ordinaria di servizio) presso un altro ente che si avvantaggia delle prestazioni del lavoratore interessato.

La condizione del rapporto in comando è diversa di quella del rapporto in trasferta. Nel primo caso (comando) il dipendente cessa temporaneamente di essere alle dipendenze funzionali dell’ente di appartenenza per passare alle dipendenze funzionali di altro datore di lavoro (pubblico o privato); in questo periodo lo stesso dipendente acquisisce anche una nuova ordinaria sede di lavoro; l’onere per il pagamento della retribuzione (fondamentale e accessoria) e a carico del datore di lavoro che effettivamente fruisce delle prestazioni del lavoratore.

Nel secondo caso (trasferta) il dipendente continua ad essere a tutti gli effetti alle dipendenze funzionali dell’ente di appartenenza, ma gli è ordinato di prestare la propria attività, in via del tutto eccezionale e temporanea, in una località diversa dalla propria ordinaria sede di servizio; per questo motivo ha diritto ad una diaria (che compensa il disagio) ed al rimborso delle spese sostenute.

Nel rapporto di pubblico impiego, non è necessaria la predeterminazione della durata del coniando o distacco, ancorché requisito proprio di tale istituto sia la temporaneità, potendo l’applicazione del dipendente presso altra amministrazione durare finché duri il corrispondente interesse dell’amministrazione datrice di lavoro distaccante.

Configurabilità del comando

Ai fini della configurabilità di una situazione di comando o distacco è determinante l’esistenza del concreto e persistente interesse (la cui mancanza o il cui venir meno determina l’instaurazione di un rapporto diretto fra il lavoratore distaccato ed il terzo che ne utilizza le prestazioni), senza che sia rilevante, di per sé stessa, la durata, più o meno lunga, dell’applicazione del dipendente presso l’amministrazione terza.

Di recente si segnala la decisione del TAR Emilia-Romagna sentenza 14 agosto 2017, n. 277 per la quale “il collocamento fuori ruolo costituisce un istituto modificativo del rapporto di impiego comportante una diversa modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, con diretta ed immediata incidenza sull’Amministrazione di appartenenza (in senso conforme, Corte dei conti, sez. cont., 19 gennaio 1996 n. 12, in Cons. Stato 1996, 1I, 739); prestazione lavorativa che è bene precisare – resta sempre una prestazione resa ad una Pubblica Amministrazione e nel pubblico interesse, in conformità all’art. 98 primo comma.

Il collocamento fuori ruolo

Così il collocamento fuori ruolo, dunque, deve essere inteso come naturalmente ad tempus e può essere disposto laddove esso sia previsto da una esplicita disposizione normativa ed entro limiti numerici predefiniti in relazione all’organico di ciascuna Pubblica Amministrazione; inoltre, lo svolgimento dell’incarico comportante il fuori ruolo da parte del dipendente deve corrispondere ad un interesse dell’Amministrazione di appartenenza ed essere estraneo ai compiti istituzionali di questa” (così, Cons. Stato, sez. IV, 30 aprile 2012, 1-1. 2486).

Per quanto concerne, invece, il trattamento del dipendente distaccato l’art. 19, comma 2, del CCNL del 22 gennaio 2004 dispone che: Le parti concordano nel ritenere che gli oneri relativi al trattamento economico fondamentale e accessorio del personale ‘distaccato’ a prestare servizio presso altri enti, amministrazioni o aziende, nell’interesse dell’ente titolare del rapporto di lavoro, restano a carico dell’ente medesimo.

Vi è da precisare che comunque, sia il Ministero del Lavoro (circolare n. 3/2004), sia la giurisprudenza (Cass., sez. un., 13 aprile 1989, n. 1751) ritengono legittimo quanto avviene di prassi, ossia che il datore di lavoro distaccante possa ottenere dal distaccatario (che beneficia della prestazione del lavoratore) un rimborso degli oneri connessi al trattamento economico del dipendente. Tale rimborso, tuttavia, non può superare quanto effettivamente corrisposto al lavoratore dal datore di lavoro distaccante, ossia non potrà superare il costo aziendale sostenuto per il lavoratore distaccato durante il periodo di distacco. Diversamente, si cade nei casi di illecita somministrazione di manodopera.

È legittimo, in quanto di natura ampiamente discrezionale, il provvedimento con il quale l’Amministrazione dispone la cessazione del di-pendente dalla posizione di “comando” per sopraggiunte esigenze di servizio (Cons. Stato, sez. VI, 8 gennaio 2003, n. 2).

Se è vero che il comando è finalizzato al perseguimento dell’interesse dell’Amministrazione presso cui il dipendente comandato va a prestare servizio e che quindi rientra nei poteri di quest’ultima di attivarsi ai fini della cessazione degli effetti di detto provvedimento, è vero altresì che il dipendente comandato presso altra amministrazione non acquisisce un nuovo rapporto di impiego né modifica quello originario restando sotto-posto alla pregressa regolamentazione giuridica dell’ente di provenienza con l’unica variante della prestazione di fatto del servizio a favore di una amministrazione diversa, sostituendosi, quest’ultima, solo nell’esercizio dei poteri di supremazia gerarchica.

Pertanto unico soggetto legittimato ad intervenire su quel rapporto, ad esempio, con un provvedimento di revoca del comando, è l’ente rispetto al quale permane il rapporto di dipendenza organica, mentre il potere dell’ente che si è giovato dell’attività del personale comandato si concretizza solo nella possibilità di attivarsi perché vengano meno gli effetti dell’originario provvedimento (Cons. Stato, sez. IV, 30 gennaio 2001, n. 322).

Il distacco

Il distacco non comporta l’istituzione di un nuovo rapporto di impiego con la Pubblica Amministrazione presso la quale il lavoratore è distaccato, né varia lo stato giuridico del dipendente. È illegittima la revoca di un distacco disposta non per il sopravvenire di ragioni organizzative, ma per valutazioni attinenti alla legittimità dell’operato del dipendente che possono al più sfociare nell’irrogazione di una sanzione disciplinare.

Attestazione ISEE con omissioni/difformità del patrimonio mobiliare (o del reddito)

ISEE PRECOMPILATO

Assegno unico familiare e ISEE quest’anno passeggiano assieme e ci si ritrova a collegarsi al sito INPS per provare autonomamente a compilare il precompilato.

I campi richiedono l’indicazione del patrimonio immobiliare e mobiliare di entrambi i coniugi, anche se quando si spunta una voce spesso il campo “patrimonio mobiliare” si bagga e non è possibile inserire alcun dato.

Una volta inviato per la verifica il modello spesso si riceve l’attestazione ISEE con omissioni/difformità, cioè i dati patrimoniali indicati in DSU, tuttavia, pur avendoli inseriti correttamente perché rilevati direttamente dalla certificazione che mi è stata rilasciata dagli intermediari finanziari e ciò anche con riferimento ai valori dei saldi e delle giacenze al 31 dicembre del secondo anno solare antecedente che ho riportato fedelmente.

Ci si domanda se è possibile a questo punto, utilizzare l’attestazione seppur difforme per richiedere la prestazione sociale che ci
interessa?

Se l’attestazione ISEE rilasciata dall’INPS contiene omissioni o difformità del patrimonio mobiliare (o del reddito), si fa presente che l’attestazione medesima è valida a tutti gli effetti sulla base di quanto previsto dal DPCM 159/2013, ancorché difforme. Pertanto, si rappresentano le seguenti possibilità a seconda del caso:

a) se ha indicato correttamente tutti i valori del patrimonio mobiliare, come risultanti dalla certificazione rilasciata dall’intermediario finanziario (es. banca, poste italiane ecc.), anche con riferimento agli importi esatti dei saldi e delle giacenze medie riferibili al secondo anno solare antecedente (es. nel 2020, i saldi e le giacenze medie al 31 dicembre 2018), può presentare domanda per la prestazione sociale agevolata di suo interesse presso l’ente erogatore, utilizzando l’attestazione ISEE anche con omissioni o difformità. Difatti, se i valori indicati sono completi e corretti, anche facendo una nuova DSU risulterebbe comunque sempre difforme.

L’Ente che deve erogare la prestazione in questo caso ha facoltà di chiederLe la documentazione idonea per comprovare la completezza e veridicità dei dati indicati nella dichiarazione, ad esempio, inviandoLe un sms, una raccomandata, una lettera.

Qualora dalla verifica della documentazione venga riscontrata la correttezza dei dati autodichiarati, l’ente erogatore riconoscerà il beneficio.

Tuttavia, se l’Ente erogatore non si avvale di tale facoltà e la documentazione non dovesse essere richiesta non sussistono, ai sensi di legge, i presupposti per l’Ente stesso per negarle la prestazione in quanto si ribadisce che l’attestazione è valida sulla base del DPCM 159/2013;

b) se invece, ha omesso di indicare uno o più rapporti finanziari (ovvero redditi risultanti da certificazioni fiscali) deve presentare una nuova DSU o farsi rettificare la DSU precedente dal CAF, laddove l’errore l’abbia commesso l’intermediario. La nuova DSU dovrà contenere le informazioni che in precedenza erano state omesse o esposte non correttamente.

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