Articolo 52, comma 1-bis, del d.lgs. n. 165 del 2001, come modificato dal decreto-legge n. 80 del 2021, convertito con legge n. 113 del 2021

i vantaggi nell'interscambio tra dipendenti pubblici

Disciplina delle mansioni

https://www.funzionepubblica.gov.it/sites/funzionepubblica.gov.it/files/ParereProgressioniVerticaliProcedureComparative.pdf

  1. Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali e’ stato assunto o alle mansioni equivalenti nell’ambito dell’area di inquadramento ovvero a quelle corrispondenti alla qualifica superiore che abbia successivamente acquisito per effetto delle procedure selettive di cui all’articolo 35, comma 1, lettera a). L’esercizio di fatto di mansioni non corrispondenti alla qualifica di appartenenza non ha effetto ai fini dell’inquadramento del lavoratore o dell’assegnazione di
    incarichi di direzione.
    1-bis. I dipendenti pubblici, con esclusione dei dirigenti e del personale docente della scuola, delle accademie, conservatori e istituti assimilati, sono inquadrati in almeno tre distinte aree funzionali. Le progressioni all’interno della stessa area avvengono secondo principi di selettività, in funzione delle qualità culturali e professionali, dell’attività’ svolta e dei risultati conseguiti, attraverso l’attribuzione di fasce di merito.

    Le progressioni fra le aree avvengono tramite concorso pubblico, ferma restando la possibilità per l’amministrazione di destinare al personale interno, in possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno, una riserva di posti comunque non superiore al 50 per cento di quelli messi a concorso. La valutazione positiva conseguita dal dipendente per almeno tre anni costituisce titolo rilevante ai fini della progressione economica e dell’attribuzione dei posti riservati nei concorsi per l’accesso all’area superiore.
    1-ter. Per l’accesso alle posizioni economiche apicali nell’ambito delle aree funzionali e’ definita una quota di accesso nel limite complessivo del 50 per cento da riservare a concorso pubblico sulla base di un corso concorso bandito dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione.
  2. Per obiettive esigenze di servizio il prestatore di lavoro può essere adibito a mansioni proprie della qualifica immediatamente superiore:
    a) nel caso di vacanza di posto in organico, per non più di sei mesi, prorogabili fino a dodici qualora siano state avviate le procedure per la copertura dei posti vacanti come previsto al comma 4;
    b) nel caso di sostituzione di altro dipendente assente con diritto alla conservazione del posto, con esclusione dell’assenza per ferie, per la durata dell’assenza.
  3. Si considera svolgimento di mansioni superiori, ai fini del presente articolo, soltanto l’attribuzione in modo prevalente, sotto il profilo qualitativo, quantitativo e temporale, dei compiti propri di dette mansioni.
  4. Nei casi di cui al comma 2, per il periodo di effettiva prestazione, il lavoratore ha diritto al trattamento previsto per la qualifica superiore. Qualora l’utilizzazione del dipendente sia disposta per sopperire a vacanze dei posti in organico, immediatamente, e comunque nel termine massimo di novanta giorni dalla data in cui il dipendente è assegnato alle predette mansioni, devono essere avviate le procedure per la copertura dei posti vacanti.
  5. Al fuori delle ipotesi di cui al comma 2, è nulla l’assegnazione del lavoratore a mansioni proprie di una qualifica superiore, ma al lavoratore è corrisposta la differenza di trattamento economico con la qualifica superiore. Il dirigente che ha disposto l’assegnazione risponde personalmente del maggiore onere conseguente, se ha agito con dolo o colpa grave.
  6. Le disposizioni del presente articolo si applicano in sede di attuazioni della nuova disciplina degli ordinamenti professionali prevista dai contratti collettivi e con la decorrenza da questi stabilita. I medesimi contratti collettivi possono regolare diversamente gli effetti di cui ai commi 2, 3 e 4. Fino a tale data, in nessun caso lo svolgimento di mansioni superiori rispetto alla qualifica di appartenenza, può comportare il diritto ad avanzamenti automatici nell’inquadramento professionale
    del lavoratore.

In buona sostanza, l’obbligata previsione legislativa di “fattispecie aperte” comporta la necessità che, per l’applicazione in concreto del comma 1-bis dell’art. 52,
non si possa prescindere dalla specifica realtà organizzativa dell’ente e dalle esigenze professionali individuate al suo interno, in stretta connessione con le attività svolte e sulla base della programmazione dei potenziali fabbisogni professionali.

Da quanto detto discende che, in sede applicativa, le stesse amministrazioni procedenti potranno programmare il ricorso alla procedura comparativa per la copertura di più elevati fabbisogni professionali adattandola alle proprie esigenze, ossia declinando in autonomia con propri atti i titoli e le competenze professionali (a titolo semplificativo il possesso di abilitazioni professionali non richieste ai fini dell’accesso) nonché i titoli di studio ulteriori rispetto a quelli validi per l’accesso all’area dall’esterno (lauree, master, specializzazioni, dottorati di ricerca, corsi con esame finale) ritenuti maggiormente utili – per l’attinenza con le posizioni da coprire previste dall’ordinamento professionale vigente al proprio interno, sulla base del contratto collettivo di riferimento e con le attività istituzionali affidate – ai fini del superamento della procedura comparativa e funzionali al miglioramento dell’efficienza dell’amministrazione, assegnando – ove possibile – anche il relativo punteggio.


Da quanto detto si desume che, anche per le procedure comparative di accesso alla categoria D, l’Ente potrà richiedere il possesso di titoli ulteriori rispetto a quelli di accesso previsti in generale dalla contrattazione collettiva purché individuati nell’ambito di un impianto logico-sistematico quale quello sopra descritto.
Per quanto riguarda, poi, il quesito riferito alla possibilità che si abbia un unico candidato nelle procedure in esame a causa delle ridotte dimensioni dell’Ente, si è dell’avviso che una circostanza organizzativa di carattere oggettivo non possa comportare, di per sé, la disapplicazione di una previsione normativa finalizzata a valorizzare il personale interno e che non contempla in tal senso limitazioni.

In assenza di espresse indicazioni in proposito da parte del legislatore, si è quindi dell’avviso che le amministrazioni anche in tali situazioni potranno dare
applicazione alla norma alla luce di quanto sopra descritto, tenendo presente che la puntuale declinazione a monte dei criteri di valutazione di titoli di studio e di servizio
in relazione alle proprie esigenze organizzative e ai propri fabbisogni professionali potrà garantire, in sede applicativa, l’effettività della processo selettivo anche nei casi
di potenziale unico candidato. Del resto, una diversa conclusione perseguita in via interpretativa, in assenza di espressa previsioni normative volte ad escludere per tale
ipotesi lo svolgimento di procedure comparative prefigurando strumenti compensativi, determinerebbe un effetto contrario allo spirito della norma e ingiustificatamente discriminatorio.

COMUNE DI BITONTO, 3 AGENTE DI POLIZIA LOCALE

concorsi pubblici e punteggio finale

Requisiti: 

• Diploma di scuola secondaria di secondo grado di durata quinquennale – essere in possesso della patente di guida Categoria B (o superiore) se conseguita anteriormente al 26/04/1988 (art. 236 del D.Lgs. n. 285/92 e successive modifiche ed integrazioni), ovvero Categoria “B” (o superiore) e patente di guida di Categoria “A”, se conseguita dalla suddetta data;
– conoscere la lingua inglese e l’utilizzo degli strumenti informatici; (tali requisiti saranno accertati in sede di prova orale);
– essere in possesso dell’identità SPID (sistema di autenticazione previsto dall’art. 65 del C.A.D.);
– possedere un indirizzo di posta elettronica ordinaria (e-mail) e un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) personale a lui intestato.

Scadenza:  29/12/2022

Dove va spedita la domanda: 

https://www.csselezioni.it/comune-bitonto/
https://www.comune.bitonto.ba.it/

Contatta l’ente: ufficio del personale, telefono 080/3716132, 080/3716139, 080/3716196 oppure alle mail: t.simone@comune.bitonto.ba.it – t.sicolo@comune.bitonto.ba.it

Prove d’esame

La prova scritta, che potrà consistere nella predisposizione di un elaborato e/o di test – quiz a risposta multipla chiusa o aperta, sarà volta ad accertare il possesso competenze, intese come insieme delle conoscenze e capacità tecniche proprie della professionalità ricercata.

La prova scritta verterà sulle seguenti materie: • Elementi di Diritto costituzionale e legislazione degli Enti Locali; • Ordinamento e funzioni della polizia locale; • Illeciti amministrativi e sistema sanzionatorio; • Legislazione in materia di circolazione stradale • accertamento della capacità del candidato di applicare a problemi specifici e casi concreti nozioni teoriche richieste per il profilo di Istruttore di Vigilanza/Agente di P.L.

La prova orale consiste in un colloquio individuale sulle materie di esame. La prova orale consisterà in un colloquio volto ad accertare la preparazione e la capacità professionale dei candidati sulle seguenti discipline: • Materie della prova scritta (ivi compreso l’accertamento della capacità del candidato di applicare a problemi specifici e casi concreti nozioni teoriche richieste per il profilo di Istruttore di Vigilanza/Agente di P.L) • elementi di diritto e procedura penale con particolare riferimento all’attività di polizia giudiziaria; • legge di pubblica sicurezza; • Legge regionale sulla Polizia Locale e Regolamento del Corpo di Polizia Locale del Comune di Bitonto; • Statuto del Comune di Bitonto; • Nozioni in materia di commercio e attività produttive, nazionali e della Regione Puglia; • Disciplina degli stranieri; • nozioni di prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro; • nozioni in materia di privacy, prevenzione della corruzione e trasparenza amministrativa; • codice disciplinare e di comportamento dei pubblici dipendenti. Ai sensi dell’art. 37 del D.Lgs. 165/2001, è altresì previsto l’accertamento, contestualmente alla prova orale, della conoscenza: • dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse; • della lingua inglese.

Il calendario delle prove d’esame, saranno pubblicate sul sito internet del Comune

Pensione di inabilità per i dipendenti pubblici

Qualora un dipendente pubblico non sia in grado di proseguire l'attività lavorativa per l'aggravamento del proprio stato di salute, può chiedere al proprio ente datore di lavoro di essere sottoposto alla visita medico-collegiale per il riconoscimento dell'inabilità.

Qualora un dipendente pubblico non sia in grado di proseguire l’attività lavorativa per l’aggravamento del proprio stato di salute, può chiedere al proprio ente datore di lavoro di essere sottoposto alla visita medico-collegiale per il riconoscimento dell’inabilità.

Con effetto dal 1° gennaio 1996, l’articolo 2comma 12della legge 8 agosto 1995n. 335 prevede il diritto a conseguire un trattamento pensionistico nei casi in cui la cessazione del servizio sia dovuta a infermità non dipendente da causa di servizio e per la quale gli interessati si trovino «nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa».

A chi è rivolto

Sono destinatari della pensione d’inabilità tutti i dipendenti pubblici iscritti alle forme di previdenza esclusive dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO).

Come funziona

DECORRENZA E DURATA

La pensione di inabilità decorre dal giorno successivo alla risoluzione del rapporto di lavoro. La prestazione è vitalizia e cessa, quindi, con la morte del pensionato. È inoltre reversibile in favore dei superstiti aventi diritto.

Il trattamento pensionistico ai sensi dell’articolo 2, comma 12, legge 335/1995 prevede la stessa decorrenza della pensione di inabilità. Tuttavia, se la domanda è stata presentata dopo la risoluzione del rapporto di lavoro, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui la domanda è stata presentata. Anche in questo caso la prestazione è vitalizia, salvo revoca per esito negativo dell’eventuale revisione dello stato inabilitante.

QUANTO SPETTA

Il riconoscimento della pensione di inabilità secondo l’articolo 2, comma 12, legge 335/1995 comporta l’attribuzione di un bonus o di un’anzianità convenzionale come se l’iscritto avesse lavorato fino al compimento del 60° anno di età oppure fino al 40° anno di servizio.

REQUISITI

Il diritto alla pensione di inabilità così come disciplinata dall’articolo 2, comma 12, legge 8 agosto 1995, n. 335 spetta alle seguenti condizioni:

  • possesso di un’anzianità contributiva di cinque anni di cui almeno tre nel quinquennio precedente la decorrenza del trattamento pensionistico; concorrono alla formazione della suddetta anzianità, eventuali periodi riscattati o ricongiunti presso questo Istituto;
  • risoluzione del rapporto di lavoro per infermità non dipendente da causa di servizio;
  • riconoscimento dello stato di assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa conseguente a infermità non dipendente da causa di servizio.

Questo tipo di pensione è incompatibile con lo svolgimento di un lavoro dipendente o autonomo, sia esso in Italia o all’estero ed è revocata nel caso venissero meno le condizioni per la sua concessione.

Nel caso in cui venga accertata una contribuzione connessa ad attività lavorativa autonoma o subordinata che si collochi in un arco temporale successivo alla decorrenza della pensione di inabilità, il trattamento è revocato a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si è verificata la causa di incompatibilità, con contestuale recupero delle eventuali somme indebitamente percepite. Se ne ricorrono i requisiti, a seguito della revoca può essere corrisposto un trattamento pensionistico considerando nell’anzianità contributiva utile il servizio effettivamente posseduto all’atto della risoluzione del rapporto di lavoro incrementato dai contributi figurativi accreditati nel periodo di godimento della pensione di inabilità revocata.

L’ex dipendente che ha già prodotto istanza di pensione di inabilità ai sensi della normativa in argomento in attività di servizio e che è già stato sottoposto ad accertamenti sanitari conclusi con il giudizio da parte della Commissione Medica di inabilità assoluta e permanente (a qualsiasi proficuo lavoro o alle mansioni svolte) che hanno dato luogo al collocamento a riposo, non può essere successivamente sottoposto a nuovi accertamenti sanitari in quanto la Commissione Medica si è già espressa.

COME FARE DOMANDA

Per richiedere la pensione di inabilità disciplinata dall’articolo 2, comma 12, legge 8 agosto 1995, n. 335 è necessario presentare domanda all’amministrazione presso la quale il dipendente o l’ex dipendente presta o ha prestato attività lavorativa, esclusivamente secondo lo schema dell’allegato 1 della circolare INPDAP 24 ottobre 1997, n. 57 (pdf 1,8MB). A tale istanza va allegato un certificato medico attestante lo stato di inabilità assoluta e permanente a svolgere qualsiasi attività lavorativa (allegato 2 della medesima circolare).

In funzione dell’ente o amministrazione di appartenenza l’accertamento dello stato di inabilità viene affidato a vari organismi sanitari:

  • commissioni mediche ospedaliere per il comparto Forze Armate, corpi di Polizia anche a ordinamento civile, dipendenti del Ministeri della Difesa e del Ministero dell’Interno, commissioni mediche ospedaliere per il comparto Forze Armate, corpi di Polizia anche a ordinamento civile, dipendenti del Ministeri della Difesa e del Ministero dell’Interno;
  • commissione medica dell’ASL per il comparto enti pubblici non economici;
  • commissione medica di verifica per il comparto scuola, università, ministeri, sanità, enti locali.

Per l’accertamento del diritto alla prestazione, l’ente di appartenenza dell’iscritto deve inviare necessariamente il verbale di visita medico-collegiale attestante lo stato d’inabilità e la delibera di collocamento a riposo per inabilità.

La domanda per la liquidazione di pensione di inabilità per quella disciplinata ai sensi dell’articolo 2, comma 12, legge 335/1995 si presentano online all’INPS attraverso il servizio dedicato.

Il termine ordinario per l’emanazione dei provvedimenti è stabilito dalla legge n. 241/1990 in 30 giorni. In alcuni casi la legge può fissare termini diversi.

Nella tabella sono riportati i termini superiori ai trenta giorni, stabiliti dall’Istituto con Regolamento.

La tabella, oltre ai termini per l’emanazione del provvedimento, indica anche il relativo responsabile.

Bonus psicologo

graduatoria dicembre 2022 psicologo bonus

L’INPS, con il messaggio 21 ottobre 2022, n. 3820, fornisce ora nuove istruzioni e comunica che da domani 07 dicembre 2022 ufficializzerà con un apposito messaggio l’approvazione delle graduatorie per l’assegnazione del beneficio.

Contestualmente, l’Istituto provvederà a informare gli interessati con le modalità già indicate nella circolare INPS 19 luglio 2022, n. 83, sulla base dell’ammontare delle risorse finanziarie disponibili.

Dal giorno di pubblicazione del messaggio decorrono, per il beneficiario, i 180 giorni utili per usufruire del Bonus e sostenere le sessioni di psicoterapia. 

Dall’8 dicembre 2022 sarà disponibile, inoltre, la procedura per le prenotazioni delle sedute e le conferme delle stesse da parte dei professionisti. Con un successivo messaggio saranno pubblicate le istruzioni operative per i professionisti.

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Come indicato nel messaggio n. 2905/2022, il termine ultimo per la presentazione delle domande per il contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia (c.d. Bonus Psicologo 2022), introdotto dall’articolo 1-quater, comma 3, del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15, èfissato alle ore 23.59 del 24 ottobre 2022.

Pertanto, come parzialmente anticipato nella circolare n. 83/2022, al fine di consentire la corretta erogazione della prestazione nei termini stabiliti, si precisa quanto segue.

Dal 1° novembre 2022, l’Istituto ha 30 giorni di tempo per effettuare l’istruttoria centralizzata delle istanze acquisite ed entro tale termine gli operatori delle Strutture territoriali devono effettuare il riesame delle domande presentate con ISEE incompleto e/o difforme.

A tal fine gli operatori delle Strutture territoriali dovranno verificare che l’ISEE incompleto e/o difforme sia stato regolarizzato entro 30 giorni dal termine ultimo di presentazione delle domande, attraverso le tre modalità alternative previste dal D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159.

Completata l’istruttoria, l’Istituto, entro il 7 dicembre 2022, ufficializzerà con apposito messaggio l’approvazione delle graduatorie per l’assegnazione del beneficio e contestualmente provvederà a darne comunicazione agli interessati con le modalità già indicate nella circolare n. 83/2022, sulla base dell’ammontare delle risorse finanziarie disponibili.

Dal giorno di pubblicazione del predetto messaggio decorrono, per il beneficiario, i 180 giorni per usufruire del bonus in esame e sostenere le sessioni di psicoterapia con l’utilizzo del “codice univoco”.

Dall’8 dicembre 2022 sarà disponibile la procedura per le prenotazioni delle sedute e le conferme delle stesse da parte dei professionisti. Rispetto a tale fase, con successivo messaggio saranno pubblicate le istruzioni operative per i professionisti, relative alla prenotazione e alla conferma delle sedute di psicoterapia.


In caso di utilizzo del congedo straordinario di cui all’art. 42, comma 5, del D. Lgs. 151/2001 come deve essere operato il calcolo per la decurtazione delle festività soppresse. Cumulativamente con le ferie e separatamente?

Con riferimento al quesito in oggetto, atteso che, come indicato al comma 6 dello stesso art. 28 del CCNL 21.05.2018, a tutti i dipendenti sono attribuite, altresì, quattro giornate di riposo da fruire nell’anno solare – ai sensi e alle condizioni previste dalla L. 937/77 -, si ritiene che l’istituto delle “festività soppresse”, sia un istituto che, anche se per molti aspetti assimilato a quelle delle ferie, sia comunque distinto e diverso e che pertanto, il computo delle giornate da decurtare, per effetto della fruizione del congedo ex art. 42 del D.Lgs 151/01, debba essere effettuato separatamente per tipologia.

In caso di mancato o parziale raggiungimento degli obiettivi, le somme non erogate a titolo di retribuzione di risultato e/o premio correlato alla performance divengano economie di bilancio dell’Azienda o Ente?

L’Azienda o l’Ente ha la facoltà, in sede di contrattazione integrativa, di prevedere criteri di distribuzione delle somme non erogate a seguito di valutazione negativa o non pienamente positiva, in favore di altri dipendenti che abbiano conseguito, nello stesso anno, un valutazione positiva?

Nell’art. 81 comma 7  CCNL 2016-2018 del personale del comparto sanità  si dispone che “Alle risorse rese disponibili ai sensi del comma 6 sono altresì sommate eventuali risorse residue, relative a precedenti annualità, del presente Fondo, nonché del “Fondo condizioni di lavoro e incarichi”, stanziate a bilancio e certificate dagli organi di controllo, qualora non sia stato possibile utilizzarle integralmente.

Nell’art.95 comma 8 del CCNl 2016-2018 dell’Area Sanità si prevede che “Alle risorse rese disponibili ai sensi del comma 7 sono altresì sommate eventuali risorse residue del presente Fondo, nonché dei fondi di cui agli artt. 94 e 96, stanziate a bilancio e certificate dagli organi di controllo, qualora non sia stato possibile utilizzarle integralmente, le quali sono vincolate a retribuzione di risultato…”

In applicazione di entrambe le clausole contrattuali, il mancato utilizzo integrale delle somme stanziate per la premialità e per la retribuizione di risultato, genera dei residui di  natura variabile che vanno ad incrementare rispettivamente il fondo premialità e fasce e il fondo per la retribuizione di risultato. Con riferimento in particolare al CCNL 2016-2018 del personale del comparto, come già precisato in alcuni orientamenti applicativi pubblicati sul sito internet dell’Aran, si tratta di risorse incrementali, una tantum, e la relativa assegnazione è temporanea ovverosia in ragione d’anno.

Trattandosi di residui di somme stanziate, certificate e non utilizzate, quindi accertati a consuntivo, essi andranno ad incrementare il fondo dell’anno successivo e verranno ridestinati secondo i criteri previsti in contrattazione integrativa.

Inoltre, resta ferma comunque la possibilità di non generare residui, nel fondo premialità e fasce, concordando, in sede di contrattazione integrativa ai sensi dell’art. 8, comma 5, lett. a) (Contrattazione collettiva integrativa: soggetti e materie), che eventuali somme che a consuntivo risultassero non spese siano destinate ad incrementare le risorse già destinate ai premi correlati alla performance del medesimo anno.

Si parla ancora di ipotesi sulla pelle del personale docente: CNL “Istruzione e Ricerca” trattamento economico 2019-2021 dell’11 novembre 2022

contratto nazionale lavoro insegnanti

Il testo del contratto collettivo nazionale di lavoro di docenti, personale ATA, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi del comparto che comprende scuola, università, ricerca e alta formazione artistica e musicale (AFAM)

Ultime consulenze richieste nell’ambito del pubblico impiego

prelazione nella vendita di terreni agricoli consulenza giuridica

 Salve sono un dipendente del ministero della difesa ex A2F3 ( dal … nov 2022 assistente sanitario ) sono in attesa che esca il bando
interno previsto da CCNL per avanzare a funzionario sanitario. Sono in possesso di laurea in psicologia anche se ancora mi manca l abilitazione. In prospettiva di assaggio presso altra amministrazione ( per la quale comunque chiedo consulenza) vorrei sapere se potrei lavorare come psicologo per la P.A. Questo per capire in quale ente o ministero eventualmente fare domanda di mobilità.

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Buongiorno,
sono una dipendente dell’Università di ……, attualmente sono inquadrata nella cat. D del CCNL Università e ricerca ma posseggo l’abilitazione di avvocato e svolgo tale funzione presso l’Università che rappresento e difendo in giudizio.
Vorrei cambiare Ente di appartenenza per varie ragioni tra cui la più decisiva è quella di avere una maggiore possibilità di crescita professionale.
Chiedo quindi la Vostra consulenza al fine di esplorare con Voi la possibilità di una assunzione presso un diverso Ente pubblico che abbia adottato un regolamento per tale tipo di mobilità.
Distinti Saluti

Buongiorno, sono un’insegnante e vorrei dedicarmi alla libera professione di consulente e formatore, avrei bisogno di una consulenza giuridico-fiscale a riguardo. Grazie


gentilissimi, ho avuto mia figlia positiva al covid dal … al … novembre, ha …. anni compiuti. Ho inoltrato tutta la documentazione all’ufficio del personale, ( documento di isolamento, piu certificato pediatra come tale che la minore necessitava di assistenza) che mi ha detto semplicemente è malattia del dipendente, poichè in europa web non c’è nulla che possa essere concesso diversamente.
Non mi è stato comunicato altro, ho per cui dedotto che quella certificazione fosse sufficiente e che la quarantena fosse malattia del dipendente come fosse un ricovero coatto del minore. Al mio rientro trovo questi giorni come FERIE D’uffcio, cosi che rimangano 5 gg di ferie da fare in 5 mesi, non sono stata avvisata e soprattutto trovo assurdo tutto cio, tra l’altro sono genitore divorziato, con due figli!!!

Regione enti locali, con decreto del Direttore Funzione Specialistica Unità Organizzativa Organizzazione Personale Giunta n. 15517 del 28 ottobre 2022 ha indetto un avviso pubblico di mobilità esterna per passaggio diretto tra pubbliche amministrazioni ex art. 30, comma 1, d.lgs. 165/2001 e s.m.i., per la copertura di n. 15 posti di cui 3 in categoria professionale D, 8 in categoria professionale C, 2 in categoria professionale B3 e 2 in categoria professionale B1 – profili vari.

concorsi pubblici e mobilità

Chi può partecipare

  • Per l’ammissione alla procedura è necessario il possesso dei seguenti requisiti:
    1. essere dipendente, con rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, di una Pubblica Amministrazione di cui all’art. 1, comma 2, del D.Lgs. 165/2001; sono inoltre ammessi i dipendenti in servizio con rapporto di lavoro a tempo parziale ed indeterminato previa dichiarazione di impegno alla sottoscrizione del contratto individuale di lavoro a tempo pieno (36 ore settimanali);titolo di studio richiesto nella scheda, identificata con un codice alfanumerico, allegata all’avviso pubblico (Allegato A);essere inquadrato nella categoria e nel profilo professionale uguale o equivalente a quello relativo al posto da ricoprire; non essere stati destinatari di sanzioni disciplinari, nei due anni antecedenti alla data di presentazione della domanda di mobilità, presso le pubbliche amministrazioni di provenienza; non essere sospeso cautelarmente o per ragioni disciplinari dal servizio; non avere riportato condanne penali che impediscano, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia, la costituzione del rapporto di impiego con pubbliche amministrazioni.

    I requisiti necessari all’ammissione e gli altri titoli dichiarati devono essere posseduti alla data fissata come termine ultimo per la presentazione delle domande di ammissione alla presente procedura e devono permanere alla data effettiva di trasferimento nei ruoli della Giunta di Regione Lombardia.

    I dipendenti pubblici provenienti da altri comparti, ai fini dell’individuazione della fascia retributiva d’inquadramento, devono tenere conto delle tabelle di equiparazione adottate con D.P.C.M. del 26 giugno 2015.Al personale trasferito si applicherà, ai sensi del comma 2, quinquies dell’art. 30 del d.lgs. n.165/2001, esclusivamente il trattamento giuridico ed economico, compreso quello accessorio, previsto nei Contratti collettivi vigenti presso questa Amministrazione. Gli interessati potranno eventualmente già allegare alla domanda il nulla osta al trasferimento dell’ente di appartenenza o una dichiarazione preventiva dell’ente di provenienza di disponibilità alla concessione del nulla osta.

    Si precisa che il trasferimento definitivo dovrà comunque avvenire entro 60 giorni dalla comunicazione ufficiale inviata all’Ente di appartenenza del candidato.
    Qualora l’Ente di provenienza non rilasci il nulla osta con decorrenza dell’effettivo trasferimento entro 60 giorni dalla richiesta da parte della Giunta di Regione Lombardia, si potrà procedere allo scorrimento della eventuale graduatoria avuto riguardo alle esigenze organizzative specifiche rilevate dal Direttore cui è assegnata la risorsa da reclutare.Laddove applicabile si fa riferimento al D.L. n. 80 del 9 giugno 2021 contenente “misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del Pnrr”, convertito con legge 6 agosto 2021, n. 113.

    Come partecipare
  • La domanda di partecipazione deve essere presentata entro e non oltre lunedì 5 dicembre 2022, esclusivamente online, attraverso il portale di Regione Lombardia dedicato ai bandi www.concorsi.regione.lombardia.it, per accedere al quale occorre registrarsi e autenticarsi:
    1. con il PIN della tessera sanitaria CNS (in tal caso sarà necessario quindi aver richiesto il PIN presso uno degli sportelli abilitati presenti nella Regione di appartenenza, portando con sé la tessera sanitaria e un documento d’identità valido e di essersi dotati di un lettore di smartcard e di aver caricato sul proprio computer il software per il suo utilizzo);con lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale https://www.spid.gov.it/). Le modalità di attribuzione dello SPID per ciascun Identity Provider sono comunque immediatamente visibili sul sito: https://www.spid.gov.it/richiedi-spid e, con specifico riferimento agli italiani all’estero, si consiglia di visitare il link https://www.spid.gov.it/domande-frequenti (“Può avere SPID anche un cittadino italiano residente all’estero?”).con la CIE Carta di Identità Elettronica e relativo PIN. Per informazioni sul suo funzionamento:
    https://www.cartaidentita.interno.gov.it/identificazione-digitale/entra-con-cie/ A seguito dell’inserimento nel sistema informativo dei dati richiesti, verrà automaticamente generata la domanda di adesione che non richiederà la sottoscrizione da parte del presentatore. Dopo aver preso visione della domanda generata dal sistema e avendo verificato la correttezza di tutte le dichiarazioni presenti nella stessa, si potrà procedere all’invio della domanda al protocollo.
    Non è necessario allegare alla domanda copia del documento d’identità.

    La domanda di partecipazione è validamente trasmessa e protocollata elettronicamente solo a seguito del completamento delle fasi sopra riportate cliccando il pulsante “Invia al protocollo”.Si evidenzia che una volta inviata la domanda al protocollo, non sarà più possibile apportare modifiche alla domanda presentata, né sarà possibile presentare una nuova domanda in sostituzione della precedente.A conclusione della suddetta procedura il sistema informativo rilascerà automaticamente numero e data di protocollo della domanda presentata. Ai fini della verifica della data di presentazione della domanda farà fede esclusivamente la data di invio al protocollo registrata dalla procedura online.L’avvenuta ricezione telematica della domanda è comunicata al soggetto richiedente via posta elettronica all’indirizzo indicato nella domanda e riporta il numero identificativo a cui fare riferimento nelle fasi successive dell’iter procedurale.
  1. Eventuali informazioni possono essere richieste all’Unità Organizzativa Organizzazione e Personale Giunta – alla casella e-mail ufficiopersonale@regione.lombardia.it indicando nell’oggetto “Avviso mobilità 15 posti”.Il responsabile del procedimento amministrativo è il Direttore Funzione Specialistica Unità Organizzativa Organizzazione e Personale Giunta.

Chi è il nuovo Ministro per la Pubblica amministrazione

concorsi pubblici e mobilità

Paolo Zangrillo è il nuovo ministro della Pubblica Amministrazione nel governo Meloni. È parlamentare dal 2018, prima alla Camera nella XVIII legislatura e ora al Senato, eletto nelle liste di Forza Italia. Genovese, ha una lunga carriera come manager d’azienda. È il fratello di Alberto, medico personale di Silvio Berlusconi e Presidente del Genoa, di cui entrambi sono tifosi.

Paolo Zangrillo è nato a Genova, ha 60 anni ed è laureato in giurisprudenza e ha una lunga esperienza come manager di grandi aziende quali Magneti Marelli, Fiat Powertrain e Iveco. Ha conseguito la laurea nel 1987 all’università degli Studi di Milano.

Successivamente ha lavorato alla Magneti Marelli per 17 anni con diversi incarichi e arrivando a ricoprire la carica di Vice President of Human Resources.

Quindi ha trascorso quasi 5 anni come Senior Vice President Human Resources alla Fiat Powertrain Technologies Spa. Successivamente è stato Senior Vice President Human Resources alla Iveco per approdare poi come Direttore Personale e Organizzazione di Acea, dove ha ricoperto tale carica per quasi 6 anni.

Quale sarà il primo provvedimento del suo ministero?

“Noi abbiamo bisogno di velocizzare la semplificazione, quindi bisogna fare in modo che la pubblica amministrazione sia vissuta come un riferimento positivo e smart e che i cittadini la vivano, non come un intralcio, ma come un’opportunità. […] La mia esperienza non è soltanto nel privato, lì ho lavorato per 25 anni ma gli ultimi 6 da manager li ho fatti in Acea, la multiutility romana. Ma non penso che ci sarà da fare differenze tra pubblico e privato, se si è capaci di valorizzare e motivare le persone e dare indicazioni chiare. Quello che conta è realizzare bene gli obiettivi”.

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