Nei prossimi cinque anni gli enti locali saranno in grado di recuperare i 70.000 posti di lavoro persi nell’ultimo decennio

Mantenuti gli impegni con gli enti locali: la sfida del Pnrr si vince insieme

✅ In Conferenza Stato-Città intesa sul decreto ministeriale per le assunzioni nelle Province e nelle Città metropolitane

➡️ Oggi è un bel giorno per le istituzioni democratiche. Il Governo ha mantenuto gli impegni con gli enti locali e il Parlamento ha saputo raccogliere con altrettanta responsabilità il grido di dolore dei sindaci, approvando in commissione Bilancio alla Camera gli emendamenti al decreto Pnrr che consentono, in deroga agli attuali limiti finanziari, di realizzare assunzioni a tempo determinato nelle amministrazioni territoriali per circa 15.000 posti l’anno. Un intervento che non esclude gli enti in dissesto e pre-dissesto.

Per i Comuni con meno di 5.000 abitanti è istituito un fondo di 30 milioni di euro annui dal 2022 al 2026. È, inoltre, autorizzato l’utilizzo di 67 milioni di euro destinati ai Comuni del Mezzogiorno per le assunzioni a tempo determinato per il Pnrr. Le misure a favore di Comuni, Città metropolitane e Province non finiscono qui, ma continueranno sia nella legge di bilancio, sia per via amministrativa, come concordato nel vertice del 3 dicembre.

Oggi in Conferenza Stato-Città è stata anche acquisita l’intesa sullo schema di decreto attuativo per le assunzioni di personale da parte delle Province e delle Città metropolitane, che ho già firmato e inviato ai ministri dell’Economia e dell’Interno per la sottoscrizione. Un provvedimento atteso dal 2019, che finalmente si sblocca.

Nei prossimi cinque anni gli enti locali saranno in grado di recuperare i 70.000 posti di lavoro persi nell’ultimo decennio. Il rafforzamento della capacità amministrativa e progettuale è cruciale per affrontare la sfida del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Una sfida che si vince solo insieme.AnciProvince Italiane UPIDipartimento per gli Affari Regionali e le AutonomieDipartimento della Funzione Pubblica

Congedi parentali e smart working prorogati nel pubblico impiego

pubblico impiego e vaccini anti covid

Fino al 31 marzo 2022 sono prorogati i congedi parentali al 50% per i genitori con figli in quarantena causa Covid ed è prorogata anche la possibilità di smart working per i lavoratori fragili.

Lo prevede la bozza del dl sul Covid. Con decreto ministeriale, “da adottare entro trenta giorni, sono individuate le patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità, in presenza delle quali, fino al 31 marzo 2022, la prestazione lavorativa è normalmente svolta in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione, e specifiche attività di formazione professionale sono svolte da remoto”.

Avviso di selezione per 7 agenti di Polizia Locale

avvisi di mobilità e interscambio

BANDO E AVVISO DI SELEZIONE PER L’ASSUNZIONE DI N. 7 AGENTI DI POLIZIA LOCALE, CON CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO CATEGORIA ECONOMICA “C1” DEL CCNL FUNZIONI LOCALI CON LA RISERVA AI VOLONTARI IN FERMA BREVE E PREFISSATA DELLE FORZE ARMATE DI NUMERO 1 UNITA’ (ex artt. 678 comma 9 e 1014 del D.Lgs.vo n. 66/2010), DA INSERIRE NELL’AREA VI ORGANIZZATIVA – CORPO POLIZIA LOCALE E PROTEZIONE CIVILE – G.U. n. 94 del 26.11.2021

E’ indetta una selezione pubblica, per soli esami – consistente in una prova fisica preselettiva, una prova scritta e una orale, per l’assunzione di n. 7 unità a tempo pieno ed indeterminato per 7 (sette) Agenti di Polizia Locale – profilo “Agente di Polizia Locale”, Cat. C.


I candidati che stipuleranno contratti individuali di lavoro a tempo indeterminato saranno inquadrati nel profilo professionale di Agente Polizia Locale categoria C – posizione economica C.1. Si precisa che, per gli effetti del D. Lgs. 66/2010, art. 1014, comma 1 lett. b), è prevista la riserva del 20% dei posti messi a concorso, pari a 1 (UNO), a favore dei volontari in ferma breve e ferma prefissata delle Forze armate (previo superamento di tutte le prove oggetto della presente selezione) congedati senza demerito ovvero durante il periodo di rafferma nonché dei volontari in servizio permanente, fermi restando i diritti dei soggetti aventi titolo all’assunzione ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68, e tenuto conto dei limiti previsti dall’articolo 5, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, e successive modificazioni, e dall’articolo 52, commi 1-bis e 1-ter, del decreto legislativo 30marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, da assumersi nel triennio 2021-2023.

Coloro che intendono avvalersi di tale riserva ne devono fare espressa dichiarazione nella domanda di partecipazione al concorso.

Nel caso non vi sia candidato idoneo appartenente a tale categoria il posto sarà assegnato al primo candidato utilmente collocato in graduatoria.

Le domande devono essere presentate entro il 30° (trentesimo) giorno dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale – Concorsi.
È garantito il rispetto del principio di pari opportunità di trattamento fra uomini e donne sul lavoro secondo la L. 10/04/1991, n. 125. Le mansioni da svolgere sono quelle ascrivibili alla categoria C di cui alle declaratorie dell’allegato A del CCNL 31.03.1999, nonché quelle di cui alla Legge 7 marzo 1986 n. 65 e s.m.i. e della L.R. Puglia n. 37/2001 e dei vigenti Regolamenti Uffici e Servizi e Corpo di Polizia Locale.

Si precisa che:
• l’Amministrazione si riserva la facoltà di prorogare, sospendere, revocare o modificare il presente avviso, senza che i candidati possano vantare diritti di sorta, nonché di non procedere alla copertura dei posti oggetto della selezione qualora non si rilevino la professionalità, le competenze necessarie per l’assolvimento delle mansioni richieste dalla categoria e dalla specifica funzione da ricoprire nonché in caso di sopravvenuti vincoli legislativi e/o finanziari;
• l’avviso non costituisce in alcun caso diritto all’assunzione a qualsiasi titolo e non vincola in alcun modo l’Amministrazione Comunale, che si riserva, altresì, la facoltà di non dar corso alla procedura a seguito della variazione delle esigenze organizzative dell’Ente;
• l’Amministrazione si riserva di utilizzare l’eventuale graduatoria degli idonei per eventuali assunzioni per esigenze stagionali con contratto a tempodeterminato nel ruolo di agente di Polizia Locale, per il triennio di vigenza.
• La partecipazione alla presente procedura concorsuale sarà considerata quale manifesta adesione, per fatti concludenti, a tutte le eventuali prescrizioni ed indicazioni relative all’emergenza sanitaria COVID-19 che verranno fornite dal Comune di Monopoli per i comportamenti da tenere in sede di espletamento delle prove, con il conseguente impegno a conformarsi alle stesse.
Il trattamento economico applicato sarà il seguente: stipendio tabellare annuo lordo e indennità, come da Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro/Comparto Funzioni Locali, con inquadramento nella categoria C e posizione economica C.1; rateo della 13^ mensilità; salario accessorio in relazione alle prestazioni di lavoro effettuate.
Gli assunti saranno iscritti ai competenti istituti ai fini previdenziali ed assistenziali, secondo gli obblighi di legge vigenti per i dipendenti degli Enti Locali ed il profilo professionale interessato. Il trattamento economico è soggetto alle ritenute previdenziali e fiscali nelle misure stabilite dalla legge.

Come pagare i contributi dei nostri figli a scuola con PAGOPA

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Imbattendosi nei pagamenti online è possibile pagare i contributi volontari scolastici online, direttamente da casa o dal proprio ufficio, basta disporre di una connessione e di un computer o smartphone e il gioco è fatto.

Con Pago In Rete, il servizio centralizzato per i pagamenti telematici del Ministero dell’Istruzione, è possibile eseguire i pagamenti dei contributi e delle tasse per i servizi scolastici o per le istanze al Ministero con il sistema pagoPA.

Accedendo con PC, Tablet, Smartphone puoi scegliere di pagare subito online con carta di credito, addebito in conto (o con altri metodi di pagamento) oppure di eseguire il versamento presso le tabaccherie, sportelli bancari autorizzati,  uffici postali o altri prestatori di servizi di pagamento (PSP), scaricando il documento di pagamento predisposto dal sistema, che riporta QR-Code e Bollettino Postale PA.

Oltre all’esecuzione di pagamenti, Pago In Rete ti mostra tutti pagamenti eseguibili, ti avvisa per ogni nuovo versamento richiesto dalle scuole, ti fornisce le ricevute telematiche e gli attestati validi ai fini fiscali per tutti pagamenti telematici effettuati.

Danno biologico, le tabelle Inail per gli indennizzi

In quanto pregiudizio dell’integrità psicologica o fisica di un soggetto, il danno biologico può essere provocato, tra l’altro, da una malattia professionale, da un infortunio sul lavoro o da un viaggio in itinere. In circostanze del genere, a provvedere al risarcimento del danno è direttamente l’Inail, a seconda della copertura assicurativa che è stata sottoscritta dal datore di lavoro. L’entità dell’indennizzo varia a seconda della menomazione che si è patita per l’infortunio, del sesso, dell’età e della percentuale di menomazione. L’Inail, secondo quanto previsto dal D. L. n. 38 del 2000, ha collocato tali variabili in quattro tabelle differenti finalizzate al calcolo del danno biologico: la tabella delle menomazioni, la tabella di indennizzo in capitale, la tabella di indennizzo in rendita e la tabella coefficienti, a cui si deve ricorrere unicamente nel caso in cui la menomazione sia superiore al 16%.

Le Tabelle di Milano

In materia di danno biologico, non sono queste le sole tabelle a cui i professionisti fanno riferimento.  Vanno citate, infatti, anche le tabelle macropermanenti e le cosiddette Tabelle di Milano, che rappresentano il principale parametro nazionale in materia di indennizzi. Per ciò che riguarda la liquidazione del danno biologico, nel momento in cui vengono meno i parametri individuati dalla legge, è opportuno che l’adozione della regola equitativa assicuri una adeguata valutazione del caso concreto e, al tempo stesso, uniformità di giudizio in relazione a casi che potrebbero essere giudicati nello stesso modo. Se danni identici vengono liquidati in modo differente perché sono stati analizzati da uffici giudiziari diversi, non si può parlare di equità. In ogni caso il giudice è libero di considerare che vi siano concrete circostanze tali da giustificare l’abbandono.

Assisto e gli specialisti del settore

Quando si ha la necessità di una tutela completa dopo un grave danno o addirittura un omicidio stradale che ha coinvolto un proprio familiare, è consigliabile fare affidamento sul team di Assisto, che fornisce in maniera del tutto gratuita sia il supporto legale indispensabile in situazioni del genere, sia sostegno medico e psicologico. Con il suo network di professionisti operativi in tutta Italia, Assisto si pone a fianco dei soggetti danneggiati e dei loro parenti, mettendo a disposizione le competenze che occorrono nel settore del risarcimento del danno, assistendo i danneggiati che spesso decidono, magari per pudore, di non monetizzare il danno patito e il relativo dolore, che ha un valore affettivo più che economico.

La liquidazione in via equitativa

Come si è visto, affinché il danno biologico possa essere ristorato, è indispensabile che la liquidazione si svolga in via equitativa, in quanto il danno in questione non può ricoprire una consistenza di tipo reddituale o economico. Se è vero che la salute rappresenta il bene principale, è altrettanto vero che non la si può compensare per mezzo di una misura patrimoniale, e di conseguenza la liquidazione non si può considerare del tutto satisfattiva.

Una valutazione discrezionale

In altri termini, quella che sta alla base della liquidazione equitativa di un danno biologico non può che essere una valutazione discrezionale compiuta da un giudice che deve prendere in considerazione le necessità che caratterizzano il caso in questione. Tuttavia, quello di equità non è un criterio oggettivo, in quanto giudici diversi potrebbero arrivare a valutare una stessa fattispecie in modo diametralmente opposto; ma questo finirebbe per compromettere il principio di certezza del diritto. Questa è la ragione per la quale si è deciso di predisporre delle tabelle di calcolo. Vale la pena di ricordare, in conclusione, che la valutazione equitativa deve essere finalizzata al risarcimento integrale del danno non patrimoniale che è stato patito dal soggetto.

Rispondere ad un annuncio di interscambio nel pubblico impiego

avvisi di mobilità e interscambio

Questo articolo riguarda l’interscambio, vale a dire quell’istituto giuridico mediante il quale due o più dipendenti pubblici possono scambiare la sede di lavoro presso la quale si lavoro per accettarne un’altra sicuramente più confacente alle proprie esigenze.

Il rapporto di lavoro nel pubblico impiego ha come oggetto il lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, costituito dall’apporto di una persona fisica che presta la propria attività di ufficio dietro corrispettivo, assumendo su di sé uno status di diritti e doveri.

L’accesso all’impiego nella pubblica amministrazione avviene, ai sensi del comma 4, dell’art. 97 della Costituzione, mediante concorso, salvo i casi stabiliti per legge.

L’interscambio nel lavoro pubblico non è soggetto a nulla osta preventivo ma a quello successivo sicché, nonostante gli sforzi del dipendente nel ricercare e trovare un collega disponibile, l’amministrazione pubblica può dire sempre No motivando però il provvedimento.

Una volta letto un annuncio di interscambio sul sito mobilita nel pubblico impiego, per rispondere basta clicca su Contatta e sarai subito in contatto con il collega disponibile ad effettuare una mobilità compensativa tra enti pubblici e statali.

La mobilità per interscambio funziona come uno scambio di ruoli vero e proprio: un dipendente cede l’incarico a un altro e viceversa.

Si parla anche di mobilità volontaria facendo riferimento a quello strumento attraverso il quale il dipendente pubblico chiede il trasferimento ad altra amministrazione avendo però a disposizione il nulla osta del datore di lavoro cedente.

La mobilità compensativa, anche detta interscambio, trova disciplina nell’art. 7 del D.P.C.M. 325 del 1988 che prevede che i dipendenti pubblici possano scambiarsi tra loro, pur appartenendo a diverse pubbliche amministrazioni. Normalmente, la una mobilità compensativa si concretizza quando entrambi i dipendenti fanno richiesta alla rispettiva amministrazione di appartenenza in base a problematiche gestionali.

Si augura che le amministrazioni pubbliche curano l’ottimale distribuzione delle risorse umane attraverso la coordinata attuazione dei processi di mobilità e di reclutamento del personale:  L’interscambio è un ottimo sistema per coniugare le proprie esigenze personali e professionali con quelli dell’amministrazione, in quanto lo svantaggio dovuto alla perdita di una risorsa per l’amministrazione è nullo.

Questo è uno dei motivi cardini per cui una pratica di mobilità compensativa ha maggiori probabilità di successo rispetto alla mobilità volontaria, proprio perché non si pone in antinomia né con l’art. 14 della 26/2019 e né con il comma 5 bis dell’art. 35 del d.lgs. 165/2001, anzi con lo scambio di sedi lavorative tra i lavoratori chi ne beneficia è soprattutto l’amministrazione, la quale acquisisce risorse lavorative vicine  al suo territorio, ne consegue il miglioramento delle perfomance dei suoi dipendenti  che riducono i tempi di attesa per raggiungere il posto di lavoro, e da ciò anche l’ambiente ne beneficia con la riduzione dell’inquinamento per diminuzione dei trasporti.

Regione Piemonte, concorso per 50 collaboratori amministrativi

il comando nel pubblico impiego

La Regione Piemonte ha indetto un concorso per “Collaboratori amministrativi” finalizzato alla copertura di 50 posti di lavoro di categoria C, posizione economica C1.

Le assunzioni a tempo indeterminato avvengono per titoli ed esami.

Alcuni posti sono riservati alle Forza Armate.
Oltre ai requisiti generali normalmente richiesti per essere ammesso a un concorso pubblico, il concorso richiede come requisito specifico il seguente titolo di studio: Diploma di scuola secondaria superiore di durata quinquennale.


Qualora i candidati che presentano domanda di partecipazione siano in numero superiore a 200, la Commissione giudicatrice può fare ricorso alla prova preselettiva. 
Gli esami del concorso, consistono in:
– una prova scritta;
– un colloquio.

Il candidato che intende partecipare al concorso deve presentare la domanda unicamente per via telematica autenticandosi, mediante le proprie credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), oppure CIE (Carta di Identità Elettronica) oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi), previa registrazione, all’interno della piattaforma disponibile

Sarà possibile candidarsi entro il 2 Dicembre 2021

Ministero Economia e Finanze, concorso per 20 funzionari amministrativi

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha indetto un concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di 20 funzionari amministrativi contabili presso il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, negli uffici di Roma (Lazio).
Le risorse vengono inquadrate nella terza area funzionale, fascia retributiva F3, con profilo di funzionario amministrativo contabile.

Oltre ai consueti requisiti richiesti per l’ammissione alle selezioni pubbliche, vengono richiesti i seguenti titoli di studio:
– laurea magistrale (LM), appartenente ad una delle seguenti classi: LM-16 – Finanza LM-18 – Informatica; LM-31 – Ingegneria gestionale; LM-32 – Ingegneria informatica; LM-40 – Matematica; LM-52 – Relazioni internazionali; LM-56 – Scienze dell’economia; LM-62 – Scienze della politica; LM-63 – Scienze delle pubbliche amministrazioni; LM-66 – Sicurezza informatica; LM-77 – Scienze economico-aziendali; LM-82 – Scienze statistiche; LM-83 – Scienze statistiche attuariali e finanziarie; LM-88 – Sociologia e ricerca sociale; LMG-01 – Giurisprudenza; o altra laurea specialistica (LS) o magistrale (LM) equiparata;
– diplomi di laurea (DL), equiparati alle suindicate classi di lauree magistrali (LM).

È necessario, inoltre, possedere uno dei seguenti titoli accademici post-laurea:
 dottorato di ricerca: in materie giuridiche o economiche, in diritto europeo e internazionale, in materia di contabilità e bilancio, o in materia statistica;
 master universitario di secondo livello: in materie giuridiche ed economiche concernenti il diritto europeo e internazionale, in materie inerenti alla contabilità e al bilancio;

Viene richiesta anche la conoscenza della lingua inglese.

La procedura selettiva sarà espletata mediante la valutazione dei titoli e il superamento di una prova d’esame orale che verterà sulle materie indicate nel bando.

Occorre inviare la domanda entro le ore 16:00 del 22 novembre 2021.

Concorso Addetti Ufficio Processo, Ministero Giustizia: Bando 8.171 posti. Ecco il calendario prova scritta

concorsi pubblici e punteggio finale

Pubblicato il calendario della prova d’esame scritta relativa al concorso del Ministero della Giustizia per l’assunzione di addetti Ufficio per il processo, finalizzato alla copertura di 8171 posti di lavoro.

Le risorse saranno impiegate a tempo determinato e pieno nell’area funzionale terza, fascia economica F1. Il titolo di studio richiesto è la laurea. Il concorso rientra nel piano di assunzioni PNRR del Ministero della Giustizia per oltre 16.000 posti di lavoro nel periodo 2021-2024, in attuazione al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il termine per la candidatura è scaduto il 23 Settembre 2021. Ecco il bando e tutte le le informazioni utili per partecipare alla selezione, oltre al calendario della prova scritta.

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CONCORSO ADDETTI UFFICIO PER IL PROCESSO

Il Ministero della Giustizia ha pubblicato, infatti, un bando di concorso per reclutare a tempo determinato e pieno 8.171 addetti all’Ufficio per il processo. Le nuove assunzioni saranno distribuite come di seguito specificato:

  • n. 200 posti presso la Corte di Cassazione (codice CASS);

  • n. 140 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Ancona (codice AN);

  • n. 306 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Bari (codice BA);

  • n. 422 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Bologna (codice BO);

  • n. 248 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Brescia (codice BS);

  • n. 248 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Cagliari (codice CA);

  • n. 106 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Caltanissetta (codice CL);

  • n. 51 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Campobasso (codice CB);

  • n. 331 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Catania (codice CT);

  • n. 304 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Catanzaro (codice CZ);

  • n. 446 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Firenze (codice FI);

  • n. 251 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Genova (codice GE);

  • n. 190 posti presso il Distretto della Corte di Appello dell’Aquila (codice AQ);

  • n. 303 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Lecce (codice LE);

  • n. 148 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Messina (codice ME);

  • n. 680 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Milano (codice MI);

  • n. 956 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Napoli (codice NA);

  • n. 410 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Palermo (codice PA);

  • n. 107 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Perugia (codice PG);

  • n. 125 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Potenza (codice PZ);

  • n. 208 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Reggio Calabria (codice RC);

  • n. 843 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Roma (codice RM);

  • n. 218 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Salerno (codice SA);

  • n. 401 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Torino (codice TO);

  • n. 141 posti presso Distretto della Corte di Appello di Trieste (codice TS);

  • n. 388 posti presso il Distretto della Corte di Appello di Venezia (codice VE);

Si segnala che il candidati possono presentare domanda per un solo codice di concorso.

RISERVE

Sono riservati prioritariamente a favore dei laureati in economia e commercio o in scienze politiche o titoli equipollenti o equiparati i seguenti posti:

  • n. 10 unità presso la Corte di Cassazione (codice CASS);

  • n. 5 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Ancona (codice AN);

  • n. 12 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Bari (codice BA)

  • n. 17 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Bologna (codice BO);

  • n. 11 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Brescia (codice BS);

  • n. 13 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Cagliari (codice CA);

  • n. 7 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Caltanissetta (codice CL);

  • n. 3 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Campobasso (codice CB);

  • n. 15 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Catania (codice CT);

  • n. 14 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Catanzaro (codice CZ);

  • n. 16 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Firenze (codice FI);

  • n. 10 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Genova (codice GE);

  • n. 9 unità presso il Distretto della Corte di Appello dell’Aquila (codice AQ);

  • n. 15 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Lecce (codice LE);

  • n. 7 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Messina (codice ME);

  • n. 24 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Milano (codice MI);

  • n. 33 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Napoli (codice NA);

  • n. 16 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Palermo (codice PA);

  • n. 7 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Perugia (codice PG);

  • n. 8 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Potenza (codice PZ);

  • n. 10 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Reggio Calabria (codice RC);

  • n. 27 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Roma (codice RM);

  • n. 10 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Salerno (codice SA);

  • n. 12 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Torino (codice TO);

  • n. 8 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Trieste (codice TS);

  • n. 16 unità presso il Distretto della Corte di Appello di Venezia (codice VE);

Inoltre si aggiunge il 30% dei posti riservati a favore dei volontari delle Forze Armate.

REQUISITI GENERALI
I candidati al concorso addetti Ufficio per il processo Ministero della Giustizia dovranno possedere i requisiti di seguito riassunti:

cittadinanza italiana o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea o di altre categorie indicate nel bando;
età non inferiore a 18 anni;
idoneità fisica;
qualità morali e di condotta;
godimento dei diritti civili e politici;
inclusione nell’elettorato politico attivo;
assenza provvedimenti di destituzione o dispensa presso una pubblica amministrazione per persistente insufficiente rendimento, ovvero non essere stati dichiarati decaduti o licenziati
da un impiego statale;
per i candidati di sesso maschile, posizione regolare nei riguardi degli obblighi di leva secondo la vigente normativa italiana;
assenza di condanne penali, passate in giudicato, per reati che comportano l’interdizione dai pubblici uffici.
REQUISITI SPECIFICI
Inoltre ai candidati al concorso per addetti all’Ufficio per il processo indetto dal Ministero della Giustizia è richiesto il possesso di uno dei seguenti titoli di studio:

laurea (L) in: L-14 Scienze dei servizi giuridici;
diploma di laurea di vecchio ordinamento (DL) in Giurisprudenza;
laurea specialistica (LS) in: 22/S Giurisprudenza; 102/S Teoria e tecniche della normazione e dell’informazione giuridica;
laurea magistrale (LM) in: LMG/01 Giurisprudenza.
I riservatari dovranno possedere uno dei seguenti titoli di studio:

laurea (L) in: L-18 Scienze dell’economia e della gestione aziendale; L-33 Scienze economiche; L-36 Scienze politiche e delle relazioni internazionali; titoli equiparati ed equipollenti;
diploma di laurea di vecchio ordinamento (DL) in: Economia e commercio; Scienze politiche; titoli equiparati ed equipollenti;
laurea specialistica (LS) in: 64/S Scienze dell’economia; 84/S Scienze economico-aziendali; 57/S Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali; 60/S Relazioni internazionali; 70/S Scienze della politica; 71/S Scienze delle pubbliche amministrazioni; 88/S Scienze per la cooperazione allo sviluppo; 89/S Sociologia; 99/S Studi europei; titoli equiparati ed equipollenti;
laurea magistrale (LM) in: LM-77 Scienze economico-aziendali; LM-87 Servizio sociale e politiche sociali; LM-52 Relazioni internazionali; LM-56 Scienze dell’economia; LM-62 Scienze della politica; LM-63 Scienze delle pubbliche amministrazioni; LM-81 Scienze per la cooperazione allo sviluppo; LM-88 Sociologia e ricerca sociale; LM-90 Studi europei; titoli equiparati ed equipollenti.
I candidati con un titolo accademico rilasciato da un Paese dell’Unione europea o da un Paese terzo sono ammessi alle prove concorsuali, a condizione che il titolo sia stato dichiarato equivalente ovvero sia stata attivata la procedura di equivalenza.

PROCEDURA DI SELEZIONE
La procedura selettiva del concorso indetto dal Ministero della Giustizia per addetti all’Ufficio per il processo sarà articolata nelle seguenti fasi:

valutazione dei titoli, finalizzata ad ammettere alla successiva prova scritta un numero di
candidati per ciascun distretto pari a venti volte il numero dei posti messi a concorso;
prova scritta, mediante strumentazione informatica e piattaforme digitali, anche presso sedi decentrate.
VALUTAZIONE DEI TITOLI
La valutazione dei titoli è effettuata sulla base dei titoli dichiarati dai candidati ed è distinta per codici di concorso.

Per conoscere i titoli valutabili e il corrispondente punteggio attribuito invitiamo alla lettura del bando, scaricabile a fine articolo.

PROVA SCRITTA
Si tratta di una prova d’esame scritta, unica per tutti i codici di concorso, che consisterà in un test di 40 quesiti a risposta multipla, da risolvere nell’arco di 60 minuti. Le materie su cui verterà la prova sono le seguenti:

diritto pubblico;
ordinamento giudiziario;
lingua inglese.
Si ricorda che la prova scritta potrà svolgersi presso sedi decentrate e sarà svolta esclusivamente mediante strumentazione informatica e piattaforme digitali.

CALENDARIO PROVA SCRITTA
Sul sito FORMEZ PA, quindi, è stato pubblicato il calendario della prova d’esame scritta relativa al concorso per 8.171 unità di personale non dirigenziale dell’Area funzionale terza, Fascia economica F1, con il profilo di Addetto all’Ufficio per il Processo.

La prova si svolgerà in più regioni, dal 24 al 26 novembre 2021 secondo il CALENDARIO DI CONVOCAZIONE (Pdf 46 Kb).

I candidati regolarmente iscritti on line devono presentarsi puntualmente nella sede, nel giorno e all’ora stabiliti secondo il calendario. Segnaliamo che i candidati che non si presenteranno a sostenere la prova nella sede, giorno e ora stabiliti saranno considerati rinunciatari al concorso quali che siano le cause dell’assenza anche indipendenti dalla loro volontà, ancorché dovuta a forza maggiore.

Invitiamo, inoltre, a consultare il sito RIPAM dove sono indicate le istruzioni per il corretto svolgimento della prova e dove sarà comunicato ogni altro aggiornamento sul concorso in oggetto.

COME PREPARARSI E COSA STUDIARE
E’ importante prepararsi per tempo per poter affrontare al meglio la prova concorsuale. Chi partecipa a questo concorso ha sicuramente già una preparazione di base relativa alle materie delle prove d’esame ma è importante fare un ripasso, approfondire tematiche dove si hanno lacune e realizzare esercizi per testare le proprie conoscenze. Per queste finalità è stato creato un apposito manuale dedicato alla preparazione al concorso per 8171 Addetti Ufficio per il Processo del Ministero della Giustizia che è disponibile in questa pagina. Il testo, seguendo il programma del bando, contiene la trattazione teorica e i relativi quiz a risposta multipla delle seguenti materie oggetto della prova scritta: Diritto pubblico; Ordinamento giudiziario; Inglese. Il manuale comprende anche un software, grazie al quale è possibile esercitarsi in vista della prova d’esame, e numerose espansioni online di approfondimento.

GRADUATORIE E ASSUNZIONE IN SERVIZIO
Per ciascuno dei codici di concorso del Ministero della Giustizia per addetti Ufficio processo verrà redatta la graduatoria definitiva di merito. Questa si otterrà sommando il voto conseguito nella valutazione dei titoli al voto della prova scritta.

Il rapporto di lavoro a tempo determinato è instaurato mediante la stipula di contratto individuale di lavoro a tempo pieno della durata di 2 anni e 7 mesi, sulla base della preferenza di sede espressa dai vincitori.

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
La sede centrale del Ministero della Giustizia è in via Arenula, 70, a Roma. Al ministero compete l’organizzazione giudiziaria e adempie a funzioni amministrative relative alla giurisdizione civile e penale. L’Ufficio legislativo dipende direttamente dal Ministro e si occupa dello studio e della proposta di interventi normativi. Al ministero pertengono inoltre il settore penitenziario, quello dei minori e dei giovani-adulti sottoposti a misure penali.

DOMANDA DI AMMISSIONE
La domanda di partecipazione al concorso per addetti all’Ufficio per il processo del Ministero della Giustizia può essere presentata per uno solo dei codici di concorso ed esclusivamente con modalità telematica, accedendo a questa pagina mediante SPID, entro le ore 14.00 del giorno 23 Settembre 2021.

I candidati dovranno possedere un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) personale per poter partecipare al concorso. Si specifica, inoltre, che è necessario versare la quota di partecipazione di €10 entro le ore 23.00 del termine di scadenza del concorso.

Per ogni ulteriore dettaglio si rimanda alla lettura del bando sotto allegato.

BANDO
Gli interessati al concorso al Ministero della Giustizia per addetti all’Ufficio per il processo sono invitati a leggere con attenzione e a scaricare il BANDO (Pdf 256 Kb) , pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 62 del 06-08-2021.

L’intelligenza emotiva sul lavoro: caratteristiche e competenze

Quando si parla di intelligenza emotiva, si fa riferimento alla capacità di comprendere le proprie emozioni e al tempo stesso di gestirle. Come noto, esistono diversi tipi di intelligenza, e quella emotiva coinvolge una grande varietà di competenze: per esempio le abilità sociali e l’empatia, ma anche la motivazione e la capacità di autocontrollo, senza dimenticare la consapevolezza di sé. Da qualche tempo, i selezionatori delle aziende e gli esperti di risorse umane tendono a prestare sempre più attenzione all’intelligenza emotiva, e non è un caso: sono concreti, infatti, i vantaggi che possono scaturire dal saper cogliere le diverse sfumature che caratterizzano le tante emozioni umane che si manifestano sul posto di lavoro.

I vantaggi offerti dall’intelligenza emotiva

Per lo scienziato del comportamento Daniel Goleman, la parte del cervello che è coinvolta nell’intelligenza emotiva (ma anche sociale) rappresenta il circuito cerebrale che diventa maturo, dal punto di vista anatomico, per ultimo. Il cervello, per effetto della neuro plasticità, tende a modellarsi in funzione dell’esperienza ripetuta. Lo stesso Goleman sostiene che sarebbe opportuno insegnare a tutti i bambini l’intelligenza emotiva con un approccio sistematico. Negli istituti scolastici in cui ciò è stato fatto, si è assistito da una parte a un incremento del comportamento pro-sociale, e dall’altra parte a un calo degli atteggiamenti anti-sociali.

Che cosa implica l’intelligenza emotiva

Ma in concreto quali sono le implicazioni che scaturiscono da una gestione adeguata dell’intelligenza emotiva? In primo luogo, si tratta di saper far fronte alle emozioni personali: una capacità che soprattutto nella società occidentale è andata persa con il passare del tempo. In molti decidono di escludere le emozioni dal posto di lavoro, ma ciò non può essere positivo, né per i dipendenti stessi né per le imprese. E questo vale per tutti, dal più alto dirigente allo stagista che sta in fondo alla scala gerarchica: ognuno di noi è, prima di tutto, un soggetto con una propria emotività. Per fortuna le imprese si sono rese conto della situazione e hanno cominciato a mettere in atto accorgimenti il cui obiettivo è quello di modificare tale tendenza.

Come andare incontro alle emozioni dei dipendenti

La disponibilità a garantire orari personalizzati è uno dei cambiamenti che sono stati adottati a questo scopo, ma più in generale sono stati previsti nuovi servizi in modo che le persone potessero essere seguite sul posto di lavoro con la massima attenzione. Non di rado i team di risorse umane prevedono la partecipazione di psicologi: è molto importante essere in grado di capire la forza lavoro, anche per assicurare una migliore relazione fra il datore di lavoro e i suoi dipendenti.

L’autogestione

L’autogestione è una delle componenti più significative dell’intelligenza emotiva, e consiste nella capacità di controllare gli stati d’animo negativi, in modo che gli impulsi distruttivi possano essere reindirizzati in maniera più proficua. La propensione al cambiamento deve essere un pensiero costante, ma al tempo stesso è utile imparare a distinguere le emozioni rispetto alle passioni: queste ultime possono essere perfino paralizzanti, se non ben governate. Non che la passione sia dannosa in sé: anzi, fa solo bene appassionarsi al lavoro che si svolge, perché così si può essere pieni di energia e adottare il giusto approccio ottimistico che serve per dare il meglio di sé.

Imparare a capire sé stessi

Si potrebbe definire la capacità di capire sé stessi come autoconsapevolezza, e per certi aspetti si tratta di una vera e propria arte. Questo implica essere in grado di riconoscere da un lato i propri punti di forza e dall’altro lato le proprie debolezze, anche per intuire quale impatto si può avere nei confronti degli altri. La fiducia in sé stessi deve sempre essere associata a una capacità critica, mai distruttiva ma sempre costruttiva. La consapevolezza emotiva di sé aiuta a conoscere i propri difetti e a darsi da fare per porvi rimedio: per esempio se si capisce di avere problemi con le urgenze e con le scadenze vicine, ci si può impegnare per fare in modo che tutti i progetti vengano elaborati e consegnati in anticipo.

Le sensazioni delle altre persone

Nel momento in cui si è chiamati a prendere delle decisioni di un certo peso, non si può fare a meno di tenere conto delle sensazioni e dei sentimenti delle persone da cui si è circondati. Essere empatici vuol dire, tra l’altro, dimostrarsi competenti nello scegliere i talenti migliori e riuscire a trattenerli. Non solo: con l’aiuto dell’intelligenza emotiva ci si mette a disposizione degli altri per favorire il loro miglioramento, per esempio per ciò che concerne il riconoscimento delle diversità culturali. Un’altra abilità sociale che non deve essere sottovalutata è quella che porta alla definizione e alla costruzione di una relazione con le altre persone, affinché le stesse possano essere indotte a percorrere la strada che devono realmente seguire.

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