Stipendio del dipendente pubblico

Il trattamento economico fondamentale Il trattamento economico fondamentale ha come sostanziale peculiarità quella di essere costituito da voci caratterizzate da fissità, continuità e determinatezza. L’individuazione delle voci fondamentali del trattamento economico del dipendente pubblico è fondamentale perché sono interessate da un regime di particolare garanzia in merito alla loro intangibilità in termini di importo e di continuità di erogazione. Infatti il Dipartimento della Funzione pubblica, con circolare n. 7/2008, considera …

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Il limite al lavoro flessibile nel pubblico impiego

Con la deliberazione n. 1/2017 la Corte dei conti si è espressa in merito all’individuazione del limite di spesa ai fini dell’applicazione dell’art. 9, comma 28, del d.l. n. 78/2010 e s.m.i. e cioè nel caso in cui l’Ente locale non abbia fatto ricorso a tali tipologie contrattuali nel triennio 2007/2019. La disciplina vincolistica in materia di spesa per il ricorso a rapporti di lavoro flessibile Per gli Enti locali …

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IL LAVORO FLESSIBILE NEGLI ENTI LOCALI

Personale in convenzione e personale in comando presso le pubbliche amministrazioni La disciplina normativa sul pubblico impiego prevede che le amministrazioni possono avvalersi delle forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa, nel rispetto delle procedure di reclutamento vigenti, fermo restando che la forma comune di lavoro rimane quella del contratto subordinato a tempo indeterminato. …

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Smart WORKING nel pubblico impiego

Il lavoro smart coniuga i tempi con la vita privata consentendo al dipendente pubblico di prestare la sua attività anche da casa. Secondo il Politecnico di Milano i dipendenti pubblici che usufruiscono dello smart working sono il 7% dei lavoratori tra quadri e dirigenti e peraltro risultano più soddisfatti rispetto agli impiegati statali che non hanno la fortuna di usufruirne. La direttiva 3/2017 del Ministro Madia – Dal telelavoro allo …

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Il telelavoro nel pubblico impiego

Il telelavoro è una modalità flessibile di esecuzione della prestazione lavorativa. Consiste nella prestazione di lavoro eseguita dal dipendente di una delle Amministrazioni pubbliche in qualsiasi luogo ritenuto idoneo, collocato al di fuori della sede di lavoro, dove la prestazione sia tecnicamente possibile, con il prevalente supporto di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, che consentano il collegamento con l’amministrazione. La possibilità per le Amministrazioni pubbliche di servirsi di contratti di …

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Le collaborazioni coordinate e continuative co.co.co.

Le Amministrazioni pubbliche possono conferire esclusivamente incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria attraverso la formula della collaborazione coordinata e continuativa o co.co.co. L’art. 5, comma 1, lett. b) del d.lgs. n. 75/2017 modifica l’art. 7, comma 6 del d.lgs. n. 165/2001 riprendendo il divieto alle Amministrazioni pubbliche, già previsto dall’art. 2, comma 4, 2° periodo, del d.lgs. n. 81/2015, di …

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la falsa attestazione della presenza in servizio

La falsa attestazione delle presenze in servizio hanno generato fatti di cronaca che hanno portato alla luce numerosi scandali dei c.d. furbetti del cartellino in Amministrazioni di diverse città italiane, ad ogni latitudine, da Sanremo a Pachino. Naturalmente queste vicissitudini hanno comportato nei cittadini, un evidente disgusto generalizzato e per la stragrande maggioranza dei dipendenti onesti, delle diverse Amministrazioni pubbliche, un crescente disagio nell’essere accomunati ai colleghi inquisiti per il …

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IL benessere sociale nel lavoro pubblico

E’ sempre il decreto legislativo n. 81/2008 a considerare la dimensione sociale del lavoro dei dipendenti pubblici, ma che alcune amministrazioni dimenticano. In base al benessere sociale il dipendente pubblico ha diritto ad una tutela individuale dei suoi profili relazionali sul lavoro. Ragazzi questo è un aspetto da prendere in considerazione perché non ha precedenti. L’aspetto più originale della normativa sta nel fatto il dipendente pubblico non ha il diritto …

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Il diritto al benessere mentale dei dipendenti pubblici

Il diritto al benessere mentale mira anch’esso a tenere sotto controllo l’integrità psichica del lavoratore e della lavoratrice, evitando l’insorgere di patologie di natura psichica nate in sede lavorativa. La dimensione psichica, per come espressa sembra porre, a favore del destinatario della tutela, un qualcosa in più: il diritto a ottenere la promozione di una condizione mentale oltremodo positiva e comunque di grado superiore al semplice non ammalarsi psichicamente sul …

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Il benessere degli impiegati pubblici sul luogo di lavoro

La nozione legislativa di salute lavorativa riguarda tre dimensioni della persona umana e, di conseguenza, il diritto, alla salute in ambito lavorativo presenta i tre seguenti sotto-ambiti. Il diritto al benessere fisico La dimensione fisica del “well-being” di chi lavora si riallaccia ad un ambito tradizionale del sistema prevenzionale italiano, che, alle sue origini, è teso a tutelare solamente i profili corporei del lavoratore. La novella normativa del d.lgs. n. …

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